Nessun piano B - Lee Child & Andrew Child

Lee Child fa uscire una nuova avventura di Jack Reacher. La pubblica l’editore Longanesi nella collana “La gaia Scienza” e si intitola “Nessun piano B”. La storia è scritta in collaborazione con il fratello più giovane Andrew ed è tradotta da Adria Tissoni. Siamo in un carcere del Mississippi, dove è in corso una misteriosa riunione dei vertici della struttura, che deve preparare un grande evento. Ma ci sono timori sulla concreta realizzazione dell’evento perché pare che ci sia stata una fuga di notizie che potrebbe compromettere quanto pianificato. Ben presto, quando nel discorso dei responsabili del carcere cominceranno a comparire i termini “vagabondo”, “dotato di una forza mostruosa”, “abile nel combattimento” e così via, i più affezionati di voi ai thriller di Child capiranno che c’è lo zampino di Jack Reacher. Il quale si trova peraltro in Colorado occupato in tutt’altre faccende (anche il nostro eroe si concede le sue pause dall’azione di stampo militare). Cosa c’entra dunque il Colorado con il Mississippi? E con le città di Los Angeles e di Chicago, che ben presto entreranno sulla scena?

Child (anzi, i Child) dà (danno) in questo romanzo un po’ più spazio all’intrigo e un po’ meno all’azione (che tornerà prepotentemente protagonista però nel finale). C’è suspense e mistero nella fase iniziale del romanzo e c’è un intreccio che interseca diverse traiettorie. C’è persino una sorta di indagine all’inizio che coinvolge Jack Reacher, più una cosa da scrivania che non da campo di battaglia. Personalmente mi è piaciuta molto questa variazione sul tema e credo che possa completare il personaggio del notissimo vagabondo con una sorta di profilo da detective, che non gli riesce per niente male. Non credo tuttavia che i lettori più affezionati alla figura tradizionale di Reacher debbano spaventarsi: i temi che attirano l’attenzione del nostro eroe sono sempre gli stessi. Ci sono persone ai margini della società che devono essere protette e aiutate, deboli vittime di meccanismi più grandi di loro, persone che per sfortuna o perché prive di mezzi finiscono per essere stritolate dalle logiche del potere. E per queste persone Reacher non può non intervenire, è più forte di lui il senso di giustizia e la volontà di impedire l’uso della forza nei confronti dei più deboli.

Come al solito gli interventi non hanno proprio mezze maniere e anche pochissima pietà nei confronti di chi ha consapevolmente sbagliato. Perché il sopruso è l’unica cosa che può spingere il nostro eroe a deviare dal suo naturale vagabondare. Anzi, il sopruso è l’unica cosa che lo spinge con una determinazione cieca a inseguire fino in fondo il male. Fino alla soluzione definitiva del problema.

Un altro elemento che è parzialmente diverso dalle ultime fatiche letterarie firmate Child è il teatro delle operazioni. Mentre gli ultimi romanzi prevedevano una piccola zona ristretta per il campo di azione, in questo caso Jack Reacher è protagonista di un lungo viaggio. L’ambientazione di “Nessun piano B” è praticamente l’intero territorio degli Stati Uniti e la storia in un certo senso trae alimentazione proprio da questo ampio terreno di azione. Quasi a voler dire che le trame del male non sono circoscritte e non si limitano più a piccole zone, ma arrivano a condizionare l’intero Paese.

Non voglio togliere ai lettori il gusto di scoprire quali sono i crimini che il nostro eroe vagabondo riesce a sventare. Ma anche in questo caso, cari avventori del Thriller Cafè, i Child ragionano in grande e ci mettono di fronte a trame enormi. Non più quindi un “piccolo caso” da Gotham City, ma piuttosto un vero e proprio intrigo da Mission Impossible. Forse che il nostro Jack Reacher possa essere costretto prima o dopo a tornare su un teatro di lavoro internazionale? Buona lettura!

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Nessun piano B
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Nessun piano B
  • Child, Lee (Autore)

Articolo protocollato da Giuliano Muzio

Sono un fisico nato nel 1968 che lavora in un centro di ricerca. Fin da piccolo lettore compulsivo di tante cose, con una passione particolare per il giallo, il noir e il poliziesco, che vedo anche al cinema e in tv in serie e film. Quando non lavoro e non leggo mi piace giocare a scacchi e fare attività sportiva. Quando l'età me lo permetteva giocavo a pallanuoto, ora nuoto e cammino in montagna. Vizio più difficile da estirpare: la buona cucina e il buon vino. Sogno nel cassetto un po' egoista: trasmettere ai figli le mie passioni.

Giuliano Muzio ha scritto 123 articoli:

Libri della serie "Jack Reacher"

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