isola-dei-monaci-senza-nomeFattosi conoscere col best seller d’esordio e premio Bancarella Il mercante di libri maledetti, Marcello Simoni torna in libreria con L’isola dei monaci senza nome, suo terzo romanzo edito da Newton Compton (il precedente è stato La biblioteca perduta dell’anatomista). Come le altre opere di Simoni, anche questo libro è classificabile come thriller storico, in cui l’elemento di genere si mischia inevitabilmente col tema religioso e con ampie componenti di romanzo d’avventura. Stavolta ci spostiamo in avanti di qualche secolo, lasciando il Medioevo per approdare nel Rinascimento: il 12 luglio 1544 l’armata del corsaro ottomano Barbarossa sta assediando l’Isola d’Elba. Lo scopo dichiarato è liberare il figlio ventenne del suo generale delle galee, Sinan il Giudeo, che il principe di Piombino tiene prigioniero. Ma in verità quello che il pirata vuole non è tanto la libertà del ragazzo quanto il terribile segreto che egli custodisce. Il figlio di Sinan è infatti l’ultimo depositario di un mistero risalente ai tempi di Gesù. Un segreto che è stato occultato per oltre due secoli e che se svelato potrebbe far vacillare l’intera fede cattolica.

Come avrete potuto apprezzare, la trama in sé somiglia a diverse altre caratterizzate dallo stesso connubio di storia, misticismo, eventi a la Rocambole, e benché premiati dalle vendite i libri di Simoni non sempre hanno convinto i lettori. Prima di acquistare L’isola dei monaci senza nome, quindi, date un’occhiata all’estratto in formato PDF che potete scaricare qui: forse vi aiuterà a farvi un’idea migliore del romanzo.

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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