L’inganno delle tenebre – Jean-Christophe Grangé
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Garzanti ha appena pubblicato un romanzo che stavamo attendendo da circa un anno, “L’inganno delle tenebre” di Jean-Christophe Grangé, e prontamente ve ne parliamo qui al Thriller Café.
Era da quando avevamo terminato la lettura dell’ottimo “Il rituale del male” che non vedevamo l’ora di conoscere la conclusione di questa complessa e possente storia che mischia saga famigliare, indagine poliziesca su un serial killer e colonialismo francese.
Finalmente l’attesa è finita e il volume, che in originale è stato pubblicato nel 2016 con il titolo di “Congo Requiem“, è arrivato anche nello Stivale per la traduzione di Paolo Lucca.
Prima della sua pubblicazione completa, Garzanti aveva voluto replicare la campagna promozionale già impiegata in occasione de “Il rituale del male“, mettendo a disposizione “L’inganno delle tenebre” in una serie di pubblicazioni parziali in formato elettronico, con il ritmo di un episodio alla settimana per dodici settimane complessive e con le prime due uscite gratuite. Ora finalmente il volume è disponibile per intero e conferma di essere conclusivo per il possente affresco concepito dall’autore francese.
Ma partiamo dalla storia. Saltando nel tempo e nello spazio, fra vicende che risalgono ai primi anni Settanta e al presente, dalla Francia al Congo, Erwan Morwan, comandante della squadra Omicidi di Parigi, continua a seguire le tracce dell’Uomo Chiodo, il serial killer che suo padre, Gregoire, era riuscito a fermare circa quattro decenni or sono.
Nella polvere e confusione di Lubumbashi, fra misteriosi rituali e macabre rivelazioni, Erwan si interroga su molte cose. Sulla verità riguardante l’Uomo Chiodo, prima di tutto, ma anche sul modo con il quale suo padre ha accumulato un enorme prestigio e potere, sui misteri della sua stessa famiglia e, infine, sulla propria identità.
E mentre il continente africano oppone un muro di silenzio e bugie e rende impossibile arrivare alla verità, ecco che il serial killer ritorna a colpire per la terza volta, con la sua ormai proverbiale violenza. Colpisce a migliaia di chilometri di distanza, in Francia, e il suo scopo sembra essere chiaro: intende sterminare i Morwan. Comincia per Erwan e Gregoire l’ultima partita, la caccia decisiva al mostro, una caccia che potrebbe segnare la loro stessa fine.
Rispetto al volume precedente, in questo secondo capitolo Grangé sembra aver ritrovato una scrittura più fluida e compatta che valorizza meglio l’ambientazione africana: la giungla congolese non è solo un luogo geografico, ma un inferno di fango, corruzione, superstizione e guerriglia che divora l’anima dei personaggi.
Ma come spesso gli succede, anche in questo libro l’autore non riesce a trattenersi dall’esagerare. Spesso l’azione scivola nel “fanta-thriller”: i membri della famiglia Morvan si trasformano da personaggi tormentati a eroi da film d’azione di serie B, sopravvivendo a esplosioni, guerre civili e sparatorie inverosimili. Gaëlle addirittura subisce una trasformazione quasi fastidiosa. Per non parlare dei tanti colpi di scena e del finale, per quanto logico e appagante nel chiudere tutte le trame, anche estremamente intricato e difficile da digerire.
In sintesi, “Congo Requiem” è un libro brutale, viscerale e volutamente sopra le righe, che conferma tutto quello che c’è di buono e di meno buono nel modo di scrivere di Grangé.
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