Amnesia – Jean Christophe Grangé

Amnesia – Jean Christophe Grangé

Editore: Garzanti
Giuseppe Pastore
Protocollato il 5 Marzo 2012 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1023 articoli
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Jean Christophe Grangé è un autore che colpisce quasi sempre nel segno e l’uscita del suo nuovo romanzo, “Amnesia” (titolo originale “Le Passager“), di certo merita attenzione. Edito da Garzanti, tratta la storia del dottor Mathias Freire, un uomo ossessionato dai ricordi. Troppi e diversi, destabilizzanti: sembrano appartenere ad altre persone e sempre più spesso Mathias perde ogni sicurezza, perfino su quale sia il suo vero nome.

Mathias Freire, è uno psichiatra a Bordeaux, chiamato a visitare un paziente ritrovato in stato confusionale nei pressi di un brutale omicidio in stazione. L’uomo è affetto dal “sindromo del viaggiatore senza bagagli“, una rara forma di fuga psichica in cui il soggetto perde la memoria per costruirsi un’identità completamente nuova. Mentre cerca di curare il paziente – scontrandosi con la spigolosa e ambiziosa ispettrice Anaïs Chatelet, che vorrebbe solo torchiare l’indiziato – Mathias si rende conto di una verità sconvolgente. Non è il paziente ad avere un problema. È lui stesso.

In un attimo, le certezze crollano. Mathias non è Mathias. O forse lo è, ma prima è stato qualcun altro. Inizia così una fuga disperata, una “matrioska” psicologica in cui il protagonista perde la memoria, cambia personalità e si risveglia in vite diverse (un clochard a Marsiglia, un pittore folle a Nizza, un falsario a Parigi), mentre una scia di omicidi ispirati alla mitologia greca sembra seguirlo come un’ombra. E se l’assassino a cui l’ispettrice Anaïs dà la caccia fosse proprio una delle sue molteplici personalità?

Il ritmo di questo libro è serrato, nonostante la mole (oltre ottocento pagine, non spaventatevi). Grangé mescola magistralmente psichiatria, mitologia greca (con continui rimandi al Minotauro, a Dedalo e Icaro) e un pizzico di critica ai colossi della chimica e agli apparati militari, creando una ragnatela in cui è impossibile non restare impigliati. La dinamica tra il misterioso psichiatra e la dura poliziotta funziona a meraviglia, ricordando a tratti la chimica tra Clarice Starling e Hannibal Lecter, omaggiata non a caso nel testo.

Ma l’ambizioso progetto letterario è talmente complesso che per tenerlo in piedi Grangé deve forzare la mano su alcune coincidenze e incontri inverosimili, e altro punto dolente è la difficoltà di dover inseguire il protagonista attraverso le sue continue reincarnazioni identitarie.

In sintesi, possiamo dire che è “Amnesia” un viaggio nei labirinti della mente umana. A tratti forse eccessivo, ma che vi farà dubitare persino della vostra immagine allo specchio.

 

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