Atteso e interessante questo secondo volume nel segno dello spionaggio, a opera dell’affermato Stefano Mancini, giovane Autore romano di fantasy e di thriller, oltre che docente di scrittura creativa e agente letterario.
Si leggeva già con particolare foga il primo romanzo, L’enigma del Führer, edito da Fanucci, proprio come questo secondo episodio: si ricorda in tale sede che il lettore ha seguito le spericolate avventure (perché proprio di avventure vintage e ben strutturate si tratta) del reporter Ethan Cooper e dell’affascinante Kirsten, scienziata di alto lignaggio, per i motivi che si invitano a riscoprire nella presente occasione.
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Con L’enigma di Majorana, la coppia è alle prese con un nuovo caso, innescato dalla morte di tale Thomas Anderson, bisognoso dell’aiuto di Kirsten; di nuovo, Cooper e la ragazza sono costretti alla fuga, proprio perché coinvolti in scenari di morte e colluttazione.
Chi scrive ha particolarmente apprezzato le scene d’azione concitate, ma non soltanto: vi sono tutti segnali, che possono essere o meno recepiti dal pubblico, di grande gusto estetico. Le saghe di Mancini, e qui si includono anche quelle fiabesche / medievali, hanno un forte richiamo alle riviste pulp / amazing stories, eccetera, ovverosia tutto quel filone artistico che poi ha sviluppato una poetica propria, consistente appunto nel fornire gioia, calore, intrattenimento al lettore / fruitore / investitore nella propria cultura partecipata.
Inoltre, si ripresenta la dotta predisposizione di Mancini per il costrutto biografico e pedagogico, dunque arricchente: le pagine dedicate alla psiche e alle ultime vicende di Majorana sono particolarmente affascinanti.
Infine, notevole la scelta di ambientare alcuni scenari più avanti nel tempo, rispetto al momento attuale (il 2023), riallacciandosi dunque ai classici fantascientifici quali Orwell, Huxley, o ai contemporanei Dick e Cussler; buona lettura.
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