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Il libro che vi presentiamo oggi è un raccolta di cinque gialli storici a opera di Francesco Grimandi (di uno di essi, Sacrilegio, avevamo scritto qualche tempo fa). Il volume presenta le prime cinque avventure di Jacopo Lamberti, vicario di giustizia che opera nella Bologna del Trecento al servizio del Capitano del Popolo, muovendosi tra casi pericolosi, intrighi politici, passioni proibite e segreti inconfessabili.

I singoli episodi in breve sono i seguenti:

  1. Il soffio della morte – Novembre 1325: Lamberti è chiamato a risolvere una serie di omicidi sanguinosi, affrontando dilemmi e misteri in una sfida contro tutto e tutti.
  2. Maleficio – Marzo 1326: Il Capitano del Popolo invia Lamberti in missione per prelevare un ladro e scortarlo in città, aprendo la strada a situazioni impreviste e complicazioni.
  3. Il sigillo – Giugno 1326: Lamberti indaga sull’omicidio di un monaco dopo il coprifuoco, scoprendo che dietro l’apparente crimine comune si nasconde un oscuro segreto del recente passato.
  4. Ex vita – Settembre 1326: Jacopo si trova coinvolto in un’indagine inaspettata quando la nobile Rita Galluzzi, erede di una potente famiglia, chiede di scoprire chi l’ha assassinata.
  5. Sacrilegio – Marzo 1327: Con il Legato Pontificio a Bologna e la scomparsa di una preziosa reliquia da un convento, Jacopo deve indagare mentre emergono vecchie fiamme dal passato.

Cinque volumi in cui colpi di scena, sentimenti profondi, personalità complesse si intrecciano con il coraggio, le speranze e l’umanità di Jacopo Lamberti, investigatore ante litteram a caccia di scomode verità.

Se siete curiosi, qui vi riportiamo un estratto.

Estratto

Aldo Dal Ferro era seduto solo a un tavolo, con la caraffa di vino davanti. Doveva averne già ingollato parecchio, dalla postura precaria sbilanciata in avanti, e puntellata dai gomiti.
Prese posto davanti alla figura irsuta del cerusico. Questi alzò lo sguardo acquoso su di lui con aria minacciosa, ma era quanto aveva bevuto a farlo apparire così.
— Com’è il vino da queste parti? — chiese per scherzo.
Aldo Dal Ferro fece un rumore volgare con le labbra, poi si guardò attorno nella sala, quasi si rendesse conto di essere lì in quel momento solo perché ne aveva destato l’attenzione.
— Vicario, che mi venga un accidente! Cosa ci fate qua?
Poi gli spinse incontro la brocca, che strisciò sul tavolo.
— Prendetevi un bicchiere, questa sera siete mio ospite!
Jacopo fece segno a un ragazzo che passava tra le sedute. Questi arrivò subito al loro tavolo con il necessario per bere.
Jacopo tirò a sé la caraffa di ceramica, colma di un rosso pastoso, e si servì. Non accettare, sarebbe stata una scortesia.
— Alla vostra salute! — brindò Jacopo, levando il vino.
Anche Aldo Dal Ferro imitò il suo gesto. I loro bicchieri cozzarono, spandendo un po’ di liquido vermiglio sul tavolo.
— Alla salute! — ripeté il cerusico, e tracannò il liquido tutto d’un fiato, battendo poi il bicchiere sul ripiano, affinché glielo riempisse per un nuovo giro.
— Uno fa bene e due fan meglio! — esclamò sorridente.
Jacopo sospirò, l’avrebbe preferito non brillo ma dovette accontentarsi. In vino veritas. Almeno, sarebbe stato sincero.
— Dunque, perché siete qui? — gli chiese Aldo. — Sarò anche poco sobrio ma voi vi muovete sempre con un motivo.
Poi si abbassò, e si fece innanzi a lui, il dorso della mano irsuta vicino alla bocca come a volergli fare una confidenza.
— I morti — gli bisbigliò, guardandosi attorno come un cospiratore. — Quelli vi stanno a cuore, dico bene, Vicario?
Si tirò indietro e scoppiò a ridere, in una risata fragorosa.
Jacopo si sentì a disagio. Se non voleva attrarre occhiate indiscrete vi stava proprio riuscendo. Quell’energumeno che sembrava divorare bambini a colazione era più buffone di un saltimbanco. La cosa l’aveva sempre sconcertato.
Qualcuno dietro a loro partì con una canzone oscena e ci mancò poco che Aldo si unisse al coro di grasse voci sguaiate e di scherzi da taverna. Lo lesse nei suoi occhi e gli appoggiò di slancio il palmo sul braccio, arrestandolo appena in tempo.

Francesco Grimandi

Francesco Grimandi è un appassionato di Storia Antica e di misteri. Le sue opere, “Affresco Veneziano” e “L’eremo nel deserto“, sono disponibili on-line insieme a “L’Orizzonte di Aton“, una remota indagine sulla morte del faraone eretico Akhenaton, e “Il soffio della morte“, giallo sullo sfondo della Bologna del ‘300, che ha dato il via alle inchieste del Vicario di Giustizia Jacopo Lamberti. Un racconto noir ambientato a Venezia nel XVI secolo è presente ne “Il Giallo Mondadori“. Autore finalista al Gran Giallo di Cattolica – Mystfest 2017.

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