La sabbia non ricorda – Giorgio Scerbanenco
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Pubblicato per la prima volta da Rizzoli nel 1963 e poi da Garzanti nel 2000 e nel 2018, La sabbia non ricorda di Giorgio Scerbanenco è un ottimo giallo ambientato sulle spiagge del Friuli, tra Lignano e Latisana. Lo recensiamo oggi al Thriller Café.
È l’alba del 23 giugno a Lignano. Il giovane siciliano Giannuzzo Masetta giace disteso sulla spiaggia, morto già da diverse ore, con il suo coltello accanto. Così lo trova l’ingegnere Gertrude Leuter, giovane donna tedesca in vacanza al camping vicino. La donna conosceva bene Giannuzzo e, dopo aver gettato in mare quel coltello così minaccioso, si allontana da lui e parte precipitosamente per la Germania: ha paura, sia perché avrebbe avuto motivi per ammazzarlo, sia perché sa che alcuni suoi comportamenti potrebbero essere letti in modo da farla apparire colpevole. Ma ciò che più le ha fatto paura è, in realtà, un elemento rivelatore che non ha potuto far a meno di notare lì, nella sabbia, accanto al cadavere.
Frattanto, sullo stradone nei pressi di una villa di Latisana, la giovane Michela Loré, in ripresa dai postumi di una depressione, e il suo ritrovato amico Alberto Missaglia, poliziotto intelligente e dalla memoria prodigiosa, hanno un diverbio con un giovane in evidente stato di agitazione che, a bordo della sua macchina americana, ha molta fretta di passare, quasi fosse inseguito da un branco di cani rabbiosi. Ben presto si scoprirà che il giovane è in realtà Roberto Arrighi, figlio del facoltoso professore che ospita Michela e suo padre, un alto, integerrimo funzionario di polizia. E, ancor più importante, si scoprirà che l’Arrighi è in ambasce proprio per quel cadavere ritrovato sulla spiaggia: anche lui conosceva il Masetta che lo ricattava e proprio la sera prima del ritrovamento i due avevano avuto un confronto che, dopo una scazzottata, era terminato con l’Arrighi che dava dei soldi – molti soldi – al siciliano contento e pacificato. Il giovane stava, così, fuggendo, convinto che se la polizia l’avesse trovato l’avrebbe senza dubbio arrestato, pur non avendo lui ucciso nessuno. Una volta convinto l’aspirante fuggitivo dell’idiozzia di fuggire, dato che la polizia non l’aveva ancora neppure cercato e che, comunque, qualora l’avesse fatto, il suo atteggiamento sarebbe sembrato oltremodo sospetto, resta da capire chi abbia, effettivamente, ucciso il giovane siciliano. Sin da subito c’è una pista meridionale che convince sia il maresciallo incaricato dell’indagine, sia il giovane Alberto Missaglia, ma il fiuto di sbirro vero, di razza, di Silvestro Loré, il padre di Michela, non è per niente soddisfatto: l’abbagliante chiarezza della pista presa in esame non gli ha, tuttavia, nascosto i troppi punti oscuri di quell’omicidio. Qual è il movente? Si tratta davvero di un delitto d’onore come parrebbe a prima vista, oppure c’è dell’altro? Donne? Soldi? Sarà il giovane Missaglia, per l’affetto che lo lega a Michela e il rispetto che nutre per suo padre Silvestro, ad interessarsi, finalmente, stavolta sul serio, a quell’indagine apparentemente già risolta. Ciò che verrà fuori farà male a molte delle persone coinvolte, ma rivelerà un’astuzia degna del più freddo criminale e una finezza psicologica d’indagine e, soprattutto, del pensiero di Scerbanenco.
L’autore gioca con noi, ironico, quasi sadico, seguendo e ricalcando precisamente il piano dell’assassino: ci depista, ci inganna, ci abbaglia proprio come fa il colpevole con chi lo circonda. Un piano di una sottigliezza psicologica perversa e degna d’ammirazione sta dietro a quello che erroneamente potremmo scambiare solo per un giallo estivo venato di sentimentalismo.
La sabbia non ricorda, con i suoi ritmi lenti, con la fitta trama intessuta filo dopo filo, pagina dopo pagina da Giorgio Scerbanenco, è un romanzo imperdibile per chi voglia conoscere un maestro del giallo e del noir italiano o, più semplicemente, per chi voglia leggere un libro di spessore: non solo giallo, non solo trama, ma psicologia criminale, analisi dei sentimenti, dietrologia d’indagine, persino scuola d’interrogatorio… insomma, davvero un giallo da scoprire.
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