Cloe è una giovane insegnante di storia dell’arte, un po’ dark e un po’ emo, che veste di nero e ascolta i Cure, obbligata a cambiare spesso città inseguendo gli incarichi mai fissi che il Provveditorato le concede. Non che ami la tranquillità di una cattedra da titolare ne’ l’apparente serenità di un mutuo immobiliare, anzi. Perfino ad Alba, dove ha incontrato Sandro, lo chef che pare proprio adorarla, non ammette di aver finalmente messo radici. Ma quando la mamma la richiama in Veneto per farsi aiutare a svuotare la casa di nonna Clotilde, morta da poco,  ci mette poco a rimpiangere perfino Alba. Vas, paese natio, la accoglie con una certa malinconica atmosfera che a Cloe evoca ricordi non proprio radiosi. Sua nonna la trattava con freddezza, tanto per cominciare, e lei era sempre sola. Soltanto Fabrizio, il carabiniere del paese (mestiere ereditato dal padre morto quando era piccolo ma svolto con grande passione) le concedeva un po’ di calore, regalandole libri e qualche chiacchiera.

A Vas la vita scorre ancora scandita da abitudini consolidate, come quella delle anziane del paese che sistemano il cimitero e poi vanno a prendere l’aperitivo, per dire, e adesso del gruppo fa parte anche la mamma di Cloe. L’aperitivo, poi, si celebra nella locanda ora gestita da Fabrizio.

Cloe è a disagio. Si vede. Si percepisce. Al suo gatto Pablo promette spesso di ripartire al più presto. Li a Vas si sente goffa, brutta e sola come quando era piccola. Mette in dubbio che Sandro possa davvero amare una come lei. È dark ed emo come non mai fino a quando il ritrovamento di una scatola  in soffitta fa riaprire uno, e poi un secondo caso di cronaca locale apparentemente mai risolti. Perché li a Vas, sessanta anni prima, sono misteriosamente morte due donne. Una si chiamava Gina, era procace e provocante, forse troppo sola dopo la partenza del marito per le miniere belga di Marcinelle. L’altra si chiamava Virginia, era nubile, molto riservata, ed era l’amica del cuore della mamma di Fabrizio il carabiniere.

Cloe non resiste alla tentazione di farsi delle domande e di farne in giro, ma sempre lì in bilico al suo rientro ad Alba, da Sandro e alla sua vita. Ma il suo destino è quello di trovare una spiegazione a quel doppio mistero così antico, forse perché Virginia le somigliava fisicamente in maniera impressionante. E Virginia era la sua prozia, sorella di nonna Clotilde. Forse per questo motivo la nonna era così scostante? Quali erano davvero i rapporti tra le due sorelle?

La mossa del gatto è un romanzo di provincia, coi suoi personaggi alla naftalina, le sue viuzze gelate, i tre o quattro angoli di ritrovo (la chiesa, il cimitero, la locanda e qualche casa dove andare a far visita) e la storia di tutti gli abitanti che pensano di conoscersi bene tra loro e si nascondono segreti e rancori. È un libro che parla di rapporti sentimentali impossibili, tra una bambina e un uomo, che si ritrovano adulti entrambi e scivolano ma non cadono. Ed ha un finale molto particolare, dove una piaga sociale, che molti ritengono  “attuale” e fortemente caratterizzata in tema di genere, si svela esistere da sempre, in silenzio, e non solo per mano del maschio. 

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La mossa del gatto
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La mossa del gatto
  • Editore: Newton Compton Editori
  • Autore: Sonia Sacrato