La discesa infinita – Enrico Camanni

La discesa infinita – Enrico Camanni

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Redazione
Protocollato il 21 Giugno 2021 da Redazione con
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La recensione odierna è dedicata a “La discesa infinita”, uno dei capitoli più intensi della saga di Nanni Settembrini, firmata dalla penna esperta di Enrico Camanni (Mondadori).

Tutto inizia in una giornata di ottobre, quando la montagna è ormai svuotata dai turisti e scivola nel silenzio dell’autunno. Nanni Settembrini sta camminando sul ghiacciaio del Miage, un “fiume gelato” che soffre e si ritira come tutti i ghiacciai alpini. È proprio questo scioglimento a far riaffiorare qualcosa che non dovrebbe essere lì: un brandello di scarpone di cuoio e resti umani. Non è un alpinista moderno con l’attrezzatura in Gore-Tex; è qualcuno che arriva da un passato lontano, un’epoca in cui si scalava con camicie di flanella e scarponi pesanti.

Chi è quell’uomo? E perché nessuno sembra averne reclamato la scomparsa?

Nanni, che sente un’istintiva affinità con quel “soldato ignoto” delle vette, decide di indagare. Ma non è un’indagine di polizia classica. È un viaggio a ritroso nel tempo che lo porta a scavare negli archivi polverosi e nella memoria degli anziani della valle. La storia si sdoppia: da una parte seguiamo la ricerca di Nanni nel presente, dall’altra veniamo trasportati nel 1952, per seguire la vicenda di un giovane sognatore, Stefano, che voleva toccare il cielo con un dito.

Enrico Camanni costruisce un intreccio poetico e malinconico che è, prima di tutto, una dichiarazione d’amore alla montagna “di una volta”. Il tema centrale non è solo l’identificazione di un cadavere, ma il confronto tra due epoche: la montagna eroica e solitaria del dopoguerra e quella turistica e talvolta superficiale di oggi.

Lo stile è asciutto e tagliente come l’aria d’alta quota. Camanni ci ricorda che i ghiacciai sono la memoria del mondo: prima o poi restituiscono tutto, gioie, dolori e verità che credevamo sepolte per sempre.

“La discesa infinita” è un giallo dell’anima, perfetto per chi ama le storie dove il paesaggio non è solo sfondo, ma protagonista assoluto capace di custodire e rivelare i segreti degli uomini.

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