La coppia della porta accanto – Shari Lapena
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Il depistaggio di una mente malata, un gioco erotico che sfugge al controllo e un’inesorabile discesa all’inferno nei segreti di una coppia, coinvolta in un disegno invisibile e pauroso.
Arriva anche nelle librerie italiane, pubblicato per i tipi della Mondadori, l’atteso romanzo di Shari Lapena: La coppia della porta accanto.
Accompagnato dalle critiche entusiastiche di grandi scrittori come Lee Child e Harlan Coben, il libro è stato distribuito in 24 paesi del mondo e proposto dall’editore inglese Transworld come la nuova frontiera del thriller psicologico.
Una coppia viene invitata a cena da invitati alla cena di compleanno del marito dei loro vicini di casa, Cinthia e Derek Stillwell, la donna nell’invitarli dice espressamente di non gradire la presenza di figli al seguito della coppia perché non sopporta i bambini che piangono. La fidata baby sitter della coppia all’ultimo momento ha fatto sapere di non poter badare alla bambina, e Anna e Marco Conti, dopo una lunga discussione, decidono di lasciare a casa la figlioletta Cora, una bambina di otto mesi. I due coniugi pensano comunque di controllarla a distanza con un baby monitor ogni mezz’ora circa. In fondo sono vicini, proprio alla porta accanto. La cena con i vicini prende una strana piega, la donna che li ha invitati a cena, infatti, sembra aver ben altre intenzioni che una sana amicizia di buon vicinato. La mise che indossa per l’occasione è delle più sexy possibili: curve in bella mostra, e una scollatura esagerata che lascia poco spazio all’immaginazione. Nel corso della serata Cinthia non fa altro che flirtare in modo spudorato con Marco, che sembra più compiacente che infastidito dal suo atteggiamento. Anna si impunta e decide di tornare a casa dalla bambina. Ma Cora non è più nella sua culla, è scomparsa. Anna e Marco in preda al panico chiamano la polizia. Il detective incaricato del caso, Rasbach, scopre che ci sono tracce di pneumatici in garage, che il rilevatore di movimento della loro porta sul retro è stato disattivato, ma anche che apparentemente nessun altro è stato in casa. Una tutina della piccola è scomparsa, una telecamera è fuori uso, un’altra invece funziona. La vicenda si complica e i genitori non sono esclusi dai sospettati. Si fanno strada diverse ipotesi, forse c’è di mezzo un innamoramento sbagliato, un gioco erotico che è andato oltre o addirittura un depistaggio da parte di una mente diabolica. Tutta un serie di dubbi e di sospetti che faranno scivolare una coppia apparentemente felice in un vero inferno.
L’inizio del romanzo è davvero folgorante, con il materializzarsi di quello che per ogni genitore è il peggior incubo possibile: una bambina, di pochi mesi, rapita dalla sua culla. Un detective che prende subito in mano l’indagine, capace di mille ipotesi strampalate che trovano però, inquietanti conferme. Al centro della storia rimane sempre il rapporto di una coppia, la cui armonia sembra perfetta a prima vista, ma cela invece una realtà molto inquietante. Anne è una donna fragile, con una malattia mentale alle spalle, proviene da una ricca famiglia da cui si separa nel momento in cui si innamora di Marco, un giovane italiano non gradito dai suoi genitori. La gravidanza l’ha provata sia fisicamente; con i suoi chili di troppo, che psicologicamente; è in cura per una brutta depressione post partum. Tutto questo ha lasciato il segno dentro di lei che si è convinta di non essere una buona madre. Marco non è ben visto dalla famiglia della moglie, sopratutto dal suocero che non perde occasione per sminuirlo.
Grazie ad un ritmo serrato l’autrice riesce a rendere il lettore partecipe della vicenda sin dalla prima pagina. Lo coinvolge nel rapimento della bambina, nelle sensazioni provate dai genitori, e nei dubbi che li tormentano dal momento della scomparsa, con l’urgenza ben sottolineata dalla narrazione sempre in tempo presente.
Lo stile è fluido e rende la lettura abbastanza scorrevole. I colpi di scena, sono riservati solo al finale del libro e anche le descrizioni dei luoghi sono ridotte al minimo. La scrittrice canadese ha dato priorità agli elementi tipici del thriller psicologico, facendo leva sulle sensazioni di chi legge e le emozioni trasmesse dai personaggi. Tuttavia, dopo i primi frenetici capitoli dove domina la suspense, con il susseguirsi delle narrazione, il ritmo si fa ripetitivo e la trama perde un po’ consistenza. Andando avanti l’intreccio più che regalare dei veri e propri colpi di scena, si sofferma su una serie di fatti e novità, per recuperare, però, con un finale abbastanza sorprendente. I personaggi sono tutti tratteggiati in maniera alquanto negativa riservando qualche tratto di umanità solo per il detective Rasbach. La caratterizzazione dei personaggi mette quindi in risalto alcuni tra i più brutti lati della natura umana, quali l’avidità, l’egoismo e la manipolazione senza scrupoli. In conclusione anche se – ha dispetto dei proclami – non è stato tra i migliori thriller psicologici che io abbia letto per consistenza della trama e dei personaggi, è apprezzabile da parte dell’autrice la scelta di temi difficili da affrontare, come la depressione post partum e altri problemi che riguardano la sfera psicologica, riuscendo al tempo stesso ad inserirli bene nella struttura di un romanzo thriller.
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