Il sospetto – Scott Turow
Etichettato con: Scott Turow
Oggi per voi, cari avventori del Thriller Café, recensirò l’ultimo romanzo di uno dei mostri sacri del legal thriller americano, Scott Turow, che si intitola “Il sospetto” ed esce per Mondadori con la traduzione di Sara Crimi e Laura Tasso. Torniamo quindi nella Kindle County, il luogo immaginario dove Turow ambienta le sue opere e in particolare nella città di Highland Isle, anch’essa un luogo di fantasia, anche se il contesto che chiaramente emerge nei thriller di Turow è quello della città di Chicago, che è anche la sua città natale.
Avevamo lasciato Turow (nell’ultimo romanzo uscito in Italia, “L’ultimo processo”) alle prese con l’ultimo processo del suo avvocato prediletto, Sandy Stern, personaggio centrale dei suoi romanzi, ma ormai anziano ottantacinquenne e deciso al ritiro dalla professione. Con un primo colpo di scena, Turow ne “Il sospetto” ci introduce la nipote di Sandy, Clarice Granum, detta affettuosamente Pinky, che sarà il personaggio centrale del romanzo, nonché il narratore delle vicende. A dire il vero, Pinky era già fugacemente comparsa proprio nella precedente opera di Turow, ma qui diventa il fulcro del racconto e un personaggio a tutto tondo. Fa l’investigatrice privata alle dipendenze di Rik Dudek, che di Sandy è invece il figliastro, avendo lui sposato la madre Helen poco dopo la nascita di Pinky. La saga degli Stern quindi prosegue.
Proprio Pinky ha a che fare con il sospetto, colui che dà il titolo al romanzo, perché il suo nuovo vicino di casa sembra essere un personaggio molto strano. Entra ed esce a orari impossibili, non scambia una parola con nessuno e appare sempre scontroso e difficile da avvicinare. Così mentre Rik e Pinky devono difendere il Capo della polizia locale Lucia Gomez- Barrera dall’infamante accusa di ricatti sessuali ai danni dei sottoposti, il misterioso vicino distrae la nostra protagonista dalle sue attività investigative. E l’intuito femminile di Pinky le fa ritenere che il sospetto nasconda qualcosa.
Turow introduce in modo strepitoso questo nuovo personaggio, facendoci scoprire piano piano lungo il corso dell’opera le sue caratteristiche. E al di là del fatto che è un personaggio decisamente simpatico, la capacità dell’autore di delineare i tratti psicologici di fondo della sua personalità mi ha veramente colpito. Un perfetto dosaggio di ironia, capacità di descrizione delle scene di azione, dialoghi formidabili fa di Pinky un personaggio che credo proprio avremo la possibilità di rivedere. Lei bilancia e dà ritmo all’azione, non nasconde completamente gli altri attori in gioco, ma riesce a calamitare su di sé il grosso dell’attenzione. Un concentrato di anti-politically correct, descritto però senza nessun manierismo e mettendo in evidenza le fragilità e la precarietà che questi anni ci hanno abituato a considerare endemici nelle nostre esistenze.
Personalmente mi ha anche colpito molto la “leggerezza” con cui Turow conduce la narrazione. Ci sono continui colpi di scena e il ritmo dell’azione è sostenuto, ovviamente sempre all’interno di una vicenda processuale che attrae su di sé l’attenzione, ma questo intreccio non concede nulla alla muscolarità e al peso della narrazione. Perché Turow sa guardare le cose dal filtro della “tenera” Pinky che addolcisce di molto il racconto.
I temi sociali non scompaiono, perché sono sempre presenti sullo sfondo. Dal razzismo, allo strapotere dei social, dalla critica alle armi facili, al dilagare delle gang e della corruzione nei pubblici uffici. Ma vanno decisamente in secondo piano rispetto alle vicende umane dei protagonisti. In quest’era che ormai possiamo cominciare a definire post-Covid (nei fatti), ci troviamo sempre più a fare i conti con la fragilità e la precarietà delle nostre esistenze. Abbiamo più difficoltà a darci un ruolo definito e la ricchezza suadente dei mondi virtuali che ci circondano non fa che aumentare di molto lo straniamento. E nella ricerca di quel qualcosa che ci appaga e che non sappiamo cos’è, ci accontentiamo delle piccole esperienze quotidiane di vita. Sia che siamo poliziotti o poliziotte duri, sia che siamo spietati criminali.
Altri casi da indagare
Arrigoni e il delitto di via Brera – Dario Crapanzano
Leggere le storie scritte all’inizio degli anni 2000 da Dario Crapanzano, ambientate nella Milano degli anni ’50, è una vera delizia per la mente. Laureato in giurisprudenza alla Statale ed altresì [...]
LeggiInnocente – Scott Turow
Ventitré anni dopo Presunto Innocente, romanzo-manifesto del genere legal-thriller e grande successo editoriale, l'americano Scott Turow torna a raccontare Rusty Sabich e Tommy Molto e gli altri personaggi della sua opera precedente ne Innocente (2010), un sequel che pur non riuscendo a eguagliare il predecessore per [...]
LeggiIl finale si scrive da sé – Evelyn Clarke
In lizza per il miglior giallo dell'anno, sostiene Stephen King, e per almeno metà di questo corposo romanzo c'è da credergli. Il plot di "Il finale si scrive da sé" di Evelyn Clarke è gustosissimo: [...]
LeggiIl sottosuolo di Praga – Marco Scarlatti
Si è aggiudicato il Premio Tedeschi di quest'anno, che aveva già sfiorato, ed è noto per altre pubblicazioni con Delos: Marco Scarlatti regala ai lettori di Giallo Mondadori, edizione luglio, una [...]
LeggiUltimo giro di bozze – Stefano Bartezzaghi e Pier Mauro Tamburini
Per il libro di oggi ci serviranno la mente fresca e un bel po' di concentrazione. Parliamo di "Ultimo giro di bozze", il nuovo thriller-gioco firmato a quattro mani da Stefano Bartezzaghi e Pier [...]
LeggiIdentici – Scott Turow
Identici: è questo il titolo del nuovo romanzo di Scott Turow in uscita per Mondadori. Tra i 50 migliori autori di crime per il Times e sicuramente uno dei maestri del legal thriller, sottogenere del quale il suo Presunto innocente (1987) resta ancora oggi una pietra miliare, Turow ritorna sulla scena letteraria a tre [...]
LeggiL’isola degli inganni – Maria Elisa Aloisi
Ilia Moncada ha 34 anni e lavora come avvocata penalista nello studio Marra, il cui titolare è padre di Irene, l'amica che risale al tempo dei denti da latte. E' un po' stropicciata dalla vita: una [...]
LeggiNero Mediterraneo – Antonio Boggio
A dicembre anche nei luoghi di mare fa freddo e la mancanza dei turisti dona l’agognata pace, ma rende gli abitanti del luogo più soli con le loro paure e le loro cattiverie. Ẻ ciò che avviene anche [...]
Leggi
