Il sogno di volare – Carlo Lucarelli

Il sogno di volare – Carlo Lucarelli

Serie: Grazia Negro
Editore: Einaudi
Redazione
Protocollato il 5 Giugno 2013 da Redazione con
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Dopo diversi anni di silenzio letterario, durante i quali si è soprattutto diviso tra radio e tv, torna in libreria Carlo Lucarelli, con il nuovo romanzo, Il sogno di volare.
Protagonista, Grazia Negro, l’eroina a cui forse deve di più, già al centro del bestseller Almost Blue. Cacciatrice di serial killer, Grazia è diventata madre, in una Bologna che in dieci anni è cambiata tanto, in cui ovunque si sono infiltrate le mafie. Piccoli e grossi crimini, in città. E alcuni peggiori di altri. Un nuovo assassino semina morte tra la strade. Il Cane. Rabbioso, come il romanzo intero, voce della rabbia di oggi. Assoluta e senza rimedio. E allo stesso tempo dei sentimenti, delle solitudini, dell’incertezza di questi giorni.

Importante per l’opera, tanto da dare il titolo al libro, è la canzone di un cantautore di nome Andrea Buffa, “Il sogno di volare“, appunto. Lucarelli stesso a riguardo dice: “Una delle canzoni con il testo narrativamente piú bello che abbia mai sentito. È una delle canzoni che il killer del romanzo sente e che gli scatenano la rabbia“.

Riguardo al Cane, invece, come riporta un interessante articolo su Il Fatto Quotidiano, Lucarelli dice:

L’ho sentito ringhiare il mio personaggio, ecco perché l’ho chiamato il Cane. Lui fa così, si sceglie la parte più vicina – di un grosso problema – da azzannare. Per esempio, riguardo la canzone di Buffa il mio Cane non avrebbe avuto la lucidità di risalire all’imprenditore che ha fatto lavorare senza sicurezza il lavoratore dell’incidente, e men che meno di individuare l’associazione a delinquere che ha vinto truccando quell’appalto. Lui vendica un disperato sbranandone un altro; avrebbe ucciso il “caporale” che ha trovato quel lavoratore e lo ha messo sull’impalcatura.

Venendo al nostro giudizio, facile menzionare lo stile di Lucarelli, un marchio di fabbrica secco, nervoso e sincopato. Sembra quasi di essere in un montaggio cinematografico frenetico. Inoltre, l’evoluzione di Grazia Negro, qui colta in una vulnerabilità tutta femminile e inedita, è tratteggiata con grande tenerezza.

Dal punto di vista del giallo però siamo lontani dal capolavoro “Almost Blue” e la gestione del mistero è abbastanza debole. Per il lettore abituale di thriller l’identità dell’assassino risulta facile da intuire, ben prima della metà del libro, con la conseguenza che la tensione finale ne esce di fatto fiacca.

Il romanzo comunque è buono nel complesso, e se amate l’Ispettrice Negro resta una lettura interessante.

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