Il male degli angeli – Luisa Gasbarri
“Il male degli angeli” di Luisa Gasbarri è un thriller a sfondo esoterico recentemente pubblicato da Baldini+Castoldi.
La trama intreccia due linee temporali. La prima risale ai tempi del Terzo Reich. A Rostock, sul Mar Baltico, una scuola ha preso fuoco: pare che a causare l’incendio sia stata Maren, un’orfana di dieci anni dai capelli rossi e dagli occhi così azzurri da sembrare bianchi. La maestra sostiene che lo abbia fatto scatenando una forza psichica di spaventosa potenza. Da Berlino viene inviato un ufficiale delle SS per indagare sull’accaduto.
La seconda linea temporale, invece, si svolge a Roma, ai giorni nostri. Sara Volner è un agente dell’Interpol, che soffre di incubi ricorrenti. Ha 33 anni e ha inseguito una carriera nelle forze armate anche se la sua famiglia di origini ebraiche, e soprattutto sua madre, avrebbero voluto per lei un destino diverso. Le sembra di scorgere un filo rosso che lega diversi tragici incidenti occorsi a giovani ragazze, in diversi paesi europei. Il minimo comun denominatore, però, è piuttosto esile: tutte le donne morte (o forse assassinate) avevano chiome fluenti, lunghe fino alle caviglie.
La sua tesi non convince il tenente colonnello Milos Kuraki, al cui fascino Sara è tutt’altro che indifferente. La detective, però, potrà contare sull’aiuto di Desmond Mirri, un collega trasgressivo e assenteista, dedito all’alcol e agli psicofarmaci. Insieme, i due dipaneranno una matassa intricata che li porterà sulle tracce di antiche sette occulte e della misteriosa Società del Vril, un circolo esoterico al servizio dei nazisti che raccoglieva medium di sesso femminile. Donne contraddistinte da poteri telepatici ed extrasensoriali, oltre che da un grande carisma. Donne dall’aspetto di angeli ma con poteri capaci di scatenare l’inferno.
Luisa Gasbarri è una scrittrice, saggista e docente di scrittura creativa di origini abruzzesi. Con questo suo secondo romanzo, che segue “L’istinto innaturale” pubblicato nel 2005, ci regala una storia davvero ben congeniata, scritta in modo scorrevole e avvincente, capace di mescolare colori diversi: il nero della vicenda principale si tinge anche di rosa, senza però perdere mordente o risultare stucchevole.
Buona parte del fascino della vicenda si deve senz’altro al tema affrontato, il misterioso Vril, che ci traghetta nell’ambito del cosiddetto “Nazismo magico” a pochi giorni dalla scomparsa di Giorgio Galli, uno dei massimi esperti in Italia di quest’ambito.
Ma che cos’era il Vril? La risposta alla domanda la troverete senz’altro tra le pagine del libro di Luisa Gasbarri, che ha, tra l’altro, la capacità di arricchire il testo con precise indicazioni storiche senza renderlo pesante. In questa sede, possiamo solo darvi qualche indizio: il Vril è “il potere infinito, la matrice della creazione che pervade l’universo”, un potere che si manifesta in rarissimi individui di sesso femminile che risultano legati da un contatto profondo e occulto. Il termine compare per la prima volta in un romanzo ottocentesco dal titolo “La razza ventura” di un occultista inglese di nome Edward Bulwer Lytton (se il nome non vi dice niente, cercate alla voce “Golden Dawn” e “Aleister Crowley”). Nel romanzo si parla di una spedizione sotterranea, un po’ come il “Viaggio al centro della terra” di Jules Verne, che trova un’antica civiltà che dispone di una tecnologia avanzatissima, alimentata appunto dal Vril, “un’energia che può distruggere come la folgore; tuttavia, diversamente applicata, può rafforzare la vita, guarire e preservare.”
“Il male degli angeli” vi accompagnerà nella scoperta dei capitoli successivi di questa storia insieme affascinante e inquietante, che attraversa anche uno dei capitoli più bui della storia umana, il Nazismo e la sua fascinazione per l’occulto, con società segrete (e realmente esistite) quali l’Ahnenerbe di Himmler o la Thule. Il libro, infatti, pur essendo chiaramente un’opera di fantasia, ha il pregio di ricostruire con una certa precisione la storia sulfurea del Vril.
Se, terminata l’avvincente lettura, dovesse rimanervi ancora un po’ di curiosità, mi permetto di consigliarvi un grande classico, “Il mattino dei maghi” di Louis Pauwels e Jacques Bergier, un saggio controverso ma di intramontabile fascino, che vi darà altri spunti per continuare la ricerca…
Buona lettura!
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