Per Fanucci è in uscita in questi giorni Icona, opera d’esordio di Gary Van Haas, pubblicata nel 1999 e solo ora giunta in Italia, nonostante la traduzione in 15 paesi. Accostato in qualche modo a Il Codice Da Vinci (comunque posteriore di quattro anni), Icona è un thriller dal ritmo sostenuto, in puro stile turn ‘n twist. La trama, come riportata in aletta di copertina, è la seguente:
Garth Hanson, artista di San Francisco alla ricerca di facili guadagni, accetta di collaborare con una spietata banda di contrabbandieri di oggetti antichi, che gli richiede una copia della famosissima icona di Tiniotissa, dal valore inestimabile e nota per le sue proprietà taumaturgiche sin da quando, nel 1823, un’anziana monaca aveva avuto una visione circa la sua ubicazione nell’isola greca di Tinos. Sicuro di essere immune a qualsiasi suggestione mistica, Hanson accetta la proposta di volare verso Tinos, e trascina con sé l’amico e collega irlandese Eugene, convinto che durante la loro permanenza avranno modo di godere dei piaceri selvaggi e stravaganti dell’isola. Non sa ancora che copiare l’icona di Tiniotissa significa interferire con gli dèi stessi, che un altro artista specializzato in copie di opere famose è improvvisamente scomparso e che cinque scienziati sono morti nel tentativo di esaminarla e svelarne il mistero. Quando i malviventi che gli hanno commissionato il lavoro scoprono che l’interesse di quell’oggetto va ben al di là delle pietre preziose che vi sono incastonate, tutti finiscono per essere trascinati in un complotto internazionale in cui sono coinvolti anche il Mossad, lo Stato del Vaticano e poliziotti corrotti. I pezzi di un puzzle complicato e mortale finiscono per ricomporsi sulla piccola isla di Tinos, dove tutto è cominciato e dove qualcuno potrebbe conquistare un potere in grado di cambiare per sempre le sorti del mondo.
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