Gli onori di casa – Alicia Giménez-Bartlett

Gli onori di casa – Alicia Giménez-Bartlett

Editore: Sellerio
Giuseppe Pastore
Protocollato il 6 Febbraio 2013 da Giuseppe Pastore con
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Nono episodio della serie di Petra Delicado, “Gli onori di casa” di Alicia Giménez Bartlett è una delle novità in ambito giallo che più stanno riscuotendo successo in questo inizio di 2013, edito come sempre da Sellerio.

Cosa succede quando si prendono due poliziotti profondamente catalani come Petra e Fermín e li si getta nel caos meraviglioso e burocratico di Roma? Scintille, commedia e un’indagine molto più sporca di quanto sembri.

La premessa è un classico “pesce fuor d’acqua”. Un importante imprenditore tessile di Barcellona, Adolfo Siguán, viene trovato morto nella sua stanza d’albergo a Roma. Sembra un gioco erotico finito male o una rapina, ma la vittima è troppo potente per liquidare il caso frettolosamente. La pressione mediatica è alle stelle, così la polizia spagnola spedisce Petra e Fermín in Italia per “collaborare” (leggi: ficcare il naso) con i colleghi italiani.

Qui il genio della Giménez-Bartlett brilla nel gioco degli stereotipi e dei contrasti culturali. Da una parte abbiamo Petra, che odia perdere il controllo e si trova a dover navigare tra le sfumature ambigue della polizia italiana, rappresentata dall’affascinante (e sfuggente) ispettore Pietro Malara e dal comandante Tosi. Dall’altra c’è Fermín Garzón, che a Roma si sente come un bambino in un negozio di caramelle: cibo, caos, donne… se solo non fosse per la barriera linguistica e per il fatto che qualcuno sta cercando di insabbiare tutto.

Il titolo originale, “Nadie quiere saber” (“Nessuno vuol sapere”), è molto più cupo di quello italiano e centra il punto: nell’ambiente della vittima – fatto di alta società, prostitute di lusso e legami con la criminalità organizzata – vige una legge del silenzio che Petra fatica a scalfire.

L’indagine è solida, ma il vero piacere è vedere la coppia agire “in trasferta”. Senza la loro rete di sicurezza (il barolo di Fermín, la casa di Petra, i colleghi abituali), i due devono contare solo l’uno sull’altra. Le dinamiche con i poliziotti italiani oscillano tra la diffidenza professionale e il flirt (per Petra), aggiungendo pepe alla trama.

In conclusione, “Gli onori di casa” è una boccata d’aria fresca nella serie. L’autrice dimostra che i suoi personaggi funzionano anche lontano dalla Rambla, e che la corruzione, purtroppo, parla la stessa lingua ovunque, sia in catalano che in romanesco.

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