Femmina de luxe – Elisabetta Bucciarelli
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La “Femmina de luxe” di Elisabetta Bucciarelli è entrata oggi nel Thriller Café. Il locale forse le sembrerà un po’ pericoloso, frequentato da brutti ceffi, ma non sempre raffinatezza ed eleganza sono sinonimo di sicurezza, e purtroppo lo capirà a sue spese…
Olga è una ragazza morbida e indifesa, alla ricerca dell’uomo della sua vita. Marta, acuminata dall’ambizione, si sacrifica all’idolo della perfezione estetica. Che cos’hanno in comune? Entrambe provano a essere femmine di lusso, l’avanguardia del piacere, donne perfette fatte di protesi e speranze, capaci di soddisfare uomini di raffinati desideri e grandi fantasie. Forse entrambe tradiranno le aspettative, trasformandosi in semplici vuoti a perdere, oppure una di loro resterà, ritrovando nell’ostinata innocenza dell’amore una salvezza che a questo mondo pare impossibile.
Culto del bello e omicidio, un binomio che nei libri di Elisabetta Bucciarelli cammina spesso a braccetto, inseguito – come già in “Happy hour” e “Dalla parte del torto” – dall’ispettore Maria Dolores Vergani e dai suoi collaboratori, ridotti in questo caso al solo Achille Funi, probabilmente per questioni di lunghezza. In questo “Femmina de luxe“, volumetto della collana BabeleSuite di Perdisa Pop, l’assortimento di strani personaggi che popolano di solito i libri dell’autrice vede tra le sue fila una ragazza decisamente in sovrappeso, un cantante jazz nel giro del porno amatoriale, uno schizofrenico conosciuto come il pazzo dell’arte, un amante della perfezione – estetica e di modi, un ignoto appiccicatore di feci nelle cabine telefoniche, e una giovane vittima che perde la vita in modo tristemente sciocco, il tutto in sole 128 pagine.
Capitoletti brevi senza concessioni alle divagazioni, per piccole storie che proseguono veloci, a volte intrecciandosi, verso esiti che sembrano prevedibili ma sono solo realistici. Nessuna forzata ricerca del colpo a effetto, ma solo cruda testimonianza di quanto l’ansia di apparire, di piacere, di essere perfetti possa essere distruttiva.
Accade sempre più spesso in questa società in cui l’esteriorità diventa ossessione e la bellezza unica qualità da perseguire, a costo di sacrifici, di stare male, e perfino di morire, che sia difficile se non impossibile essere a proprio agio con se stessi, non aver bisogno dell’apprezzamento altrui, non inseguire canoni fatui imposti come regola.
Bucciarelli tutto questo racconta, con incisività e senza essere melodrammatica. Comunica un messaggio che intendo di denuncia e ci riesce bene, perché a fine lettura il pur breve Femmina de luxe lascia ancora da pensare, e tanto.
Libri della serie "Maria Dolores Vergani"
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