È così che si uccide – Mirko Zilahy
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C’è grande attesa per l’esordio, a gennaio 2016, di È così che si uccide, il thriller di Mirko Zilahy che è diventato un caso editoriale ben prima della pubblicazione in casa Longanesi.
Nel corso del 2015, mentre il romanzo stava vivendo le vari fasi editoriali che lo hanno quindi portato a questa pubblicazione, il testo è riuscito a vincere curiosità e interesse di molteplici editori e sono quindi in preparazione varie edizioni in altri Paesi, fra i quali Francia, Turchia, Grecia, Germania e Spagna.
Sono molteplici i punti di forza di È così che si uccide: da un lato c’è una triade di personaggi molto riuscita e possente, ovvero il commissario Mancini, il serial killer a cui darà la caccia e una Roma parecchio diversa da quella che solitamente leggiamo in gialli e thriller, una Roma dark e morbosa, cinica e che accantona il marmo e i monumenti del passato per esporre il cemento e la ruggine del presente.
Accanto a questi personaggi c’è anche lo stile di Mirko Zilahy, che ha una formazione culturale e professionale di tutto rispetto e riesce a dialogare in maniera originale con gli stilemi del genere, alternando toni e registri che appartengono alla letteratura alta con altri tipici della narrativa popolare, giungendo a effetti e risultati unici nel panorama italiano.
Andiamo a scoprire di cosa narra È così che si uccide.
È fine estate e cade una forte pioggia su Roma, una pioggia che oltre a ingrigire e rendere triste e oscura la Città Eterna, è in grado di rendere molto più difficili le indagini della polizia. E così accade anche per il cadavere appena rinvenuto, appartenente a una donna: è subito chiaro che l’assassino è una persona molto meticolosa e ordinata, precisa e priva di scrupoli, ma la pioggia ha fatto scomparire molte delle possibili prove.
Enrico Mancini, commissario cerca di rifiutare l’idea di un serial killer, anche se la sua preparazione, che comprende anche un periodo di studi a Quantico riguardanti appunto gli assassini seriali, gli urla che il cadavere è sicuramente opera di un serial killer.
E così Mancini prova a rifiutare il caso: ha già visto come opera il Male e cerca di evitare il confronto con gli abissi della mente umana, vuole sfuggire a determinate immagini, volti, gesti, sangue e violenza portati agli estremi.
Ma quando verrà trovato il secondo cadavere e confermata così l’opera di un omicida di serie, ecco che il commissario non potrà più esimersi e dovrà affrontare ancora una volta l’inferno…
Romano, classe 1974, Mirko Zilahy ha insegnato lingua e letteratura italiana a Dublino ed è cultore di lingua e letteratura inglese presso l’Università per stranieri di Perugia. Molto attivo su vari fronti editoriali, è stato fra l’altro editor per Minimum Fax e traduttore dall’inglese di testi molto importanti, quali per esempio Il cardellino di Donna Tartt, premio Pulitzer 2014.
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