Chiedi al portiere – Giuseppina Torregrossa
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Giuseppina Torregrossa vive tra la Sicilia e Roma, dove ha lavorato per circa vent’anni come ginecologa. Chiedi al portiere (Marsilio, 2022) è il sequel di Morte accidentale di un amministratore di condominio (Marsilio, 2021.) Per cui ritroviamo molti personaggi precedentemente conosciuti, compreso il protagonista ispettore Mario Fagioli. Niente timori: tranquillamente leggete il secondo anche se avete tralasciato il primo (rimediate subito, però.)
La vicenda pregressa è riassunta con tratti brevi e precisi, allungandosi per tutta la trama senza intralciarla o intasarla, anzi!, ci fornisce numerose informazioni essenziali alla comprensione dei movimenti degli attori de Chiedi al portiere.
I fatti che vanno ad interessarci hanno inizio un Venerdì Santo: l’ispettore Fagioli è tranquillamente spalmato sul divano di casa in attesa del prepartita di Pasqua: in campo gioca la Roma. Il nostro stacca i contatti col mondo esterno: fidanzata – o compagna – Lidia, compresa: è incapace pure lui di definirne ruolo preciso. Però si sa: quando la sorte s’aguzza a metterci lo zampino non c’è tifoseria che tenga. Anche se il cellulare dell’ispettore è chiuso, serrato a doppia mandata, lucchettato meglio del Ponte Milvio quando stava tre metri sopra il cielo, è invece iperconnesso quello di Lidia.
E così, nel bel mezzo del match, lo smartphone di Lidia fa il mestiere suo, ovvero squilla. A chiamare è Eleonora Piazzese, sua migliore amica quasi sorella. Ha urgente bisogno di parlare con l’ispettore, quando tutto il pianeta terracqueo sa che se gioca la Maggica il mondo medesimo è fermo, sospeso nel vuoto, inesistente a sé stesso e agli altri pianeti. Figurarsi la reazione di Fagioli, costretto tra la passione giallorossa e l’attrazione per Lidia. La quale, se si tratta di Eleonora, il mondo lo rivolta come un carzino.
Infatti, andata per conto suo la partita, Fagioli s’obbliga ad ascoltare Eleonora, nel frattempo giunta nell’abitazione. Quel che la donna ha da dire è grave: la di lei mamma è deceduta quella stessa mattina. E l’urlo con cui esordisce entrando in casa suona così: “L’ha avvelenata, è stato lui.” Di fatto accusando il padre che avrebbe concepito il presunto delitto per soldi. Ottenendo perciò la completa attenzione del tifoso deluso, invocante san Luigi Scrosoppi patrono dei calciatori.
Parte così un giallo dalle molteplici piste, la più accattivante, fatto salvo il supposto omicidio, ha per protagonista tale Albina Santalmassi, notissima giornalista televisiva dagli share di platino: il ritratto che ne fa Torregrossa rimanda immediatamente ad una regina della tv commerciale del nostro Paese. Chi lo scoprirete leggendo.
Viaggiano su due binari separati, il caso Piazzese e quello Santalmassi: hanno moventi differenti e colpevoli altrettanto. Epperò nel condominio di via Minimi, dove già defunse l’amministratore, abitano sia la famiglia Piazzese sia la madre della star da milioni di ascolti.
Svariate sono le tematiche garbatamente offerte al lettore come spunti di riflessione su temi che interessano la nostra quotidianità. Chiedi al portiere è un romanzo da portare sotto l’ombrellone o sul terrazzo nelle canicolari serate 2022. Oppure in regalo la vigilia di Natale. A dire: vale la pena per l’ottima forma scritta a farne scorrevole lettura. Torregrossa ha saputo dipingere caratteri differenti ed in modo sapiente li ha collocati secondo importanza scenica. Evitando d’ingolfare il palcoscenico e dando a ciascuno il proprio spazio vitale.
Menzione a sé merita l’ispettore Fagioli, le cui sofferenze amorose regolano le necessità alimentari: in parole povere: se le cose filano lisce con la sua Lidia è un figurino; alla prima maretta se strafoga de tutto e deppiù. Storpiando anche il percorso lavorativo: la domanda di prepensionamento s’agita nella sua testa a seconda dell’umore e del girovita.
Di certo ritroveremo Fagioli a dipanare altre matasse, tutto lascia sperare che in futuro, tra un mezzo chilo di focaccia e l’altro, il suo darsi da fare sarà d’intralcio a qualche delinquente. La sottoscritta e la platea del Cafè attendono curiosi.
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