C’era una volta a Hollywood – Quentin Tarantino
Esce proprio in questi giorni estivi del 2021 un romanzo di Quentin Tarantino, il quale rielabora la materia narrativa del suo ultimo, notevole lungometraggio, C’era una volta a Hollywood (ivi ambientato, nell’anno 1969), uscito nei cinema nel 2019 e ora disponibile anche per la visione domestica in DVD, Blu-ray, 4K e nelle piattaforme streaming. Il volume è edito in Italia dall’editore La nave di Teseo, in una bella edizione che vede in copertina un’auto d’epoca (la macchina di uno dei protagonisti) e in quarta di copertina una fotografia in bianco e nero del celebre regista, in giubba di jeans e sguardo grave. Tarantino ama rivisitare i propri personaggi, i luoghi, le proprie trame. Aveva trasposto in fumetto il suo western, Django unchained, senz’altro dotato di una sua forza visiva spettacolare (Bompiani, 2014).
Il regista statunitense, nato nel 1963, è conosciuto come maestro della crime pulp fiction (per distinguerla dalla più generica dizione del pulp, che invece è proprio genere e stile verbale, estetico, teso all’esagerazione).
Il pulp, infatti, nasce negli Stati Uniti per le originarie riviste da edicola, con illustrazioni sgargianti e descrizioni sopra le righe (gli autori venivano retribuiti per raggiungere un determinato numero di parole – con largo uso di avverbi e aggettivazione superflua – e al fine di creare aspettative di avventura e suspense nel loro pubblico). Maestro del genere era, tra gli altri, Edgar Rice Burroughs, di cui si stanno oggi ripubblicando le opere classiche (in Italia con Fanucci). Uno stile, quello del pulp, che ancora oggi fa storcere il naso ai minimalisti della narrativa intimista (i loro autori dosano il linguaggio in maniera studiata e certosina, artefatta) e ai giallisti tradizionali (leali alla logica e ad atmosfere sempre più rarefatte. Forse raffinate?), ma che al contrario fa la gioia dei lettori del genere thriller, pulp, detective, action e mystery, sicuramente numerosi tra gli appassionati della bella rivista che ci ospita. Anche chi scrive non fa mistero di essere amante di questa coloritura noir tanto nella letteratura quanto nel cinema e in generale nelle arti audio-visive.
Il volume che dal 1° luglio troviamo in tutte le librerie in questo senso è particolarmente prezioso, perché sembra essere la summa, per vero piuttosto equilibrata, degli ingredienti menzionati finora, ai quali si deve aggiungere un gusto per le vicende true crime e anche per la Storia stessa.
In C’era una volta a Hollywood, infatti, compaiono due protagonisti molto carismatici, un malinconico attore in declino e la sua controfigura, i quali si relazionano durante le loro vite confusionarie con altrettante e disparate star: Sharon Tate, Roman Polanski, Steve McQueen, Bruce Lee e altri (alcuni dei quali inventati di sana pianta da Tarantino, in base alla sua percezione sociologica del mondo cinematografico dell’epoca e non solo). E ovviamente il terrificante Charles Manson, in procinto di compiere il tristemente noto massacro di Cielo Drive in occasione del quale ha perso la vita la Tate, moglie di Polanski.
Tarantino, come nel suo film Bastardi senza gloria, sembra intenzionato a dare una svolta diacronica agli eventi, poiché gli omicidi non accadono per una serie di motivi fortuiti, benché in realtà la trama non sembra escludere una loro verificazione in un momento successivo. In più, l’ormai maturo autore sembra aver impresso alla propria tecnica narrativa una svolta più oggettivista, quasi serafica, giacché siamo lontani in questo romanzo dalle esilaranti esagerazioni dei suoi film classici, capolavori di sceneggiatura (Kill Bill – volumi 1 e 2, Jackie Brown e Pulp fiction, Grindhouse – A prova di morte: il fulcro della sua opera): Tarantino in questo caso segue una concatenazione logica ben precisa, compassata, che mostra l’intrinseca tristezza del vip, della persona di successo e di che cosa questi debba affrontare. Pubbliche relazioni faticose, una carriera che sfiora l’indecenza, il vuoto sfavillante della vita privata condotta nelle ville della collinare Hollywood (alla quale si accede guidando su asfalti silenziosi e spesso notturni, ovviamente curvilinei e in salita). Ma l’amicizia tra i due protagonisti, Dalton e Booth, è il punto di forza della narrazione, e taluni personaggi sembrano assumere le vesti del vero villain, diabolico quanto un omicida (il produttore cinematografico Marvin Schwarz, insensibile e votato solo al successo, che quasi dileggia Rick).
Sorprende in positivo, ad ogni modo, la decisione di Quentin di allontanarsi dalle ultime opere western, sempre più oniriche e inverosimili, per riavvicinarsi invece alla mitologia dei sentimenti umani, al paradosso e al grottesco, e infine alla tensione assoluta ed epica che è solito regalare al suo amato pubblico (di lettori, stavolta). E chi immaginava il nostro cineasta troppo impaziente per scrivere buona letteratura dovrà ricredersi: la commistione tra ironia e pathos, tipiche del grande romanzo, è in questo caso magistrale.
In occasione della stesura di questo testo, Tarantino ha l’occasione di ringraziare la moglie e il figlio e soprattutto i veri protagonisti che gli hanno descritto in prima persona le incredibili storie che si verificano a Hollywood: l’anziano Bruce Derne, David Carradine (… Bill!), Burt Reynolds, Robert Forster (grande interprete statunitense da poco scomparso) e il suo beniamino Kurt Russell. Buona lettura!!!
Altri casi da indagare
Un pezzo grosso – Orson Welles
"Un pezzo grosso" di Orson Welles, pubblicato dall’editore La Nave di Teseo è uscito alla fine di marzo di quest’anno nella traduzione di Aberto Pezzotta con testi esplicativi di due grandi esperti del cinema quali Gianfranco Giagni e Sergio Toffetti. Una copia in inglese di quest'opera che risale al 1953 è stata [...]
LeggiIl segreto della cameriera – Nita Prose
Molly Gray è governante e responsabile degli eventi speciali al Regency Grand Hotel. Sta per sposarsi con l’amato Juan e la sua sarebbe una vita quasi perfetta, se la recente morte dell’adorata nonna [...]
LeggiTraditori di tutti – Giorgio Scerbanenco
"Traditori di tutti" è la seconda indagine di Duca Lamberti, dopo il grande successo di "Venere privata". Ambientato nella Milano degli anni '60 ma il cui centro dell'azione è spostato verso Corsico [...]
LeggiEssere o non essere – Stefano Vicario
Può un avvocato di successo mollare tutto e sprofondare nell’anonima vita di vagabondo sotto i ponti del Tevere? Potrà sopportare una vita di miseria e di stenti invisibile a tutti anche se al centro [...]
LeggiGlennKILL – Leonie Swann
Alzi la mano chi, guardando un tranquillo gregge che bruca in un prato, ha mai pensato: "Ecco i perfetti eredi di Sherlock Holmes e Agatha Christie". Probabilmente nessuno. Eppure oggi, davanti a un buon drink (latte di capra?) voglio raccontarvi di un piccolo, incredibile miracolo della letteratura gialla firmato da [...]
LeggiInseguimento – Patricia Highsmith
″Inseguimento″ di Patricia Highsmith è un libro del 1967, ora ripubblicato da La Nave di Teseo con la traduzione di Attilio Veraldi. Molto spesso, prima di recensire un libro di un autore non [...]
LeggiLa ricchezza che uccide – Petros Markaris
Quando mi sono trovato nella coda di lettura "La ricchezza che uccide" di Petros Markaris, edito da La Nave di Teseo, sapevo che non sarebbe stata una recensione facile. Cosa si può raccontare, di [...]
LeggiLo spiedo e la rosa – Salvatore Niffoi
“Lo spiedo e la rosa” di Salvatore Niffoi è il primo romanzo che vede impegnati nelle indagini la nuova coppia investigativa formata dall’ispettrice Lella Camandula e dal vice ispettore Bobo Sirboni. [...]
Leggi
