Castigo di Dio – Marcello Introna

Castigo di Dio – Marcello Introna

Antonio Vena
Protocollato il 15 Febbraio 2018 da Antonio Vena
Antonio Vena ha scritto 28 articoli

Castigo di Dio, cupissimo romanzo di Marcello Introna, recensito oggi al Thriller Café.

Questa è una storia di delitti efferati.
È una storia di rari crimini contro l’umanità.
È un romanzo di devastazione materiale, etica e sociale, di un tipo che si trova solo indugiando nelle pagine più oscure della storia umana.
Narra la storia di una città, Bari, mentre la Seconda Guerra mondiale sta per concludersi ma è come appena cominciata per il sud Italia, mentre il fascismo sta per crollare e crolla eppure le squadracce di camicie nere imperversano in città e i suoi rappresentanti nelle istituzioni mantengono il potere.
È la storia finale della Socia, una enorme cooperativa di facchini fondata nel 1897 e che fallisce, una persona giuridica che muore e ritorna a mordere il ventre di una società prostrata dalla dittatura e dalla guerra.

«Questa è la Socia, qui sono tutti ciechi. Le pareti per prime. Siamo anche muti e la maggior parte di noi è sorda. Molti sono morti anche se camminano ancora e altri non nasceranno mai.»

È la storia, appena narrativamente deformata, di come ci sono uomini che costituiscono un vero flagello biblico per le comunità in cui agiscono, individui che emergono e prosperano in società estrattive e che, al pari di dittatori, di guerra, peste e carestia, costituiscono un vero e proprio Castigo di dio. Alla città e agli uomini, donne e bambini i Cavalieri non risparmieranno proprio niente. Personaggi come Amaro, un “uomo senza qualità”, il re della Socia e della vita e dei corpi di coloro che hanno avuto la terribile sorte di trovarcisi dentro, in questo scenario di distruzione e brutalità sembrano proprio un overkill, lo spostare ancora e ancora il limite dell’inumano.

Da sempre servo dei potenti, da sempre aguzzino dei disperati, se intravedeva qualcuno con delle potenzialità, un qualsiasi talento, si scatenava e si chetava solo quando aveva disintegrato psicologicamente la vittima designata, costretta a strisciare come un serpente, ma senza quella bella pelle lucida, senza quell’armonia.

Anche se alcuni personaggi sono inventati i cadaveri e i drammi sono veri, le dinamiche, gli stupri, i sequestri, i racket e la tratta di esseri umani, la predazione sugli altri descritti da Marcello Introna risultano orrendamente realistiche. Pregevole davvero è la resa narrativa e il lavoro di ricerca sulla contaminazione da iprite del porto barese. Incidente, costato migliaia di vite civili, messo a tacere dai più alti livelli del comando Alleato.
Con una prosa piana e senza complessità retoriche Introna provvede a un romanzo storico nerissimo, a tratti horror. Non protegge il lettore dal mostrare il male in azione, il senso del dovere e il piccolo eroismo di altri personaggi non è consolatorio. Mostra senza timore un piccolo e spietato collasso della società ben riconoscibile.

Recensione di Antonio Vena

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