Da appassionato di tematiche militari i reparti di Forze Speciali non possono che suscitarmi un certo fascino. Feci la loro scoperta da ragazzino tramite un gioco per la Play Station. Si chiamava Tom Clancy’s Rainbow Six. Era il mio primo gioco militare “serio.” Credo che possa essere stato quello il momento in cui è nato senza saperlo l’embrione dello scrittore che sarei diventato molti anni dopo. Entusiasmato dal gioco ho iniziato a divorare i romanzi di Tom Clancy, approfondendo con i mezzi che avevo gli aspetti militari. Sono passato ad altri autori arricchendo il bagaglio di lettore, che poi sarebbe stato la base iniziale nel trasformarmi in scrittore.

Le Forze Speciali sono sempre rimaste tra gli argomenti che mi interessano di più. Riguardo al tema esiste una consistente letteratura che però, al pari dei thriller d’azione, tratta personaggi legati al mondo anglosassone. Esistono svariate biografie di operatori o ex operatori delle Forze Speciali statunitensi o inglesi. Pochi i riferimenti alla realtà italiana, non certo perché inferiori come qualità ma piuttosto a causa di una tradizionale riservatezza diffusa nei vari reparti. Tuttavia, da qualche anno qualcosa sembra essere cambiato. Diversi operatori hanno provato a imprimere su carta le loro esperienze sul campo, rompendo il muro di diffidenza verso tutti coloro che sono fuori dalla cerchia dei reparti.

Uno di questi operatori è Mario Chima, pseudonimo di un incursore del GOI delle Marina Militare. Chima vanta più di due decenni d’esperienza intensa, caratterizzati da sacrificio, sudore, professionalità, passione. Nel corso della sua carriera è stato schierato in diversi teatri operativi tra cui Afghanistan e Iraq. Anni passati al servizio del reparto e dei sui compagni con il quale ha sviluppato un rapporto unico di fratellanza.

A un certo punto della sua vita, dopo un brutto malore che lo ha costretto a mesi di faticosa riabilitazione, Chima ha sentito la necessità di raccontare la sua carriera. Da quel impellente desiderio è nato Caimano 69 – Sabbia e Polvere, la prima biografia ufficiale di un incursore della Marina Militare.

Se vi aspettate un libro denso di azioni spericolate e scontri  fuoco avete sbagliato parrocchia. Nonostante non manchino descrizioni di attività addestrative e azioni reali sul campo, non bisogna leggere Caimano 69 sperando di trovare un romanzo d’azione.  Non troverete nemmeno materiale segreto che riguarda il GOI. Tutto ciò che è raccontato può essere reperito nelle  varie riviste di settore.

Caimano 69 – Sabbia e Polvere va letto perché rappresenta una porta che apre verso il mondo delle Forze Speciali, una sorta di passaggio privilegiato che  porterà il lettore nella testa di un incursore. Potrà provare le emozioni vissute durante un’azione, le sue ansie, le sue  paure, la soddisfazione nel portare a compimento una missione, ma anche la frustrazione nel vederne fallire una. Proprio il fallimento è un elemento che non ci si aspetta di trovare quando si parla di Forze Speciali, forse perché abituati ai film d’azione americani in cui quasi sempre va tutto bene. In realtà, i fallimenti esistono, eccome se esistono. Un esempio fu l’Operazione Eagle Claw volta a liberare 52 ostaggi catturati nell’Ambasciata USA di Teheran. La missione si concluse con un disastro.

Anche Chima tra i suoi ricordi, va a pescare un’operazione in Afghanistan che non è andata secondo piani. Un mix si sfortuna e comunicazioni errate che hanno portato al fallimento. Forse qualcuno potrebbe storcere il naso. “Perché inserire proprio un’operazione andata storta?” La mia personale risposta è semplice: perché ci ricorda la fallibilità dell’uomo, anche se appartenente alle Forze Speciali. Chima ricorda al lettore che la vita è fatta di alti e bassi,  si può cadere ma ci si può rialzare. Sta tutto nell’impegno che si mette e dalle motivazioni che ci spingono. Proprio lo stesso autore ha intrapreso un lungo percorso di riabilitazione in seguito a un brutto malore che rischiava  di chiudergli per sempre le porte del GOI. La parte finale del libro è dedicata proprio al racconto che lo ha portato a lottare per riprendersi il posto che gli spettava e che aveva tanto faticato per ottenere.

Durante la lettura si capisce che l’autore ha aperto la sua anima ai lettori. Ne viene fuori un ritratto sicuramente diverso dall’immaginario che la narrativa e film d’azione ci hanno portato a immaginare. Chima appare una persona gentile, dai forti valori, amante della letteratura, umile. Un marito devoto e un appassionato padre di famiglia. È sul campo che avviene la trasformazione in efficiente  operatore di Forze Speciali. Non una macchina da guerra in grado di sterminare reggimenti da solo, ma piuttosto un lucido e misurato professionista che lavora in sinergia con i compagni di squadra per raggiungere l’obbiettivo prefissato.

Nella narrazione sono presenti diversi episodi che raccontano situazioni operative. Da attività di addestramento a scorte VIP, da osservazione del nemico ad assalti a un target specifico. Queste scene sono state supervisionate dallo scrittore Francesco Cotti, che ha all’attivo diversi romanzi del genere Action Tricolore.

Chima ha sviluppato uno stile proprio caratterizzato da descrizioni con un tocco poetico e un massiccio uso di similitudini che aiutano a comprendere il testo.

L’unica nota che ho trovato stonata è la massiccia presenza di citazioni inserite tra i vari paragrafi. Un’idea di certo interessante, seppur già battuta in passato. Il problema è da ricercare piuttosto nell’eccessiva quantità delle citazioni inserite.

Caimano 69 – Sabbia è polvere è un libro che merita davvero di essere letto. Considerato il viaggio all’interno della personalità dell’autore mi sento di consigliarlo anche a un  pubblico non necessariamente appassionato di questioni militari.

CAIMANO 69: SABBIA E POLVERE
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CAIMANO 69: SABBIA E POLVERE
  • Chima, Mario (Author)