La quasi totalità dei romanzi d’azione o Action Thriller letti in Italia ha protagonisti e ambientazioni straniere. Il primato spetta agli “eroi” statunitensi, seguiti dagli inglesi. Perché?

Penso che le ragioni siano molteplici e in questo articolo proverò ad affrontarle. Questa analisi mi darà anche l’occasione di trattare l’Action Tricolore, un genere letterario che in via ufficiale non esiste ma che può identificare i libri di diversi autori tra cui anche i miei. Ma andiamo con ordine.

Come accennavo, la maggior parte dei romanzi d’azione letti (anche scritti) in Italia ci portano a seguire le vicende dei vari John, Jack, Jason (ma tutti che iniziano per J?) che spesso sono addestratissimi soldati dei Navy Seals, piuttosto che Delta Force o SAS inglesi. In alternativa i “duri” protagonisti dei romanzi sono dei poliziotti di grandi città: New York, Los Angeles, Chicago…

Non mancano gli appartenenti ai servizi segreti: CIA, FBI, MI5 e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, è raro trovare un carabiniere, un agente dell’AISE o un incursore del GOI della Marina Italiana. Perché è così difficile identificare il protagonista di un romanzo d’azione in un italiano?

Parte della risposta può essere trovata andando a vedere i protagonisti delle spy stories nate nel Dopoguerra. Come già scrissi nell’articolo dedicato alle origini dell’Action Thriller, la fine della Seconda guerra mondiale lasciò morte e distruzione, ma anche tanti reduci che l’azione l’avevano vissuta dal vivo.

Autori come Mickey Spillane, Jean Bruce e Ian Fleming furono tradotti in italiano e contribuirono a creare il fascino degli “eroi stranieri.”

Proprio in Italia nacque la collana Segretissimo delle Mondadori, la quale raccoglieva il meglio della narrativa spionistica d’azione, tra cui Nick Carter, Donald Hamilton e Edward S. Aarons.

Negli anni Novanta la collana ha visto l’avvento di una serie di autori italiani come Alan Altieri, Andrea Carlo Cappi e Stefano Di Marino, i quali sono diventati delle vere e proprie istituzioni nel settore. Nonostante l’italianità degli autori (che comunque scrivevano quasi tutti sotto pseudonimo inglese) i protagonisti dei loro romanzi erano molto spesso stranieri. Una delle poche eccezioni era Secondo Signoroni, scrittore nato giallista che si è specializzato in seguito con le spy stories. Il suo personaggio principale è l’italianissimo maresciallo Costa dei Carabinieri.

Nell’influenzare l’immaginario dei lettori italiani non possiamo dimenticare i film d’azione prodotti da Hollywood. Dagli anni Ottanta in poi siamo stati letteralmente bombardati da produzioni cinematografiche che avevano come protagonisti uomini impossibili da uccidere. Vere e proprie macchine da guerra esperte nel combattimento corpo a corpo e nell’uso di ogni arma da fuoco (ovviamente con munizioni illimitate).

Anche in Italia sono stati prodotti film d’azione. Basti pensare ai polizieschi degli anni Settanta, ricchi sparatorie e inseguimenti in automobile (ci sono famiglie che portano avanti il mestiere di stuntman da generazioni). Con il passare degli anni, le produzioni italiane hanno subito un drastico calo, complice anche le regole molto stringenti sull’uso delle armi sceniche. A questo bisogna aggiungere i budget a disposizione delle produzioni cinematografiche, decisamente inferiori rispetto a quelli di Hollywood. Questi e altri fattori hanno fatto in modo che nell’immaginario comune i protagonisti di un Action devono per forza essere stranieri.

Senza voler fare di ogni erba un fascio, siamo un Paese che non è caratterizzato da alti livelli di nazionalismo in confronto ad altri come ad esempio la Francia. Siamo orgogliosi del nostro Made in Italy ma compriamo prodotti fabbricati all’estero perché costano meno. Ogni due anni tiriamo fuori dall’armadio il Tricolore per sostenere la Nazionale di calcio. E in quell’occasione ricordiamo anche l’Inno di Mameli. Siamo il Paese del “all’estero stanno meglio”, sempre e comunque, magari senza neanche aver mai messo fuori il naso oltre i confini della propria regione. Per molte persone alla parola “carabiniere” la prima cosa viene in mente è una barzelletta.

Allora, ci sono due carabinieri…

Non c’è da stupirsi, quindi, se anche per un argomento come la narrativa d’azione la tendenza sia quella di cercare la certezza dell’autore straniero. Atteggiamento confermato dalle maggiori case editrici.

Mi è capitato di leggere la traduzione letterale in italiano dei cognomi di attori inglesi. Tom Cruise? Tommaso Crociera. Nicholas Cage? Nicola Gabbia. Will Smith? Guglielmo Fabbro. Vogliamo parlare di James Bond, la spia più famosa del Mondo nata dalla penna di Ian Flemming? Giacomo Legame. Un nome così non fa venire certo in mente un agente segreto, piuttosto mi verrebbe da pensare a un ragioniere impegnato a districarsi nella giungla della dichiarazione dei redditi. Scherzi a parte, nel creare personaggio di un romanzo d’azione italiano esistono molte possibilità di combinare nomi e cognomi che siano comunque d’impatto, senza dover ricorrere a Giacomo Legame.

Terminata questa lunga, ma spero non troppo, premessa voglio trattare più nel dettaglio il genere Action Tricolore.

Essendo un genere non ancora riconosciuto da nessuno, non troverete una definizione. Action Tricolore è nato dall’esigenza da parte di alcuni autori italiani, tra cui il sottoscritto, di dare un nome a qualcosa che già esisteva, seppur richiuso nel contenitore più ampio dell’Action Thriller.

A chi mi chiede cosa è l’Action Tricolore sono solito rispondere che è la trasposizione in chiave italiana del thriller d’azione di matrice anglosassone. Se un giorno a qualcuno verrà in mente di creare una pagina su Wikipedia penso che potrà scrivere questa frase.

Da dove arriva il nome? L’ho letto per la prima volta in una recensione di un mio romanzo sulla piattaforma di Amazon, siglata dallo scrittore (che poi sarebbe diventato anche mio amico) Giancarlo Ibba.

Due parole, una inglese e l’altra italiana, che segnano il simbolico passaggio dall’atmosfera anglosassone a quella italiana.

Come già scritto, l’Action Tricolore non è niente di nuovo. Già dagli anni Novanta ci sono stati scrittori che hanno pubblicato romanzi d’azione in chiave italiana (Secondo Signorini per dirne uno). Nonostante diversi esempi, i libri Action Tricolore hanno avuto una diffusione limitata. Gli autori di romanzi d’azione hanno in generale continuato a preferire i protagonisti stranieri. Più o meno negli ultimi dieci anni qualcosa è cambiato. Diversi autori italiani emergenti hanno puntato fin dall’inizio su romanzi d’azione in chiave italiana. Tra i più prolifici di questi nuovi autori ci sono io, con dieci romanzi pubblicati e Francesco Cotti con sette (anche lui è diventato un carissimo amico).

Seppur con un pubblico limitato rispetto ai romanzi anglosassoni, anno dopo anno abbiamo riscontrato un aumento di interesse. In buona sostanza, abbiamo capito che un certo numero di lettori sente la necessità di leggere qualcosa che “parla italiano.” Altri, magari mossi dalla semplice curiosità, hanno continuato a seguire i successivi romanzi.

È stato un grande piacere scoprire che anche altri autori emergenti hanno iniziato a cimentarsi con l’Action Tricolore. Uno su tutti è Alessio Virdò, con il quale è nata una nuova amicizia.

Nel 2021 la casa editrice Tripla E (piccola ma seria realtà editoriale con la quale ho pubblicato tutti i miei libri) ha indetto il primo Concorso Letterario Action Tricolore. Abbiamo visto la partecipazione di diversi aspiranti scrittori, anche se purtroppo non è emerso un vincitore pubblicabile. Superando il dispiacere e volendo guardare il bicchiere mezzo pieno ci si può ritenere soddisfatti che ci siano nuovi autori che vorrebbero contribuire a fare crescere il genere Action Tricolore.

Il fatto che non ci sia stato un vincitore mi da l’occasione di affrontare quello che al momento è un difetto del genere. La crescita dei romanzi d’azione in chiave italiana è avvenuta negli ultimi anni sotto l’impulso di autori emergenti che si sono autopubblicati o che (come nel mio caso) lo hanno fatto con piccole case editrici. Ne consegue che dal punto di vista qualitativo alcuni testi non sono allo stesso livello di quelli pubblicati da grandi case editrici. La critica mossa più spesso è la mancanza di un editing accurato, soprattutto per gli autori autopubblicati. In certi testi si può trovare un numero di refusi superiore a quello dei libri pubblicati da grandi case editrici. Questo è senz’altro vero, purtroppo la maggior parte degli autori emergenti non ha la possibilità economica di affidarsi a un editing professionale.

Se per certi lettori l’ostatolo viene giudicato insormontabile, per altri è un dettaglio che passa in secondo piano rispetto alla possibilità di leggere romanzi d’azione in chiave italiana.

Action Tricolore è un genere in via di perfezionamento che sta crescendo con il tempo. Anno dopo anno si aggiungono nuovi romanzi e nuovi autori. La speranza è che aumentino sempre di più anche i lettori, in modo che anche le grandi case editrici possano valutare di investire più risorse e di conseguenza migliorare ulteriormente la qualità delle opere. E forse un giorno Action Tricolore diventerà un genere letterario a tutti gli effetti.

A seguire alcuni autori che possono rientrare nel genere Action Tricolore

Secondo Signoroni – Costa. Operazione Wavecrest (2022)

Signoroni è una delle colonne portanti degli scrittori della collana Segretissimo. Contrariamente a diversi colleghi che hanno puntato su personaggi appartenenti al mondo anglosassone, lui ha scommesso sull’italianissimo maresciallo Costa dei Carabinieri.

Operazione Wavecrest rappresenta l’ultima fatica letteraria di Signoroni e il ritorno del maresciallo Costa, il quale non riesce a godere in tranquillità della meritata pensione perché qualcosa lo fa tornare in azione. (Mondadori)

Enrico Passaro – Lex. Fino alla fine (2022)

Anche Enrico Passaro fa parte della schiera di Segretissimo. Fino alla fine è la più recente avventura del personaggio di Victor Stasi, colonnello dell’Aeronautica militare ma anche agente della LEX, ovvero una branca non ufficiale dei servizi segreti. La missione porterà Stasi in Giappone per cercare di impedire il furto di un’importante tecnologia della Difesa italiana. (Mondadori)

Filippo Colizza – Agente sacrificabile (2011)

Ex ufficiale della Marina Militare, Filippo Colizza ha pubblicato nel 2011 il suo romanzo d’esordio Agente sacrificabile. La trama segue le vicende di Alessandro Trevi, ufficiale della Marina Militare italiana e agente dei servizi segreti. Il suo compito non sarà per niente facile: sventare un piano che punta a destabilizzare l’area del Maghreb allo scopo di creare un unico grande Stato governato da un dittatore. (Mondadori)

Filippo Pavan Bernacchi – Roccaforte Afghanistan (2014)

Con la sua esperienza da ufficiale degli Alpini Filippo Pavan Bernacchi ha potuto raccontare il modo di operare di esercito e servizi segreti durante la missione in Afghanistan. In questo romanzo l’agente dei servizi Mattei si ritroverà a doversi districare tra terroristi, ladri di opere d’arte e trafficanti di droga. (Mursia)

Alessio Virdò – Operazione Silent Caiman. Incubo di fine estate (2020)

Ho avuto il piacere di conoscere Alessio Virdò di persona. È un vorace divoratore di libri, soprattutto a tematica militare come romanzi d’azione e tecno-thriller. Questa passione lo ha portato a volersi mettere in gioco per realizzare un tecno-thriller con protagonisti italiani. Operazione Silent Caiman è il suo romanzo d’esordio. Racconta le gesta di Francesco Borghese, ex incursore del GOI della Marina Militare italiana che si ritroverà ad affrontare il primo attentato terroristico di matrice islamica nel territorio italiano. A breve uscirà con un nuovo romanzo. (Autopubblicato)

Alessandro Cirillo e Francesco Cotti – Protocollo Granata (2020)

Con questo romanzo ho iniziato la mia collaborazione con Francesco Cotti, altro bravo autore di tecno-thriller italiani. In Protocollo Granata il terrorista Michel Sidibé, detto il Ragno, assalta una miniera di uranio in Niger gestita da un’azienda italiana. Il Governo italiano mette insieme alla svelta una task force militare con lo scopo di liberare la miniera. A guidarla c’è il capitano Paolo Ferrone del 9° Reggimento Paracadutisti d’Assalto “Col Moschin”. (Tripla E Edizioni)

Francesco Cotti – Collera dal mare (2016)

Prima di scrivere a quattro mani con Francesco Cotti avevo letto i suoi romanzi. Quello che mi è piaciuto di più è senza dubbio Collera dal Mare. La storia racconta la presa dell’isola di Lampedusa da parte di una piccola, ma agguerrita, forza d’assalto libica. In seguito vengono narrati tutti i passi intrapresi dal Governo italiano per riprendere possesso dell’isola. (Autopubblicato)

Alessandro Cirillo – Arma Bianca (2018)

Dopo Protocollo Granata avevo piacere di segnalare un altro dei miei libri. Si tratta di Arma Bianca ed è uno di quelli a cui tengo di più. La protagonista è una soldatessa dei Lagunari che si ritrova nel bel mezzo dell’invasione di Cipro da parte delle forze armate turche. (Tripla E Edizioni)

Mario Chima – Caimano 69 Sabbia e polvere (2020)

Questo libro non è un romanzo, ma la biografia autorizzata di un incursore del GOI della Marina Militare. Oltre al viaggio nel lato umano dell’autore Mario Chima, è possibile godere anche della descrizione di vere scene d’azione. Alla stesura ha contribuito anche Francesco Cotti. (Autopubblicato)