Agenzia A – Seichō Matsumoto
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Il 17 novembre scorso, per la famosa collana “Il giallo Mondadori”, con la traduzione di Laura Testaverde, è uscito in Italia il romanzo Agenzia A, originariamente pubblicato nel 1959 col titolo di “Zero no Shoten”. L’autore è uno dei massimi scrittori noir della letteratura del Sol Levante. Si chiamava (è morto nel 1992) Kiyoharu Matsumoto, in arte Seichō Matsumoto. Era un giornalista e scrittore giapponese poco conosciuto in Italia, ma molto celebre in patria. Esordì negli anni Quaranta con alcuni racconti storici pubblicati per la rivista “Journal Asahi”. Nove anni dopo, nel 1953, vinse il prestigioso premio Akutagawa. Ciò gli permise di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, in particolare al genere giallo cosiddetto “realistico”, che all’epoca era alquanto in contrasto con la predominante letteratura gialla giapponese, tutta incentrata su elementi fantastici. Nel 1957 vinse anche il premio del Club degli scrittori polizieschi, ma soprattutto pubblicò sulla rivista “Tabi” un romanzo a puntate che divenne subito un poderoso successo internazionale. Si intitolava “Ten to sen” e venne tradotto in Italia prima come “La morte in orario”, poi recentemente ritradotto e ripubblicato da Adelphi (nel 2018) col titolo di “Tokio Express”. In Giappone Matsumoto è considerato una specie di Simenon, per la grande prolificità di scrittura, avendo infatti la sua produzione superato i 300 titoli, da cui sono stati tratti una ventina di film. Pochissimi di questi titoli sono però stati tradotti in italiano, lingua in cui la sua bibliografia resta in grande parte inedita: oltre al suddetto “Tokio Express” si annoverano soltanto “La ragazza del Kyūshū” (Adelphi, 2019), “Come sabbia tra le dita” (“Suna no utsuwa”, divenuta in terra nipponica anche una serie televisiva) e “Il palazzo dei matrimoni” (Kuroi sora). Questi ultimi due titoli sono usciti proprio nella collana “Il giallo Mondadori”, la medesima che oggi da alle stampe “Agenzia A”.
Si tratta di un romanzo giallo-noir liberamente ispirato a un fatto realmente accaduto in Giappone nel dopoguerra. La bella ventiseienne Itane Teiko si è appena sposata con il trentaseienne Uhara Ken’ichi. Lui è manager di una enorme agenzia pubblicitaria che vanta il secondo o il terzo volume d’affari in tutto il Giappone: l’agenzia “A”, appunto. Terminata la luna di miele, Ken’ichi deve temporaneamente trasferirsi nella città di Kanazawa, dove è incaricato di formare un nuovo collega, un certo Honda, destinato a succedergli nell’agenzia.
Quello che sarebbe dovuto essere un trasferimento di breve durata, si trasforma però in un giallo. I giorni passano e Kenichi non fa ancora ritorno a Tokyo. La giovane moglie Itane decide allora di recarsi a Kanazawa dove incontra Honda, I due, insieme, si mettono sulle tracce dello scomparso Ken’ichi, nella speranza che sia ancora vivo. Attraverso questa ricerca la donna scoprirà sorprendenti particolari di suo marito, che le erano del tutto ignoti. Scoprirà anche sconvolgenti rivelazioni, che la condurranno dentro una oscura e pericolosa vicenda.
Attraverso personaggi molto ben congegnati, profondi e credibili, Matsumoto riesce a dipingere un’umanità variegata e sofferente, protagonista pur rimanendo secondaria (potremmo definirla di “serie b”), all’interno della quale si annidano numerosi problemi di una società complessa come quella nipponica.
La scrittura risulta elegante, analitica e puntuale, capace di mettere a fuoco una realtà descrivendola con precisione chirurgica e attraverso ingrandimenti degni di un microscopio. La trama, pensata fin nei minimi particolari, si snoda inesorabilmente, poco alla volta, generando la giusta tensione e lasciando impresso ogni passaggio nella memoria lettore.
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