Ti uccido per gioco - Gian Mauro Costa

La risposta a questa domanda è la chiave del delitto, avvenuto nell’entroterra palermitano, al centro di Ti uccido per gioco, l’ottimo romanzo targato Gian Mauro Costa e proposto oggi da Thriller Café.

A cercare di venire a capo del crimine è la poliziotta siciliana Angela Mazzola, che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare nei precedenti Stella o croce e Mercato Nero

Trentenne single, di bell’aspetto, dopo i trascorsi nell’Antirapina Angela è fresca agente della Omicidi di Palermo. Per lei è un obiettivo raggiunto, un desiderio esaudito, ma tutta l’esaltazione iniziale è naufragata di lì a poco in un mare di frustrazione. Nei tre mesi da quando è giunta nella nuova Sezione non le è ancora capitato un reato degno di questo nome, uno di quelli cervellotici che mettono a dura prova le meningi e che testano l’intuito e l’intelligenza. Nonostante faccia parte della Omicidi, Angela non brama il sangue, anzi, è fermamente convinta che un gran numero di controversie possa essere risolta sedendosi a un tavolo con un minimo di spirito solidale e costruttivo. Tuttavia, è ben conscia che il suo è un pensiero pressoché utopistico, più confacente a una società ideale, non alla cruda realtà quotidiana, motivo per il quale è impaziente di cimentarsi in qualcosa di veramente importante e dare il proprio contributo all’affermazione della legalità. Lei infatti aspira a risolvere un caso che, come ripete tra sé e sé di tanto in tanto, doni un senso di giustizia all’esistenza delle vittime, alla sua stessa vita di essere umano in prima linea nelle file delle forze dell’ordine, e poi perché no, pure al mondo intero.           

E il destino accontenta subito la nostra eroina: nei pressi di un casolare abbandonato viene ritrovato il cadavere di un uomo che stava partecipando al softair, lo sport di squadra i cui concorrenti, in tenuta da soldato e divisi in squadre, simulano azioni militari con armi e proiettili finti all’interno di  un’area adattata a vero e proprio campo di battaglia.

Insieme ai colleghi, Angela prenderà parte all’indagine che si rivelerà molto articolata e non priva di ribaltoni e vicoli ciechi, dove la verità e la menzogna creeranno un evanescente mosaico di luci e ombre. Il tutto sarà reso ancor più complicato da dilemmi di cuore irrisolti e questioni familiari che la tormenteranno non poco.

Gian Mauro Costa ci parla della terra tanto meravigliosa quanto contraddittoria che è la Sicilia, distante pochissimi chilometri dal continente e che allo stesso tempo ne è una delle propaggini geograficamente più estreme. L’autore ci conduce nei suoi meandri più reconditi e, forse, meno familiari, come i piccoli borghi rurali dalle usanze ancestrali, incastonati nella campagna mediterranea come fossili nell’ambra, da cui basta allontanarsi di due passi per trovarsi al cospetto dei palazzoni e della speculazione edilizia delle città. La Sicilia appare sia ancorata a un’epoca remota che proiettata nel futuro, un’isola densa di attributi incoerenti, in cui il passato e il presente si fondono in un continuum spazio-temporale, generando un’infinità di contrasti ma elargendo anche un tesoro culturale e storico dal valore inestimabile. 

E come non trovare similitudini con il resto del Belpaese? Come non andare con la mente a Leonardo Sciascia e al suo Il giorno della civetta, in cui si profetizzava che “Forse tutta l’Italia va diventando la Sicilia, e sale come l’ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l’Italia ed è già oltre Roma“?  Professionalmente e umanamente, il finale non tradirà le attese della protagonista Angela Mazzola. E di questi tempi in cui guerreggiare sembra la disciplina più in voga a livello mondiale, sono convinto che non deluderà nemmeno il lettore.

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Ti uccido per gioco
48 Recensioni
Ti uccido per gioco
  • Costa, Gian Mauro (Autore)

Articolo protocollato da Damiano Del Dotto

Mi chiamo Damiano, abito a Pistoia, sono sposato con Barbara e sono più vicino ai 50 anni che ai 40. Poche cose colloco nella memoria come il momento temporale e il libro che in qualche modo mi ha cambiato la vita e mi ha infuso la gioia della lettura: avevo 11 anni, frequentavo la prima media e il romanzo è IT di Stephen King. Da allora non posso fare a meno di questa passione viscerale che mi accompagna quotidianamente. Si sente spesso dire che siamo la somma delle nostre esperienze. Allo stesso modo credo che l'amore che provo per la vita sia la somma dei libri che leggo.

Damiano Del Dotto ha scritto 36 articoli:

Libri della serie "Angela Mazzola"

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