“Certi giorni non si sopportava nemmeno sola sola e dava chiari segni di insofferenza, si sfotteva, si trattava con sufficienza e alla fine si mandava a quel paese. Uno sguardo esperto poteva accorgersene prima ancora che la cosa diventasse conclamata perché cominciava a mettersi e togliersi golfini, aprire e chiudere finestre, a scalpitare. Erano momenti critici per tutta la Procura. Più si arrabbiava con se stessa, più gli altri ne pagavano il prezzo. Come stava succedendo quel mattino.
Vaffanculo, si diceva, e il resto dell’umanità tremava. Grugniti, silenzi, ordini impartiti unicamente per rompere le scatole. Pentimenti, la cosa peggiore. Fallo, non farlo, rifallo. Che hai fatto? Fosse stato possibile, si sarebbe dovuto dichiarare lo stato di calamità naturale, chiudere tutto e andarsene a preparare il pranzo ai mariti. In un mondo migliore così sarebbe accaduto. Ma il mondo era quello che era.”

Continuiamo la nostra conoscenza della PM Immacolata Tataranni, terrore di tutti i fannulloni, arrivisti, “sfilazzi” e quaquaraquà della Procura di Matera, con il terzo romanzo che la vede protagonista: Rione Serra Venerdì, Imma Tataranni e le trappole del passato (Einaudi 2018)… titolo quantomai eloquente.

È passato un anno dall’ultimo caso in cui l’abbiamo seguita, quello della morte di Donata Miulli – contenuta in Maltempo – che aveva visto Imma e Calogiuri impegnati tra Matera e Roma, e stavolta la Tataranni è alle prese con un caso che arriva dal passato… il suo. Stella Pisicchio, una sua ex compagna di liceo, è stata trovata morta con in dosso biancheria intima provocante, circostanza che, ovviamente, scatena voci e maldicenze a non finire, aumentate sia dalle importanti spese sostenute dalla donna per guardaroba e interventi estetici, sia dal fatto che fosse iscritta a siti di incontri. Quest’immagine all’apparenza disinibita contrasta non poco con quella che Imma conserva della compagna, una delle poche con cui aveva legato: sebbene per motivi diversi, Stella e Imma erano sempre state le due escluse, la timida e la secchiona, la riservata e la scontrosa. Stella, in particolare, passava sempre inosservata, era poco appariscente, perciò la PM non si spiega questo interessamento tardivo all’estetica… a meno che Stella non volesse rifarsi del tempo perduto e dare una svolta alla sua vita sentimentale, cosa che probabilmente spiega anche la storia del sito… Sta di fatto che, congetture a parte, Imma non ha nulla in mano: da un lato, la morte sembra proprio un delitto della camera chiusa dei giorni nostri (Stella è morta in casa con il ferro alla porta e nessun’altra possibilità di uscita), dall’altro ci sono troppe persone intorno, e dinamiche e collegamenti e segreti e non detti. De Nardis, il nobile decaduto con nemmeno un euro in tasca e molto da nascondere, compreso un antenato scomodo che aveva partecipato a un fatto di sangue; una comitiva di bambini saputelli e, loro malgrado, più adulti degli adulti, tra cui uno, Stacchio, con un futuro da equilibrista; un impiegato tremebondo e piagnucoloso con l’ammirazione sconfinata per la ex; e poi ci sono questi strani legami con la Svizzera. E con sullo sfondo il rione di Serra Venerdì, nato per i turisti e agonizzante tra gli ultimi, da dove può andarla a pescare, Imma, la verità se non dal passato? Scava e scava in quella memoria prodigiosa che si ritrova, insisti e persevera tra le piste più impensate, mentre schiva le insidie di chi non aspetta altro che vederla cadere, Imma ci arriva, finalmente, a scoprire chi l’ha ammazzata Stella. E ci arriva, come al solito, non con intuizioni geniali, analisi scientifiche speciali, profiling e diavolerie varie, ma con la tenacia di chi non ci sta a farsi bastare una soluzione semplice, immediata, la prima che capita. Ci arriva indagando dentro di sé, osservando ciò che la circonda, ripescando nella memoria quel dettaglio che stona, quel ricordo sfuggente, quell’odore, sapore, canzone, frase, fotografia. È brava, non ha i mezzi, ma si applica – è la storia della sua vita – e vince.

E vincerà anche sul rimescolio che sente dentro per quel Calogiuri che non è più il giovane appuntato soggiogato dal suo carisma, ma che è un uomo, sfugge e si ribella pure? Mentre leggete per scoprirlo, noi ci portiamo avanti… a breve parleremo anche dell’ultimo (per ora) romanzo.

Articolo protocollato da Rossella Lazzari

Lettrice compulsiva e pressoché onnivora, una laurea in un cassetto, il sogno di lavorare nell'editoria e magari, un giorno, di pubblicare. Amo la musica, le serate tra amici, mangiare e bere bene, cantare, le lingue straniere, i film impegnati e cervellotici, il confronto, la condivisione e tutto ciò che è comunicazione.

Rossella Lazzari ha scritto 156 articoli: