L’ombra del falco è il thriller d’esordio di Pierluigi Porazzi, edito da Marsilio, un romanzo teso con protagonista un serial killer piuttosto inquietante. A questo libro è dedicata la recensione odierna di ThrillerCafe.it

Titolo: L’ombra del falco
Autore: Pierluigi Porazzi
Editore: Marsilio
Anno di pubblicazione: 2010
Pagine: 287

Trama in sintesi:
Alla sola vista dell’ombra del falco, le possibili vittime si immobilizzano o fuggono terrorizzate. Anche se sono venuti al mondo, sanno già che è un predatore, è un’informazione conservata nel loro DNA. E allo stesso modo in cui il rapace sconvolge la vita delle sue prede, così un predatore di uomini sconvolge una tranquilla cittadina della provincia friulana. Il cadevere sventrato di una ragazza viene rinvenuto in una discarica. A distanza di pochi giorni, alla questura arriva una busta: all’interno una lettera e un DVD, con cui l’assassino lancia la sua sfida alla polizia, e in particolare all’ex agente Alex Nero, che viene richiamato in servizio per cercare di catturare il serial killer. La via per arrivare alla soluzione del caso sarà tortuosa e costellata di pericoli, fino alla sconvolgente rivelazione finale.

Esordio letterario di Porazzi, L’ombra del falco è un thriller che all’inizio mi è sembrato ricalcare pedissequamente la tradizione americana e il boom del 2009 nel genere: Il suggeritore, di Donato Carrisi. Il libro parte con idee che paiono poco originali: a un certo punto c’è una trovata narrativa che ricalca quasi fedelmente un passaggio de L’ombra, di McFadyen, e mi è venuto il dubbio di trovarmi di fronte a uno dei tanti libri “clone” con protagonisti assassini seriali e un po’ di gore traslati in ambientazione italiana.
Ma procedendo nella lettura lo scenario poco alla volta è cambiato radicalmente: niente era più come sembrava, l’intreccio si faceva più fitto e i ruoli si ribaltavano. E’ emersa, dietro l’apparente banalità, una trama inattesa e avvincente, densa di colpi di scena e di momenti di suspense. I personaggi sono cresciuti e ogni tassello ha cominciato ad andare al proprio posto, mentre il ritmo cresceva. Alla fine, quando l’identità del serial killer pareva essere acquisita, ecco il nuovo ribaltone nella tradizione del Deaver dei tempi d’oro, perfettamente preparato da indizi sparsi nel corso del romanzo ma ai quali fino all’ultimo non s’è data importanza.
In definitiva, a mio parere è un ottimo ingresso nel mondo del thriller, e dalla porta principale, questo di Porazzi e quindi gli diamo un bel voto positivo, facendo i complimenti anche a Marsilio per avere pubblicato ancora una volta un esordiente che merita.
Vista la chiusura del romanzo, poi, potrebbe anche esserci in futuro un sequel: sicuramente, qui al ThrillerCafé lo attendiamo con interesse.

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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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