Nero lucano – Piera Carlomagno

Nero lucano – Piera Carlomagno

Serie: Viola Guarino
Editore: Solferino
Redazione
Protocollato il 10 Giugno 2021 da Redazione con
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Quando l’anima di un luogo si fonde con l’oscurità dell’animo umano, allora siamo nel cuore del noir. E “Nero lucano” — secondo romanzo della serie con protagonista Viola Guarino — è un noir autentico, carnale, profondamente radicato nella terra che racconta: una Basilicata arcigna e meravigliosa, invernale, ostile e seducente. Proprio come chi la abita.

Anatomopatologa, profiler, motociclista. Ma anche erede di una stirpe di streghe, lamentatrici, farmacisti alchemici e donne con lo sguardo lungo. Viola non è solo una professionista del crimine, è una creatura di confine: tra scienza e istinto, tra carne e anima, tra vita e morte.
La chiamano la strega, e forse lo è. O forse è solo una donna che ascolta il dolore degli altri e lo restituisce trasformato in verità.

Tutto inizia a Grottole, nel cuore della Lucania, con un uomo trovato morto e orrendamente sfregiato: Brando Carbone, ingegnere dal passato ambiguo, scomparso alla vigilia di un affare internazionale.
La moglie, Leda, diffida della terra che l’accoglie. La segretaria, Lia, pare sapere più di quanto dice. E Viola, chiamata a indagare, sente che l’assassino ha lasciato una firma.
Un secondo delitto, una mappa, una pagina dalla Divina Commedia. Caccia al tesoro? O messinscena da parte di un serial killer che vuole essere trovato?

Al fianco di Viola, tornano il vicequestore De Salvo e il sostituto procuratore Loris Ferrara — affascinante, sfuggente, forse ancora amato. Insieme dovranno decifrare simboli, penetrare silenzi e affrontare fantasmi — esterni e interni.

Piera Carlomagno tesse il suo romanzo con una prosa elegante, sensuale, precisa. Sa evocare odori, sapori, suoni, paesaggi, senza mai indulgere nell’esotismo. La Basilicata non è mai sfondo: è personaggio. Vivo, misterioso, ancestrale.
La narrazione è arricchita da flashback, simbolismi, rituali, e una tensione psicologica che avvolge tutto.

Nero lucano è un romanzo femminile nel senso più pieno e potente del termine.
Le donne sono le vere protagoniste: ambigue, dolenti, sensuali, vendicative, coraggiose. Viola le incarna tutte. È moderna ma legata al passato, razionale ma guidata dall’intuito, desiderosa di libertà ma irretita dai legami.
Intorno a lei, un coro di figure femminili sospese tra archetipi e ribellioni. E un Sud che non dimentica, e non perdona.

Nero lucano è un noir che ha corpo, anima e sangue. È un racconto che unisce il giallo classico con l’indagine psicologica, la denuncia sociale con il mistero quasi esoterico. È un romanzo che si beve d’un fiato, ma che lascia in bocca il sapore amaro delle verità troppo a lungo nascoste.
Non è perfetto: a volte la scrittura si fa ellittica, qualche frase inciampa, ma il fascino del testo è intatto. E Viola Guarino è uno dei personaggi femminili più interessanti apparsi nel noir italiano degli ultimi anni.

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