Morte di un trapper – Giovanni Robertini
Dal 6 ottobre è disponibile in libreria “Morte di un trapper“, il nuovo, originale thriller di Giovanni Robertini, pubblicato da HarperCollins Italia. Milanese classe 1975, Robertini è autore di programmi televisivi, libri, articoli e documentari; è stato direttore di Rolling Stone Italia e Linus. Ma, al di là di titoli e qualifiche, Robertini è, a parer mio, soprattutto uno che sa usare le parole, le sa usare bene, per creare immagini efficaci che descrivono, in pochi tratti, ambienti complessi e dinamiche articolate.
Proprio a Milano, città che evidentemente conosce bene, ambienta questo suo ultimo romanzo, “Morte di un trapper“, in cui racconta il mondo dello spaccio nella Milano di oggi, quella multietnica e piena di possibilità ma anche di inciampi. Tra piazze della droga troppo simili a farmacie e festini sempre più estremi in cui squali coi soldi stendono i tentacoli di un potere dilagante, una moltitudine di giovani perennemente in bilico tra la riuscita e la disfatta esprime il suo disagio crescente mixando parole sempre più uguali a se stesse. Perché qui le alternative sono due: farcela con la musica o morire con la droga. E se invece ci fossero anche vie traverse? Se esistessero anche altri modi per morire? Quando vede l’immagine di un ragazzo col suo stesso tatuaggio morto per overdose, il narratore di questa storia – un rapper ormai in declino, troppo sfigato, fuori di testa e annichilito per riprovare ad incidere qualcosa – decide di recarsi al funerale. AL, il ragazzo morto, somiglia troppo al ragazzo che era lui vent’anni fa, tutto musica, droga, ragazze, sballo, fama e adrenalina a mille. Ma lì succede qualcosa: il padre di AL è convinto che qualcuno abbia ucciso suo figlio e lo ingaggia – proprio lui, il più sfigato e il peggior detective/non detective possibile – per scoprire chi l’ha ammazzato e perché. Comincia così un’indagine che somiglia tanto ad un viaggio nella Milano di oggi, fra i problemi di chi la popola e la anima, tra le pieghe di una società che, in un baleno, accentua le differenze e poi le annulla. E l’autore è bravissimo a raccontarci questa storia, lo fa con uno stile moderno, perfettamente adatto al contesto ed ai temi trattati, dando ai personaggi – narratore in testa – una voce credibile e rendendo così il romanzo originale e piacevole da leggere, anche per chi fosse lontano dall’ambiente descritto. In definitiva, un thriller attuale, moderno, atipico, di cui consiglierei la lettura.
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