Intervista a Franco Forte e Vincenzo Vizzini
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C’è sempre una prima volta, recita un vecchio adagio. In questo caso è la prima volta che faccio un’intervista. Non l’ho fatto di persona, certo, anche se mi sarebbe piaciuto molto perché a rispondere alle mie domande sono stati due scrittori da cui c’è molto da imparare: Franco Forte e Vincenzo Vizzini.
Argomento dell’intervista? L’uranio di Mussolini, romanzo scritto a quattro mani dai due autori che ho avuto l’onore e il piacere di leggere in anteprima.
In attesa dell’uscita scopriamo qualcosa di più dalle parole di Franco Forte e Vincenzo Vizzini.
1) Scrivere a quattro mani può sembrare facile, anche se in realtà nasconde un sacco di lavoro. Quale è stata la vostra esperienza?
Il conoscerci da molto tempo e la stima reciproca ci ha aiutato in questa avventura. Poi si tratta di un romanzo in cui le varie situazioni sono vissute da due punti di vista, ecco il perché della suddivisione dei capitoli con i nomi dei due protagonisti, e con due differenti culture.
2) Come è nata l’idea di questo romanzo?
Franco si è innamorato della Sicilia già dalla prima volta che è stato ospite da Vincenzo. Allora abbiamo pensato di scrivere un romanzo che permettesse al lettore di immergersi nella natura ancora incontaminata di questa bellissima isola. Ed è stato proprio l’evolversi della nostra amicizia che ha messo in luce quel diverso modo di affrontare la vita che riversiamo nelle pagine dell’Uranio di Mussolini.
3) I paesaggi e le atmosfere dell’epoca risultano molto ben descritti. Come avviene lo studio di un’ambientazione in un tempo così lontano?
Tanta pazienza e tanta documentazione. Ovvero atti ufficiali, libri di storia e giornali scritti proprio in quegli anni, fotografie, racconti orali. E tanta attenzione all’atmosfera che ancora oggi si respira in certi quartieri dell’antica Ragusa Ibla.
4) Anche voi due, come Ibla e Durante, siete originari dei due estremi dell’Italia. Nord contro Sud. Quanto c’è di voi nei personaggi?
C’è tantissimo: i racconti dei nostri genitori, la cucina tipica di Sicilia, gli odori, le atmosfere della Ragusa e della Milano del Ventennio, ma anche il carattere spesso contrapposto fra gli isolani come Vincenzo e i continentali come Franco. Oltre ovviamente il rapporto di amicizia che ci ha messo a confronto.
5) Quando vi siete conosciuti anche tra di voi è stata antipatia a prima vista, come Ibla e Durante, o è stato subito feeling?
Ci siamo conosciuti nel 2004, a un corso di scrittura tenuto da Franco. Venendo dalla lontana Sicilia Vincenzo è arrivato che erano già tutti riuniti e venne accolto con questa frase: “è arrivato Montalbano”. Scoppiammo tutti in un’allegra risata.
6) Negli anni ’30 le differenze tra Nord e Sud Italia erano molto marcate in moltissimi aspetti. Nel 2021 è ancora così?
No comment (sì).
7) Durante la stesura del libro vi siete chiesti cosa sarebbe successo se l’Italia avesse ottenuto l’atomica prima di tutti?
Abbiamo scritto un romanzo storico, non un’ucronia distopica. Per fortuna…
8) In alcune scene del romanzo sono presenti in modo attivo personaggi storici reali come Enrico Fermi, Italo Balbo e Benito Mussolini. Come è stato scriverle?
C’è voluta molta attenzione per il necessario rispetto delle realtà storiche, ma doverli studiare per rappresentarli nel modo giusto è stato molto interessante.
9) In quale altro periodo storico vi piacerebbe ambientare una delle vostre storie?
Abbiamo un armadio pieno di progetti. A breve sceglieremo.
10) Ibla e Durante sono due personaggi ben riusciti. Credete che leggeremo ancora delle loro gesta?
Se riusciranno a prendere il cuore dei lettori come hanno preso il nostro, allora di sicuro.
Un sentito ringraziamento a Franco Forte e Vincenzo Vizzini.
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