C’è sempre spazio sul mio scaffale per un buon giallo e “In Bitter Chill“, esordio nel genere crime di Sarah Ward, si è rivelato una lettura davvero piacevole. La Ward ha scelto un’ambientazione apparentemente poco affascinante – una cittadina del Derbyshire, abitata da gente comune e sorvegliata da poliziotti ordinari – e l’ha popolata di crimini inquietanti, passati e presenti, concentrandosi con intelligenza sui danni psicologici e fisici inflitti alle vittime.
Tutto ha inizio in una fredda mattina di gennaio del 1978 a Bampton, Derbyshire, quando due bambine di otto anni vengono rapite mentre vanno a scuola. Una, Rachel Jones, viene ritrovata poche ore dopo ai margini di un fitto bosco, stordita ma incolume. L’altra, Sophie Jenkins, svanisce nel nulla.
Trentasette anni dopo, la storia si riapre con la morte — un apparente suicidio — di Yvonne, la madre di Sophie Jenkins. Una madre single (il marito l’aveva lasciata prima del rapimento), una donna rimasta “congelata” nel tempo, segnata dal dolore per la figlia perduta. Non viene trovato alcun biglietto d’addio e gli investigatori locali sono divisi sull’opportunità di cercare un legame con la tragedia irrisolta del 1978.
Bampton è una piccola città, ma la trama coinvolge molti personaggi, tra presente e passato, e la Ward svolge un ottimo lavoro nel costruirli gradualmente e presentarli al lettore. Lascia che gli eventi di ieri si svelino senza invadere la narrazione presente e costruisce lentamente la tensione, basandola sulle indagini incerte della polizia e sul disagio che affligge chiunque sia legato alle due bambine rapite.
Al centro c’è soprattutto la ragazza che è tornata: Rachel Jones, ora genealogista, determinata a vivere la sua vita lontano dall’ombra di quella tragedia. Ma anche sua nonna Nancy, un’ottantenne vivace sopravvissuta alla figlia Mary (madre di Rachel) e unico legame familiare rimasto con quell’infanzia travagliata. E poi Penny Lander, l’insegnante in pensione di Rachel e Sophie, che ha improvvisamente sviluppato un interesse per la storia di Bampton e per eventi precedenti al rapimento.
Insieme ad altri residenti, questi personaggi si rivelano un gruppo particolarmente difficile da penetrare per gli investigatori: l’introverso e intelligente Ispettore (DI) Francis Sadler e la giovane e appassionata Sergente (DS) Connie Childs. Inizialmente l’indagine stenta a decollare perché, alla luce del suicidio di Yvonne Jenkins, non è chiaro se ci sia davvero un crimine su cui indagare. Ma Connie è affascinata dal mistero della scomparsa di Sophie, e lei e Sadler troveranno molto materiale su cui lavorare quando Penny Lander verrà trovata morta, strangolata ai margini dello stesso bosco in cui Rachel Jones fu ritrovata anni prima.
La morte di Penny Lander dà nuovo impulso all’inchiesta, anche se la direzione rimane incerta e il collegamento con il passato ancora nebuloso.
L’abilità della Ward nel creare una trama che è un puzzle dentro un puzzle è notevole. Riesce a tenere nascosto il più possibile fino alla fine: moventi, eventi, persino identità; nulla è chiaro e nessuno è esattamente ciò che sembra. È una storia su come i segreti riescano a insinuarsi nelle dinamiche familiari e a rimanervi, radicati in profondità per tempi incredibilmente lunghi. Il ritratto di famiglie molto unite in una piccola città, dove tutto appare normale in superficie, ma dove il sedimentarsi del tempo su azioni che si vorrebbero dimenticare crea una coltre impenetrabile.
La Ward conferisce una sfumatura originale a quella che è una classica storia procedurale, trovando un buon equilibrio tra indagine e introspezione psicologica. Rachel Jones e sua nonna Nancy sono figure potenti, con un background complesso tutto da scoprire. Anche i due poliziotti protagonisti, Sadler e Connie Childs, pur se tratteggiati in modo più convenzionale, risultano molto affascinanti. È una prova dell’attenzione ai dettagli della Ward il fatto che ogni tanto si soffermi — senza mai sacrificare tensione e ritmo — sulla routine quotidiana della stazione di polizia di Bampton, aggiungendo un ulteriore livello di realismo.
Ma la sua dote principale, motivo per cui attendo con interesse il prossimo capitolo dei suoi crimini nel Derbyshire, sta nel rendere in modo efficace come i segreti del passato possano intrappolare le persone in situazioni disperate. Lo fa entrandogli sotto la pelle, avvicinandosi ai loro desideri più profondi e facendoci capire che potremmo facilmente condividere, se non quegli stessi desideri, quantomeno segreti altrettanto sepolti.
Altri casi da indagare
A Good Place to Die – James Buchan
"A Good Place to Die" di James Buchan non è affatto un romanzo poliziesco convenzionale e, anche come thriller, non rientra perfettamente nei canoni classici del genere. Tuttavia, è una storia [...]
LeggiDry bones in the valley – Tom Bouman
Leggere ‘Dry Bones in the Valley’ di Tom Bouman è come respirare una boccata d'aria fresca di campagna dopo aver trascorso troppo tempo in città. Non c'è nulla di male in un buon crime urbano, sia [...]
LeggiCrash land – Doug Johnstone
Il nuovo thriller di Doug Johnstone, "Crash Land", è una storia apparentemente semplice: un giovane lontano da casa e dalla fidanzata incontra una donna seducente e poco più grande di lui; tra i due scatta qualcosa e, quando lei viene minacciata da un individuo rozzo, il ragazzo interviene per difenderla, finendo in [...]
LeggiThe Reapers – John Connolly
Lo so, qua in Italia dovremo aspettare un bel po', ma da fan di John Connolly non posso non segnalare la molto prossima uscita del suo ultimo lavoro intitolato "The Reapers". Come riportato sul sito ufficiale dell'autore il romanzo riguarderà soprattutto Louis e Angel, le due "spalle" di Charlie Parker. La trama è la [...]
LeggiInstruments of darkness – Imogen Robertson
Come avevo promesso nel post su “Island of Bones”, sono tornato sui miei passi ed ho letto il primo romanzo della serie Harriet Westerman – Gabriel Crowther ambientata alla fine del ‘700 nella Londra [...]
LeggiPast crimes – Glen Erik Hamilton
"Past Crimes" di Glen Erik Hamilton è un altro ottimo romanzo poliziesco in cui le forze dell'ordine non sono al centro delle indagini. Si potrebbe parlare di una nuova tendenza, se non fosse che i [...]
Leggi
