“Past Crimes” di Glen Erik Hamilton è un altro ottimo romanzo poliziesco in cui le forze dell’ordine non sono al centro delle indagini. Si potrebbe parlare di una nuova tendenza, se non fosse che i detective “amatoriali” erano già protagonisti agli albori della narrativa gialla moderna: da Conan Doyle ad Agatha Christie, da S. S. Van Dine a Rex Stout ed Erle Stanley Gardner. Donovan (Van) Shaw, il protagonista di questo romanzo d’esordio, è quanto di più lontano ci sia dal detective dilettante del giallo classico, eppure è un personaggio altrettanto coinvolgente.
Ranger dell’esercito americano con esperienza di combattimento in prima linea in Iraq e Afghanistan, Van Shaw è rimasto orfano di madre nella prima infanzia ed è stato cresciuto dal nonno omonimo, Dono(van), un ladro professionista. Inizialmente gli “affari” del nonno non andavano molto bene, costringendo il giovane Van a vivere con una serie di famiglie affidatarie ogni volta che Dono finiva ospite del sistema penale federale.
A diciotto anni Van ha rotto i rapporti con il nonno, scoprendo che l’esercito era proprio ciò che gli serviva per affrancarsi da una vita da delinquente. Ma ora Dono lo ha implorato di tornare a casa, nella sua Seattle. Un ex galeotto tosto e presumibilmente ancora attivo nel crimine non lo aveva mai supplicato prima; Van intuisce che all’orizzonte si profilano guai seri. La famiglia è famiglia – uno dei tanti temi forti che Hamilton intreccia abilmente nella narrazione – e Van, ligio al dovere, vola a Seattle in licenza. Al suo arrivo a casa di Dono, però, trova il nonno riverso sul pavimento della cucina con un proiettile in testa.
Fin dall’inizio, Van Shaw rappresenta un intralcio per la polizia di Seattle. Scopriamo presto che ricorda molto delle passate attività criminali di Dono e dei suoi amici poco raccomandabili – sebbene per lo più leali – e non ha alcuna intenzione di svelare ai “bravi poliziotti” i segreti del nonno. Inoltre, è stato il primo ad arrivare sulla scena del crimine e, più tardi, su quella di un altro omicidio che potrebbe essere collegato alla morte di Dono. Per i poliziotti di Seattle non è solo una seccatura: è un sospettato.
Glen Erik Hamilton svolge un ottimo lavoro nel far camminare Van su una corda tesa, potenzialmente mortale, tra i poliziotti che lo incalzano e il criminale (o i criminali) che hanno ucciso Dono. Mentre Van ritrova gradualmente i vecchi amici corrotti del nonno e i propri compagni d’infanzia — tra cui spiccano Davey Tolan e suo fratello Mike — la trama si arricchisce di livelli inaspettati. Van viene coinvolto in una lotta mortale mentre il movente dell’omicidio inizia a emergere. O almeno così sembra, perché Hamilton lo nasconde abilmente, offrendo agli investigatori e al lettore diverse piste credibili tra cui scegliere.
Van Shaw è un duro, un soldato professionista con un intero bagaglio di trucchi del mondo criminale che, come apprendiamo in brevi flashback, ha accumulato nel tempo. Ma il suo grande fascino, e una delle caratteristiche più riuscite del romanzo, sta nel fatto che in fondo rimane un uomo piuttosto ordinario. Amava davvero suo nonno, a modo suo, ed era ricambiato con un affetto burbero. In gioventù ha avuto compagni e avventure come qualsiasi altro ragazzo. Sotto la scorza dura, Van nasconde — nonostante, e forse proprio a causa della sua infanzia difficile — un desiderio di normalità e vita familiare. È questo il motivo per cui accoglie la richiesta di Dono e perché, anche quando deve combattere o aprirsi la strada sparando per uscire da situazioni difficili, lo fa chiaramente senza quel gusto o quell’indifferenza per la violenza tipici di altri “duri” della fiction.
L’equilibrio tra una trama serrata e avvincente (con un ritmo narrativo incalzante e molti colpi di scena) e personaggi molto realistici, sebbene originali, è una delle caratteristiche più notevoli di Past Crimes. Hamilton ha evitato la tentazione di trasformare Van Shaw in un vendicatore alla Rambo che vince tutti i combattimenti. Ne vince alcuni e ne perde altri, uscendone anche piuttosto malconcio; e sebbene non sia mai entusiasta di aiutare la legge, è un uomo con una chiara idea di giustizia. Ha le sue opinioni personali in merito, certo, ma nel complesso gioca per la squadra giusta.
Il cast di personaggi che lo circonda è genuinamente interessante e ben tratteggiato. Forse gli investigatori di polizia in primo piano risultano un po’ scialbi, e i vecchi amici di Dono, ancora coinvolti in qualche traffico, talvolta sembrano più amichevoli borghesi che criminali incalliti. Ma la caratterizzazione è acuta, così come i dialoghi, e il ritmo narrativo è eccellente: Past Crimes è un ottimo romanzo d’esordio, che funziona bene su tutti i livelli. Un inizio promettente per la carriera di scrittore di Glen Erik Hamilton e, si spera, anche per quella di Van Shaw.
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