Scritto da Eva García Sáenz de Urturi, pubblicato in Spagna nel 2016 – dove diventò un caso editoriale – ed in Italia prima da Sperling nel 2018 e poi da Piemme nel 2020 sempre per la traduzione di Paola Olivieri, Il silenzio della città bianca è il thriller che inaugura l’omonima trilogia. È ambientato nella città basca di Vitoria, durante le feste della Madonna bianca, nell’estate del 2016. Le celebrazioni legate a San Giacomo e alla Virgen Blanca si tengono in città da più di un secolo ed attirano tantissima gente. Sarà forse per questo che qualcuno ha scelto proprio quei giorni per riaprire una scia di morte che sembrava ormai chiusa da vent’anni… per questo e perché il noto archeologo Tasio Ortiz de Zárate, condannato come colpevole dei delitti risalenti a vent’anni prima, sta per uscire per un permesso premio. È proprio mentre la città è in festa che, in uno dei monumenti più vicini al trambusto del centro, vengono ritrovati i corpi di due ventenni la cui morte getta di nuovo la città nel panico: sono nudi, non si conoscono ma sono uniti nella morte da una posa di sconvolgente tenerezza e di grande impatto. La stessa in cui, vent’anni prima, erano stati ritrovati dapprima due neonati, poi due bambini di cinque anni, poi due di dieci e infine due giovani di quindici. Ed ora che il colpevole è in carcere, chi ha interesse ad emularne l’operato? E soprattutto, perché? C’è un modo per prevedere e sventare i prossimi delitti? Se lo chiedono incessantemente l’ispettore Unai Lopez de Ayala (specializzato in profiling), la sua collega Estíbaliz Ruiz de Gauna e la vicecommissaria Alba Díaz de Salvatierra, da poco trasferitasi in città. Saranno loro ad indagare, fra false piste e coinvolgimenti personali, su una vicenda macabra che sembra affondare le radici in vari strati di passato.

Quello di cui parliamo è un thriller con una forte connotazione territoriale: è ambientato, come detto, a Vitoria, nei Paesi Baschi, un territorio assolutamente peculiare e pregnante. Chi lo sceglie come ambientazione di un thriller sa di trovare terreno fertile e strada spianata grazie alla profonda spiritualità di quei luoghi, in cui si dà grande importanza ai culti pagani, alla loro commistione con quelli cristiani, alla storia, a credenze, tradizioni e superstizioni. Un humus nel quale le suggestioni legate a riti e simboli proliferano agevolmente, aiutate poi da una conformazione particolare del paesaggio, montuosa, boschiva, dove città di medie dimensioni si intervallano ad una gran quantità di paesini di poche anime, per lo più anziani. E proprio gli anziani acquistano un’importanza particolare in queste storie: sono tanti, longevi e rispettati proprio perché depositari di una saggezza primigenia che nessuno metterebbe mai in discussione. Tutti elementi, questi, che creano una patina di mistero e fascino tutta speciale nei romanzi ambientati in questi luoghi. E il paragone inevitabile è con la famosa Trilogia del Baztàn di Dolores Redondo, ambientata più o meno negli stessi luoghi e che con questa trilogia ha molto in comune. Eppure le differenze ci sono, a cominciare dal fatto che qui c’è più thriller e meno letteratura, più adrenalina e meno “magia”… Inoltre la vicenda qui è raccontata direttamente in prima persona, dall’ispettore Ayala, particolare che dà un taglio più intimo e una vicinanza più forte ai protagonisti. I personaggi sono molto ben caratterizzati: l’autrice paga il prezzo di un po’ di prolissità in alcuni punti per dedicare il giusto tempo alla caratterizzazione dei suoi personaggi, che infatti, a fine lettura, risultano conoscibili e chiaramente delineati. Per essere il primo romanzo di una trilogia devo dire che Il silenzio della città bianca è promosso a pieni voti. Gli altri volumi sono I riti dell’acqua (Piemme 2020) e I signori del tempo (Piemme 2022). Da questo libro è stato tratto anche l’omonimo film Netflix del 2019.

L’autrice, Eva García Sáenz de Urturi, è approdata alla narrativa con “La saga de los longevos“, autopubblicata e diffusasi con il passaparola. È stata poi la volta della Trilogia della città bianca che dalla sua prima pubblicazione in Spagna non ha smesso di scalare le classifiche, fino a vendere complessivamente più di due milioni di copie e ad essere tradotta in più di venti lingue e pubblicata in quaranta Paesi. L’autrice, nel 2021, ha pubblicato anche il romanzo Aquitania.

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Il silenzio della città bianca
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Il silenzio della città bianca
  • García Sáenz de Urturi, Eva (Autore)

Articolo protocollato da Rossella Lazzari

Lettrice compulsiva e pressoché onnivora, una laurea in un cassetto, il sogno di lavorare nell'editoria e magari, un giorno, di pubblicare. Amo la musica, le serate tra amici, mangiare e bere bene, cantare, le lingue straniere, i film impegnati e cervellotici, il confronto, la condivisione e tutto ciò che è comunicazione.

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