Avventori di Thriller Café eccoci qui con un nuovo consiglio di lettura!
Preparatevi a immergere la vostra lettura in un’enigmatica tazza di noir mescolata con un pizzico di mistero, un goccio di tensione e guarnita con una spruzzata di umanità.
Oggi, ci troviamo tra le pagine del libro “Il senso dell’alligatore” di Guido Sgardoli edito da Piemme. Una storia più personale e libera rispetto alle trame per ragazzi con cui l’autore è conosciuto in tutto il mondo.
Cominciamo dalla sinossi. Larry Nowak è il protagonista di questa storia; un uomo tormentato sulla cui coscienza pesa il passato e il senso di colpa. Dopo sei anni e mezzo trascorsi in un letto d’ospedale in coma, Larry sceglie di fuggire in un angolo remoto del Vermont cercando di reinventarsi una vita a Wytago. In una piccola città come questa, ogni segreto è destinato a emergere e Larry non fa eccezione.
Nonostante i tentativi di costruire una nuova vita, i suoi fantasmi lo perseguitano e le sue dipendenze sono difficili da nascondere. Quando un ragazzino viene trovato morto, Larry diventa il sospettato ideale. Ed è qui che la cittadina animata da gente semplice e onesta comincia a mostrare le sue ombre. Larry è il capro espiatorio perfetto, ma sarà lui il colpevole?
Guido Sgardoli ci offre una storia carica di tensione, in cui la realtà nascosta dietro la facciata idilliaca di Wytago, la classica cittadina di provincia americana, si rivela attraverso una serie di personaggi perfettamente costruiti e descritti. C’è il tema dell’apparenza e delle maschere che ognuno indossa. E lo sappiamo, perché non è certo una prerogativa americana: in una comunità molto chiusa, quando succede qualcosa di brutto è facile puntare il dito contro l’estraneo. Il coro di voci diverse che abitano queste pagine ci permette di immergerci completamente nella vita dei cittadini che descrivono, costruendo un puzzle intricato che lentamente ci conduce alla verità.
Ci sono alcuni elementi del racconto che vanno un po’ oltre i canoni classici del noir e del thriller e questo potrebbe disattendere le aspettative del lettore più legato agli aspetti realistici tradizionali.
Per chi invece ama lasciarsi contaminare da aspetti nuovi e per il lettore che non teme di lasciarsi conquistare da una storia con un respiro lungo e che talvolta indugia in un ritmo più posato, “Il senso dell’alligatore” è una lettura che sa comunque tenere col fiato sospeso e conquista passo dopo passo.
L’universo che Sgardoli costruisce è ricco di dettagli e ogni personaggio ha un ruolo significativo nel disegnare un quadro della vita a Wytago: tutti, nessuno escluso, sono tasselli indispensabili nel mosaico generale.
Il tono cupo e triste di alcuni passaggi fa parte del gioco di accettazione: nel mondo degli adulti non tutti possono godere della giustizia risolutiva. E alla fine, lo impariamo, va bene così.
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