Il passato si sconta sempre – Ross MacDonald
Ross MacDonald è uno degli autori che più hanno contribuito alla diffusione del giallo a cavallo tra gli anni 50 e 70, raccogliendo l’eredità pesante di Hammett e Chandler in un genere – l’hardboiled – in cui ha innestato una vena morale mai conosciuta prima, denunciando col suo detective Lew Archer una quotidianità corrotta e violenta. Un autore che da anni non veniva stampato in Italia e che oggi viene finalmente riproposto da Polillo, brava a pubblicare uno dei suoi romanzi più rappresentativi: quel “The Far Side of the Dollar“, finalista dell’Edgar Award nel 1966 e vincitore del Dagger Award. Già edito con il titolo de Il vespaio nel 1965 dal Giallo Mondadori, è uscito da qualche settimana come Il passato si sconta sempre, fresco di nuova traduzione.
Tutto inizia con un ragazzo scomparso, Tom Hillman. È fuggito – o forse è stato rapito? – da Laguna Perdida, un istituto correzionale esclusivo per figli di papà che hanno perso la retta via. I genitori di Tom sono ricchi, rigidi e pieni di segreti. Sembrano più preoccupati dello scandalo e di proteggere la loro facciata rispettabile che della sorte del figlio. Un classico scenario alla Macdonald, direte voi. E avete ragione.
Archer viene assunto per ritrovare il ragazzo, ma come sempre accade con questo autore, un caso di persona scomparsa è solo un filo che, se tirato, scuce l’intero tessuto di una vita. Le tracce portano Archer lontano dalla scuola, verso un vecchio hotel di Hollywood ormai in decadenza, un luogo spettrale dove un tempo si mescolavano starlette in cerca di fortuna e marinai in licenza. E lì, tra i ricordi di un’epoca andata, Archer trova un cadavere. Una donna massacrata.
Il titolo originale è profetico. Il “lato oscuro del dollaro” è quello che c’è dietro la facciata del successo: la rovina, la disperazione, la morte. In questo romanzo Macdonald affronta il tema a lui più caro: il fallimento dei padri e le colpe che ricadono sui figli. È una storia di generazioni che non si capiscono, di ragazzi che gridano aiuto con la violenza o la fuga, e di adulti troppo impegnati a nascondere i propri peccati per ascoltarli.
C’è una dolcezza amara in queste pagine. Archer non è solo un detective, è un confessore laico. Memorabile è la scena con Stella, una ragazzina innamorata di Tom, che Archer incontra in una casa sull’albero: un momento di purezza in mezzo al fango. E per i più curiosi sulla vita privata del nostro eroe solitario, qui Archer incontra anche una vecchia fiamma, Susanna, aprendo uno spiraglio sulla sua intimità raramente esplorato.
Se volete un noir che sia anche una profonda indagine psicologica, scritto con una prosa che taglia come un rasoio, questo è il vostro drink.
Libri della serie "Lew Archer"
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