Il commissario cade in trappola – Håkan Nesser

Il commissario cade in trappola – Håkan Nesser

Editore: Guanda
Elvezio Sciallis
Protocollato il 21 Marzo 2016 da Elvezio Sciallis con
Elvezio Sciallis ha scritto 216 articoli
Archiviato in: Recensioni libri ed Etichettato con: ,

Con “Il commissario cade in trappola“, Guanda giunge a un passo dal completare la pubblicazione italiana della serie del commissario Van Veeteren, scritta da Håkan Nesser fra il 1993 e il 2003.
Manca all’appello soltanto Münsters fall (1998) ma è lecito supporre che la casa editrice fondata a Modena colmerà nel futuro anche questa lacuna.

Il commissario cade in trappola” è apparso in originale nel 1994 con il titolo di Borkmanns punkt ed è il secondo romanzo scritto da Håkan Nesser, dopo “La rete a maglie larghe“, e giunge in Italia con la consueta, pregevole traduzione di Carmen Giorgetti Cima, che ha contribuito nel tempo a dare un senso di omogeneità all’intera serie.
Ritroviamo quindi un Van Veeteren ancora ben distante dall’andare in pensione: cerchiamo ora di scoprire alcuni elementi della trama de “Il commissario cade in trappola“.

Le vacanze di Van Veeteren sono ormai agli sgoccioli, e gli ultimi giorni trascorrono pervasi da un senso di malinconia che il commissario non riesce a scrollarsi di dosso. Per “fortuna” arriva una improvvisa chiamata di lavoro che interrompe le ferie prima del dovuto: in una cittadina poco distante dal luogo delle sue vacanze, un assassino particolarmente feroce ha già ucciso due volte e potrebbe tornare a colpire molto presto.

Van Veeteren si reca quindi a Kaalbringen e comincia a indagare sulle due morti: le vittime sono due persone apparentemente senza legami e molto diverse fra loro, uno è uno spacciatore di poca importanza mentre l’altro un imprenditore ricco e ben conosciuto… Entrambi sono stati brutalmente decapitati con una mannaia, e la stampa ha già cominciato a chiamare il colpevole “Il Tagliateste”, contribuendo a creare pressione per risolvere il caso.

Purtroppo inizialmente piste e indizi sono ben pochi e la teoria più accreditata è quella di un pazzo maniaco che colpisce a caso. Il commissario viene accolto con simpatia e sollievo dal collega di Kaalbringen che, ormai vicino alla pensione, non ha alcun desiderio di chiudere la sua carriera con un caso irrisolto di questa importanza.

E mentre Van Veeteren comincia a lavorare, ecco che l’assassino colpisce ancora, nuovamente in modo che sembra casuale. L’unica differenza è il fatto che questa volta Il Tagliateste ha lasciato l’arma in bella vista sul luogo del delitto. Vuol forse indicare di aver concluso la sua missione, oppure è una sfida lanciata alla polizia?

Il cuore del romanzo non è solo la caccia all’uomo, ma una teoria investigativa affascinante: il Punto di Borkmann. Borkmann era un vecchio collega di Van Veeteren che teorizzava l’esistenza di un momento preciso in ogni indagine in cui non servono più nuove informazioni. Si hanno già tutti gli elementi necessari per risolvere il caso; bisogna solo smettere di cercare prove e iniziare a pensare per collegarle. Van Veeteren deve trovare il suo “Punto di Borkmann” prima che l’assassino colpisca di nuovo. È un romanzo atmosferico, filosofico, dove la tensione nasce dal ritmo lento e inesorabile dei pensieri del commissario, interrotti solo da partite a scacchi e pasti solitari.

Da “Borkmanns punkt” è stato tratto anche un film nel 2005, diretto da Erik Leijonborg e con Sven Wollter nei panni del commissario Van Veeteren.

Sconto Amazon