I diavoli di Tokyo Ovest – Tommaso Scotti

I diavoli di Tokyo Ovest – Tommaso Scotti

Editore: Longanesi
Redazione
Protocollato il 11 Settembre 2023 da Redazione con
Redazione ha scritto 910 articoli
Archiviato in: Recensioni libri ed Etichettato con:

C’è un vento d’autunno che soffia da occidente, un vento che solleva le foglie e insieme i ricordi. È con questo soffio malinconico e poetico che Tommaso Scotti apre I diavoli di Tokyo ovest, terzo romanzo della serie con protagonista l’ispettore Takeshi Nishida.
Un esordio da brividi, un secondo capitolo incalzante e ora un ritorno che sa di resa dei conti: con il passato, con la memoria, con se stessi.

Nel parco, tra alberi rossi e cielo grigio, viene trovato un cadavere. La pioggia cade lieve. In tasca, il biglietto da visita dell’ispettore Nishida.
E Nishida quel volto lo riconosce: Jin Kazama, suo ex compagno di scuola, l’unico che anni prima aveva avuto il coraggio di difenderlo da bullismo e disprezzo. Un amico, poi perduto.
Si parla di suicidio, ma Nishida non ci crede. Perché Kazama non era tipo da piegarsi. Perché qualcosa puzza. Perché non si può archiviare così un legame antico.
E allora via, giù nel buio delle strade secondarie, fra motociclisti sboccati e memoria incandescente, in cerca di una verità che non farà sconti a nessuno.

Con questo terzo romanzo, Takeshi James Nishida si conferma una delle figure più affascinanti del noir italiano contemporaneo.
Mezzosangue, due occhi diversi, un cuore spezzato. Più vulnerabile che mai, reduce da un divorzio che gli ha sbriciolato l’anima, Nishida è anche un padre finalmente ritrovato, un uomo che convive con una gatta, un corvo e un’umanità sghemba fatta di fallimenti, speranze e ricordi.

Ama il Giappone, ma lo detesta. Lo conosce, ma lo guarda sempre con lo sguardo disallineato di chi non sarà mai del tutto accettato. Ed è proprio in questo spaesamento che Scotti lo rende vivo, credibile, commovente.

Non è la Tokyo dei grattacieli e dei templi, ma quella dei vicoli, dei ponti sospesi sull’asfalto bagnato, dei sobborghi dimenticati, dei motociclisti sbucati dagli anni ’80.
La gang dei bōsōzoku — “i diavoli di Tokyo ovest” — è l’eco di una gioventù ribelle, ma anche il residuo di una cultura che reprime le anomalie.
La città è viva, parlante, protagonista essa stessa della storia, fatta di silenzi, neon e strade invisibili.
E in questa ambientazione, ancora una volta Scotti si conferma maestro nel raccontare un Giappone autentico, spogliato da cliché, vibrante di contraddizioni.

Il cuore del romanzo batte forte sui temi dell’appartenenza, della nostalgia, della lotta per essere sé stessi in un mondo che vuole uniformarti.
Kazama era “il chiodo che sporgeva”. E qualcuno, alla fine, ha trovato il modo di martellarlo.
Ma questo caso non è solo un’indagine per Nishida. È un salvataggio emotivo, un modo per onorare chi gli ha teso la mano in un passato che ancora duole.

Tommaso Scotti scrive con la grazia di una foglia che cade e con la precisione di un colpo di katana.
Alterna poesia e disincanto, azione e contemplazione.
Il ritmo è più lineare rispetto al precedente “Le due morti del signor Mihara“, ma non per questo meno efficace. Qui si torna a una struttura “a puntini”: collegare gli indizi, osservare i dettagli, leggere tra le righe. La prosa è sensoriale, musicale, densa. Scotti riesce a evocare pioggia, ruggine, nostalgia. E lo fa sempre con rispetto, evitando la trappola dell’esotismo.

Il titolo è evocativo, ma non si limita a descrivere bande di motociclisti. I diavoli sono le nostre fragilità, i nostri sensi di colpa, i non detti.
E Scotti lo sa. Per questo I diavoli di Tokyo ovest è sì un giallo, ma anche un racconto intimo sull’elaborazione del passato.

I diavoli di Tokyo ovest conferma il talento cristallino di Tommaso Scotti. Un autore che ha trovato la sua voce e che, romanzo dopo romanzo, continua a perfezionarla.
Una lettura calda, malinconica, avvolgente. Da gustare lentamente, come un whisky torbato in una serata di pioggia.

Sconto Amazon