Gli osservati – Jennifer Pashley
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Dopo l’eccellente esordio con Il Caravan, Jennifer Pashley torna ancora una volta a esplorare il volto più povero degli Stati Uniti con Gli osservati, ottimo romanzo che sfrutta i meccanismi del noir per raccontare una storia che, ancora una volta, ci presenta dei personaggi difficili da dimenticare.
Poteva morire sul divano come era morta sua madre. Invece comprò un’auto diversa, mise un po’ di cose nel bagagliaio e si trasferì a nord. Sentiva di averla scampata.
Nuova vita e nuovo lavoro per Kateri Fisher, un posto per provare a rimettere insieme i pezzi di una vita già troppo provata. Spring Falls è un posto dalla natura bellissima e selvatica, dove tutti si conoscono e dove l’ombra di una reputazione si trascina da una generazione all’altra. Il primo vero incarico importante è un omicidio estremamente brutale avvenuto in una casa nascosta tra boschi. Kateri però non riesce a credere che Shannon sia il responsabile dell’omicidio della madre, hyppie tossicodipendente afflitta da paranoia: sarà che sa riconoscere una vittima quando la vede, o che non tutti i tasselli dell’indagine si incastrano, o sarà perché Kateri “colei che cammina tentoni”, Kateri non può accontentarsi di un colpevole fin troppo scontato.
I meccanismi de Gli Osservati sono quelli del noir classico, che servono a dare ritmo ed equilibrio al romanzo: rispetto al precedente Il Caravan la scrittura si è fatta più asciutta, incisiva, sempre comunque capace di trovare momenti di intensa bellezza anche in mezzo all’estremo degrado. Il risultato è un romanzo intenso, disturbante e bellissimo, nel quale sono però i personaggi a brillare.
Una volta qualcuno, poi finito male, disse: “bisogna saper essere duri senza perdere la tenerezza”. Jennifer Pashley racconta ancora una volta una storia durissima e violenta con uno sguardo accogliente – di rara sensibilità – per i personaggi che popolano questo noir, siano essi i protagonisti o i personaggi secondari.
I capitoli alternano le voci dei due protagonisti, Kater Fisher e Shannon.
Kateri viene da un ambiente simile a quello di Shannon, conosce il degrado e l’autodistruzione ma ha saputo buttarsi tutto alle spalle e provare a ricominciare da zero in una nuova città, così diversa dal luogo da cui proviene. Kateri è una donna tenace, empatica, capace di emozioni profonde, ma c’è in lei una naturale riservatezza, una diffidenza da animale selvatico che rendono difficile capirla fino in fondo.
Shannon è qualcuno nel quale Kateri può riconoscersi: a 19 anni è un sopravvissuto – letteralmente e umanamente – che cerca di non essere sopraffatto da una vita per molti aspetti già segnata dall’ambiente in cui è cresciuto fatto di “poveri… stupidi, ignoranti, galeotti”. C’è qualcosa di enormemente fragile in quel ragazzino bello e delicato scampato all’incendio appiccato dal padre, con una madre alla deriva e con una sorellina (Birdie, animaletto selvatico e quasi elfico, splendidamente tratteggiata) da proteggere. Shannon cerca in due uomini molto diversi tra loro amore e – perché no – quella protezione che gli adulti dovrebbero essere in grado di dare. Un plauso alla Pashley per raccontare con precisione chirurgica e grande delicatezza la normalità (non la normalizzazione) di un personaggio omosessuale: troppo spesso nei romanzi soprattutto di genere l’omosessualità è ancora raccontata attraverso stereotipi – più frequentemente quello della vittima, talvolta quello dello psicopatico omicida – o caricature (lo sono anche quelle afflitte dal politically correct). Shannon non è la sua omosessualità, come non è solo un emarginato, un figlio, un fratello o un ragazzo che vuole una vita decente. E come lettori non possiamo che desiderare davvero che ce la faccia.
Molto belli anche i personaggi secondari, alcuni dei quali speriamo di ritrovare nel prossimo romanzo di Jennifer Pashley per conoscerli meglio.
Gli osservati è una conferma che speravamo arrivasse, un ottimo romanzo che va ben al di là del confine del genere noir, spesso giocato sui confini di giusto e sbagliato, di perdizione e redenzione: un romanzo che non rinuncia a uno spiraglio di speranza, ed è bello alla fine trovare una scintilla in mezzo a tutto quel buio. Jennifer Pashley è nata e vive a Syracuse (NY). Di Jennifer Pashley Carbonio Editore ha già pubblicato Il caravan (2020), eletto miglior libro dell’anno dal blog di cultura americana Roots Highway. Gli osservati è il primo capitolo della serie con protagonista la detective Kateri Fisher.
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