Dove c’è fumo – Simon Beckett
Simon Beckett, noto al grande pubblico per la celebre serie con protagonista l’antropologo forense David Hunter, torna in libreria con un nuovo thriller: Dove c’è fumo. Si tratta in realtà di un romanzo già scritto dall’autore britannico nel 1997 e riscritto per essere riadattato ai tempi attuali. Il risultato è un fine thriller psicologico dalla trama scorrevole e dove lo stile dell’autore è molto riconoscibile.
Protagonista è Kate Powell, donna con molti motivi di soddisfazione professionale e personale, e tuttavia segnata da una ferita psicologica legata al suo ex e dal gran bisogno di avere un figlio, desiderio questo frustrato dalle sue difficoltà a trovare l’uomo giusto, tanto che a un certo punto l’inseminazione artificiale pare essere l’unica strada percorribile.
Ma Kate è titubante: pensare di non conoscere il padre di suo figlio la terrorizza. Il suo nome, che aspetto ha, o che tipo di persona è. Non può accettare di restare con queste domande irrisolte per tutta la vita. Poi però arriva Alex, timido e attraente: è il donatore perfetto di sperma. E la storia qui prende il La, perché sappiamo tutti che le apparenze possono essere pericolosamente ingannevoli. Certo, Kate i segnali che qualcosa non vada li coglie, ma nel suo bisogno di maternità non vuole vederli, aprendo le porte a un’esperienza raccapricciante, un vero e proprio incubo da cui sarà difficile uscire.
Romanzo ancora di un Beckett acerbo, Dove c’è fumo stenta a decollare immediatamente, restando quasi un’opera lontana dal genere thriller per una buona metà. Al lettore più abituato a essere catapultato nell’azione e nella suspence, probabilmente richiede una certa pazienza di lettura, che verrà ripagata nella seconda parte in cui il ritmo cresce e il colpi di scena si susseguono a ripetizione fino al climax finale che porta a una conclusione che lascia il segno.
Buono il personaggio di Kate, credibile nella sua fragilità di giovane donna single che si relaziona all’idea di essere madre senza un compagno in una società non certo inclusiva e conciliante per ragazze nelle sue condizioni. Interessanti anche i temi dello stalking, dell’abuso psicologico e della misoginia incarnati dall’ex, Paul.
Tutto sommato siamo di fronte a un romanzo che pur restando lontano dal Beckett più recente e dai suoi apici di scrittura nella serie di David Hunter, e pur appesantito da lunghe premesse che si potevano snellire abbastanza, riesce ad accontentare i lettori e lasciare a libro riposto un buon ricordo e un giudizio complessivamente positivo.
Consigliato in particolare a chi preferisce il thriller con risvolti psicologici.
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