Dept Q
Disponibile su: Netflix
Genere: Nordic Noir, Poliziesco
Etichettato con: Netflix
Disponibile da fine maggio del 2025 su Netflix, la serie britannica “Dept Q – Sezione casi irrisolti” sta avviandosi a diventare un cult, per il grande gradimento riscosso presso il pubblico.
Tratta dai romanzi di Jussi Adler-Olsen, ideata e diretta da Scott Frank, “Dept Q – Sezione casi irrisolti” presenta ai telespettatori amanti del thriller dei personaggi che i lettori dello scrittore danese conoscono e amano da anni.
Questa prima stagione di nove episodi è, infatti, ispirata al romanzo “La donna in gabbia” (Marsilio, 2011) e Adler-Olsen è un beniamino per gli avventori del Thriller Café che amano moltissimo i componenti del Sezione Q della polizia di Copenaghen, ossia l’ispettore capo Carl Mǿrk e il suo assistente Assad, che indagano su un cold case riguardante la scomparsa della parlamentare Merete Lynggaard, avvenuto durante un viaggio verso la Germania assieme al fratello disabile Uffe, cinque anni prima.
L’ispettore Mǿrk aveva sviluppato un disturbo da stress post traumatico a seguito di una sparatoria nella quale era stato ferito assieme al collega Hardy e dunque, al reintegro in polizia, era stato spedito nel sottoscala come unico componente della neonata Sezione Q che si sarebbe dovuta occupare di casi irrisolti. Affiancato dal civile Assad, rifugiato siriano dal passato poco limpido, l’ispettore Mǿrk dovrà affrontare l’estenuante ricerca della Lyngaard con grande coraggio e moltissimo acume.
La recensione
In realtà, il romanzo “La donna in gabbia” aveva già avuto una trasposizione cinematografica di produzione danese nel 2013, con la regia di Mikkel Nǿrgaard, che riproduceva fedelmente le vicende (e i nomi) dei personaggi del romanzo.
L’adattamento fatto dal team di sceneggiatori, guidati dallo stesso Scott Frank, riporta pochissime varianti alla storia originale ma che risultano sia funzionali all’ambientazione scozzese del thriller, sia più aderente ai gusti attuali dei telespettatori.
Ecco dunque nascere il Dipartimento Q della polizia di Edimburgo, formato dall’ispettore capo Carl Morck (il bravissimo attore inglese Matthew Goode), l’assistente Akram Salim (un sorprendente Alexej Manvelov), gli ispettori James Hardy e Rose Dickson (gli intensi inglesi Jamie Sives e Leah Byrne), tutti impegnati nella ricerca del procuratore Merrit Lindgard, interpretata magistralmente dalla scozzese Chloe Pirrie, che avevamo già visto lavorare al fianco di Anya Taylor Joy ne La regina degli scacchi.
A proposito di quest’altra fortunatissima serie televisiva diretta sempre da Scott Frank,
bisogna sottolineare quanto l’influenza del regista sia stata totalizzante nello scegliere il taglio della scenografia e della fotografia anche di Dept Q: scala di grigi lividi per gli esterni e colori saturi nella gamma dei rossi, verdi e marroni per gli interni; ambientazioni claustrofobiche e molto spesso geometriche (penso alle moquette a scacchi, alle boiserie cupe e alle librerie stipate di libri, ai soffitti ribassati e ai controsoffitti con luci a neon, oltre ovviamente alla micidiale camera iperbarica, dove la donna rapita viene tenuta dai suoi aguzzini).
Certo, la serie è stata girata tra il febbraio e il maggio del 2024 tra Edimburgo e le Isole Ebridi e dunque la scala di grigi era già perfettamente impostata dalla natura! Molto spesso si vede che i capelli della Pirrie sono scossi dal vento, tutti gli attori sono per coperti da sciarpe, cappotti e maglioni a collo alto nelle scene in esterno, e anche nei dialoghi ci sono molti rimandi al tempo scozzese (“La Scozia uccide” dirà sarcasticamente Mǿrk).
Ma per me che sono appassionata delle Isole Ebridi scozzesi è stato un vero tuffo al cuore seguire le vicende dei protagonisti a bordo dei traghetti che da Oban portano a Fuaigh Mòr, anche se nel thriller quel viaggio muta in una delle parti più cupe della narrazione.
Ho particolarmente apprezzato il sarcasmo dei dialoghi tra Mǿrk e Akram (“Ma tu in Siria lavoravi per i buoni o per i cattivi?” “Se lei li sa distinguere…”) ma soprattutto la bravura recitativa di tutti gli attori, nessuno escluso.
L’unica nota “cromatica” stonata mi è risultata l’ispettrice Rose Dickson, dalla pelle diafana e dai capelli ricci rossissimi. Con quel rossetto rosso e i capelli scolpiti, il rimando alla Regina rossa di Helena Bonam Carter in Alice attraverso lo specchio era troppo diretto e la rendeva fumetto.
Dept Q – seconda stagione
Curiosi di sapere quando potremmo reincontrare l’ispettore Mǿrk su Netflix?
La seconda stagione di “Dept Q- Sezione casi irrisolti” è stata annunciata per il 2026.
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