Arrivederci Londra – Enrico Franceschini
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“Amavamo l’Inghilterra e l’Inghilterra ci ha voltato le spalle. Vendicare un amore tradito: non c’è sentimento più forte”.
Baldini+Castoldi Editore pubblica il nuovo romanzo di Enrico Franceschini “Arrivederci Londra”, un thriller semiserio a 10 anni dal varo della Brexit in cui un gruppo di giornalisti decide di “vendicare” il voltafaccia perpetrato loro dalla propria amante, cioè Londra.
Corrispondente dall’estero del quotidiano la Repubblica, dopo aver lavorato dalle sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e Londra, Enrico Franceschini ci consegna un romanzo semiserio con protagonista proprio la città di Londra – che risulta essere una lettura utile per comprendere la storia contemporanea.
Un gruppo di 12 giornalisti di Paesi europei diversi (“la sporca dozzina”), innamorati (“fino a ieri, oggi meno”) dell’Inghilterra e di Londra che li ha per anni ospitati, nonostante le ovvie differenti simpatie politiche (“un po’ come l’Europa che rappresentano”) – si trova accomunato all’indomani della Brexit da un senso di delusione e sconforto per come il Regno Unito ha votato al referendum del 2016; i membri del Cinnamon Club (come si sono soprannominati) hanno assistito in gruppo, e ciascuno per la propria testata giornalistica, alla decisione degli inglesi di uscire dall’Europa.
Sperimentano tutti insieme una profonda delusione – che ben presto si trasforma in rabbia cocente, quando il referendum decide per il “Britain Exit” (Brexit appunto); la simpatia reciproca, l’affiatamento, la confidenza e la profonda amicizia di questo gruppo di giornalisti – uomini e donne – diventa desiderio di vendicare l’amore tradito da parte di Londra, tanto che al suono del canto di battaglia “la resistenza alla Brexit parte da noi” mettono in atto un “folle progetto di diventare angeli vendicatori”.
Quando il giornalista polacco subisce un’aggressione ignobile e quasi uno stupro da parte di un tassista fervente brexitiano, il Cinnamon Club si vendica organizzando scherzi altrettanto infami ai danni di malcapitati pro-brexit londinesi.
Franceschini trasmette al lettore i sentimenti dei giornalisti vendicatori: incertezza sul da farsi, disagio ed al contempo solidarietà per l’amico che è stato aggredito verbalmente e fisicamente – poi l’odio cocente che sta crescendo nei confronti di un Paese che ha voltato le spalle all’Europa.
Il susseguirsi di scherzi malvagi, via via più violenti, risveglia l’attenzione di una buffa coppia a Scotland Yard: l’intelligente ispettrice Rachel Bailey ed il fiacco sergente Jim Evans – che azzardano un collegamento di tre casi all’apparenza fra loro indipendenti (le morti di un tassista, un fioraio ed un pescivendolo).
E mentre i membri del Cinnamon Club (ed il lettore con loro) vengono attraversati dai dubbi sul farsi giustizia da sé e sul concetto di vendetta, una pervasiva ironia domina le pagine in cui la metafora della donna che ha tradito (cioè Londra) cattura l’attenzione del lettore e costringe alla riflessione.
“Quando un uomo o una donna si sente tradito da chi ama può diventare feroce”.
L’arma dell’ironia esplode dalla penna di Franceschini sin dalla prima pagina di “Arrivederci Londra”, quando l’autore presentando la sporca dozzina fa il verso a quelle divertenti barzellette in cui “ci sono un italiano, un francese ed un tedesco che vanno …” e via di seguito.
Questa dark comedy è un’occasione per il lettore di riflettere su una pagina di storia contemporanea: mescolando il tono ironico e quello drammatico l’autore indica quali sono probabilmente i veri problemi dell’Europa tutta, non solo del Regno Unito – cioè la globalizzazione, la deindustrializzazione, il crash finanziario e conseguente austerity, l’ascesa di Cina ed India.
Leggendo “Arrivederci Londra” semmai ci si rinnamora di questa città, che è definita “una New York europea”: Franceschini porta il lettore fra le vie, nei quartieri multietnici, indicando palazzi, locali ove fermarsi a mangiare e luoghi di interesse storico in quella che in fondo è una grande dichiarazione d’amore ad una città cosmopolita, piena di contraddizioni, vibrante, immensa e dinamica.
Gli elementi chiave del libro sono certamente le descrizioni dei quartieri di Londra, il tono piacevolmente ironico dell’autore e gli irresistibili atteggiamenti stereotipati dei 12 giornalisti – la cui compattezza di sentimenti per Londra nonché la comune visione della situazione mondiale possono essere dal lettore condivisi.
Con il bagaglio di una lettura trascinante, simpatica ed acuta, al lettore non resta che salutare Londra riconoscendo che “non c’è bisogno di dire addio all’Inghilterra. Un addio è per sempre, invece un giorno forse si rivedranno e faranno pace: goodbye piuttosto, au revoir, auf Wiedersehen, hasta luego …”, ciascuno saluterà la protagonista del romanzo nella propria lingua.
Enrico Franceschini (Bologna 1956) è già stato ospite del nostro Thriller Cafè con la spy story “Le notti di Mosca” a cui aveva fatto seguito anche una interessante intervista di approfondimento.
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