Il fantasma di Venezia – Matteo Strukul
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Matteo Strukul (Padova, 1973), vincitore del Premio Bancarella del 2017 con il suo romanzo “I Medici” che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, torna il libreria con il capitolo conclusivo della trilogia dedicata alla Venezia del Seicento, iniziata con “La congiura delle vipere“, seguita da “La vendetta dei leoni di Venezia” e ora chiusa con “Il fantasma di Venezia“.
Venezia 1630. Tornano le avventure dello spettro di Venezia, soprannominato dal popolo El Caigo per le sue vesti grigie come la nebbia e la capacità quasi sovrannaturale di apparire e sparire a suo piacere. Ritorniamo nella serenissima dodici anni dopo gli avvenimenti raccontati in La vendetta dei leoni di Venezia. La città lagunare deve combattere contro un nemico spietato, invisibile e vorace: la peste. Mentre i medici dibattono su quale male si muova nelle calle e nei rii, attenti più al potere e al prestigio che al benessere della popolazione, i morti non si contano più e, coi fuochi sempre accesi, Venezia sembra l’inferno in terra. Nulla può contro il morbo lo spettro di Venezia, colui che difende la città da chi la vuole vinta, mentre suo fratello, il muschier Marco, cerca con la compagna Rea di aiutare come può. Ma non si muore solo di peste, perché appoggiato a una porta azzurra, il cadavere di una donna con la gola tagliata, toglie il sonno al Missier Grande e rimette in azione lo spettro, a caccia di un assassino che forse viene dal passato per chiudere, definitivamente, i conti. Un thriller storico dal ritmo serrato, con personaggi carismatici e indimenticabili, reso perfetto dalla grande capacità narrativa di uno Strukul al meglio.
Dinamico, velocissimo e avvincente, “Il fantasma di Venezia” non è solo il capitolo conclusivo di una trilogia appassionante, che consiglio di leggere in ordine di pubblicazione per meglio godere della trama, ma rappresenta la consacrazione di un personaggio al novero degli indimenticabili. El Caigo sarà difficile da sostituire nei cuori dei lettori, con la sua profondità, le traversie, il suo essere diviso tra violenza ed estrema lealtà verso la città che lo ha salvato. Giusto verso gli amici, fedele nell’amore alla sua Chiara, legato al fratello Marco, è un nemico implacabile per chiunque mini la pace della serenissima, in grado di agire in modo rapido e decisivo.
Lo spettro è un protagonista che si ama, per il fascino che emana, per la forza ma anche la fragilità, per il suo dibattersi in cerca di giustizia in una città quanto mai complessa come Venezia.
Nei romanzi della trilogia, Venezia stessa diventa protagonista con la sua bellezza sfolgorante, le luci, gli stucchi, i marmi. Splendida e terribile al contempo, perché nelle sue ombre si annida la morte, per malattia o coltello, spietata, riflesso di un mondo dove esistono solo due tipi di persone: le vittime e i carnefici. Far parte di uno o dell’altro gruppo non dipende solo dalla nascita o dalle possibilità, ma anche dal destino e la forza personale. Lo sanno bene Rea, che da bambina prostituta, salvata dallo spettro e affidata al di lui fratello Marco, è diventata la profumiera più ricercata della città, o Chiara, che anche lei deve la vita alla spettro, il suo amore, ma che più di una volta si è mostrata decisiva per salvare l’amato da morte certa.
E che di dire di Marco stesso, il muschier pacato? Deciso, instancabile, nel momento di massimo bisogno non si tirerà indietro dal voler aiutare una città, la sua città, allo stremo. Mostra così la forza di carattere delle persone tranquille, che sanno mostrarsi rocce salde e sicure quando c’è in gioco la vita.
In tutti e tre i romanzi che compongono la trilogia dedicata alla Venezia del Seicento, Matteo Strukul ci consegna grandi uomini e altrettanto grandi donne. C’è un equilibrio perfetto nei ruoli e nei personaggi. Uomini positivi e negativi e altrettante donne positive o negative. Lo spettro è un eroe ammantato di grigio, oscuro senza dubbio, il suo contraltare è una donna vestita di nero, dai lunghi e lucenti capelli che somigliano ad ali di corvo, legati da un fiocco rosso come il sangue che non esita a versare: l’Invelenada. Nemici senza possibilità di conciliazione, i loro scontri sono sempre votati alla morte di uno dei due, duelli pregni di tensione e odio.
Entrambi forti, sembrano così distanti che davvero sono le loro differenze a renderli due facce della stessa medaglia.
“Il fantasma di Venezia” è un’opera divisa in tre parti, composta da capitoli brevi, essenziali. Descrizioni precise, senza essere mai ridondanti, sono alternate a dialoghi vibranti che mostrano la storia, rendendola viva, permettendo al lettore di entrare completamente nella trama.
Vendetta, abnegazione, lealtà o meschino egocentrismo, sono i sentimenti che dominano lo scritto e filtrano tra le pagine. La storia non è mai stata così viva, in una miscela dove sono indistinguibili verità storiche a finzione letteraria, in un equilibrio che è pura meraviglia narrativa.
Libri della serie "El Caigo"
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Il fantasma di Venezia – Matteo Strukul
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