L’uomo che non doveva tornare – Giuseppe Genna

Serie: Guido Lopez
Editore: Feltrinelli
Redazione
Protocollato il 2 Ottobre 2026 da Redazione con
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Il riassunto
L’uomo che non doveva tornare – Giuseppe Genna

“L’uomo che non doveva tornare” di Giuseppe Genna, edito da Feltrinelli è un noir denso, costruito per sovrapposizioni.

Presentato come la continuazione di una serie di libri che ha per protagonista l’ispettore Guido Lopez, già in forza alla Squadra Omicidi della questura di Milano, a diciassette anni dalla sua ultima apparizione, fornisce al lettore una potente lente per esaminare criticamente l’ attualità.

Risorto dal coma causatogli da un proiettile nel cranio, Lopez, colpito nella mente e nel fisico, si trova immerso in una realtà di cui non ha visto l’origine ma di cui comprende i meccanismi segreti perché, tragicamente, sono sempre gli stessi.

Per l’autore il contesto in cui si trova ad agire il personaggio principale non costituisce uno sfondo ma si incarna, in ogni riga, in elementi alti e bassi, senza distinzione e senza soluzione di continuità. (Soprav)vivere nell’ epoca del Trump e del Putin trionfanti determina uno scadimento della morale comune dove tutto ha un prezzo e, spesso, non è neppure vero (non reale).

I vasi comunicanti del mal essere permettono equilibri malati in cui al vizio umano più sordido fa da contrappeso l’intelligenza che, però, è artificiale.

Lopez, come un Dante dei nostri tempi rinato, infatti, a Vita Nuova percorre le strade di Milano come fossero cerchi infernali dove le dipendenze da stupefacenti creano nuovi freaks e carne da macello. Un Dante senza redenzione, talvolta connivente, che trascina il proprio corpo malato là dove lo squallore del potere, criminale o no, impera.

Nessuno si salva e non solo i villains classici come i membri delle ‘indrine calabresi che hanno, gattopardescamente, cambiato pelle affiancando agli oscuri riti rurali conoscenze informatiche all’avanguardia, o le spie russe che hanno sostituito l’ideologia comunista con quella della criptovaluta.

I più deboli come i senza fissa dimora, le giovani donne e i bambini vengono annientati, usati dai potenti di turno come giocattoli e poi buttati via.

Nel mezzo, su questo mare di iniquità veleggia un «mondo di mezzo» costituito da tutori del (dis)ordine che hanno perso le coordinate che portano alla giustizia.

Le radici del decadimento non sono ignote. Lopez, nel corso della sua indagine, rinviene un dossier che porta una data precisa: «1993».

I primi anni novanta, figli imberbi del 1989 del crollo del muro di Berlino, hanno determinato una scossa tellurica che non si è ancora assestata. Le ideologie, le credenze religiose, l’etica ingabbiavano un mondo che, con la loro dissoluzione, si è trovato più prigioniero di prima. Il capitalismo trionfante, il nazionalismo e l’enorme sviluppo tecnologico hanno, ovunque, portato alla perdita del concetto di «umanità». La scimmia involuta si è trovata, letteralmente, nella mani la possibilità di sopraffare i propri simili nei modi, allo stesso tempo, più sordidi e puliti.
E’ chiaro che, in questo contesto, il protagonista non può evitare gli schizzi di fango. Con lui, come con tutti gli altri personaggi del libro non si riesce ad empatizzare perché sono respingenti e collusi.

La lingua del romanzo si adatta perfettamente al mondo che descrive talvolta, forse, con un autocompiacimento eccessivo che rende non sempre agevole la lettura. Sicuramente non ci troviamo di fronte a una lettura da ombrellone ma a una complessa interpretazione del mondo attuale e, quindi, il lettore distratto non si deve avvicinare al libro.

Recensione di Enrico Ruggiero.

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