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Legittima difesa romanzo di Carla De BernardiÈ disponibile da qualche tempo, all’interno della collana Crime Story Inside di Edizioni Bolis, Legittima difesa – L’ultima indagine del commissario Moretti, scritto da Carla De Bernardi.

Si tratta del primo romanzo giallo per questa autrice che ha però già alle sue spalle diverse altre esperienze di scrittura.
La bibliografia di Carla De Bernardi comprende infatti titoli su tematiche molto diverse fra loro e gli esordi sono due volumi legati a sue esperienze di viaggio: Contare i passi – dai Pirenei all’Oceano sul Cammino di Santiago (Mursia, 2010) e Tutte le strade portano ad Assisi (Mursia 2011).

Si passa quindi alla forma romanzo con Qualche lontano amore, sempre per Mursia, pubblicato nel 2012, per arrivare infine a un’altra grande passione di questa scrittrice, milanese d’adozione: lo splendido e maestoso Cimitero Monumentale del capoluogo lombardo.

A questo vero e proprio museo a cielo aperto Carla De Bernardi, che è anche presidente dell’Associazione Amici del Monumentale di Milano, ha dedicato tre volumi negli ultimi anni: Non ti scordar di me – Guida per curiosi e ficcanaso al Monumentale (Mursia, 2015), La piccola città (Jacabook, 2017) e Guida al Monumentale (Jacabook, 2017).

E con Legittima difesa arriviamo a un nuovo genere per Carla De Bernardi, il poliziesco d’indagine, ambientato sempre a Milano. Ma prima di dedicarci all’indagine che attende il Commissario di San Siro Vigilio Moretti, torniamo ancora per qualche riga sulla biografia di questa scrittrice, così da capire un altro elemento che influenza profondamente la sua scrittura.

Nata a Alessandria d’Egitto, Carla De Bernardi vive la sua infanzia a Parigi e 1963 è a Milano, città nella quale svolge sia la professione di fotografa che quella di scrittrice.

In qualità di fotografa la sua specializzazione sono gli scatti di interni, in particolare le immagini delle camere d’albergo che sono state presentate in varie mostre sia collettive che personali.
Nel suo portfolio non mancano anche i ritratti di persone e quelli di personalità, sia nazionali che internazionali, di vari ambienti: dalla musica al cinema, dal teatro alla letteratura e al mondo dell’imprenditoria.

Ci troviamo quindi di fronte a un’autrice che ha già una certa esperienza di scrittura alle spalle, che conosce molto bene Milano e che alla sensibilità da scrittrice somma l’occhio e la visione da fotografa.
Tutti elementi che vanno a convergere in Legittima difesa, di cui vi diamo ora qualche cenno di trama, e del quale vi anticipiamo anche che due scene importanti si svolgono proprio nel Cimitero Monumentale.

Vigilio Moretti è commissario a San Siro e aggiunge alle normali competenze del suo ruolo anche una profonda conoscenza della comunicazione non verbale, abilità che gli conferisce un certo vantaggio quando deve confrontarsi con testimoni, vittime e criminali. Appena può ama fuggire dalla metropoli e passare qualche giorno con sua moglie Anita a Carzano, nel suo buen retiro sull’acqua.

Ora però non c’è tempo per pensare al relax, visto che il caso che ha sottomano è molto importante e la vittima assai nota: Umberto Landriani è, o meglio, era un avvocato molto conosciuto e temuto.
Temuto non solo in Tribunale ma anche a quanto pare in famiglia, visto che i suoi modi autoritari, patriarcali e violenti hanno condizionato a lungo suo figlio Vittorio, che si è quindi dato al bere, al gioco e alle droghe per cercare di sfuggire in qualche modo al giogo paterno.
E Umberto è morto proprio alla vigilia del ritorno di Vittorio, che due anni si era recato in Canada, ospite in una comunità.

Nell’indagine il commissario Moretti è aiutato dal suo vice Antonio Fumagalli, conosciuto anche come “il Fuma”, sempre pronto a citare un proverbio completamente a sproposito o a intonare qualche canzone meneghina, e dall’ispettore capo Fabio Montale. E il caso sembra che possa chiudersi anche velocemente, grazie al rinvenimento di qualcosa che era scomparso proprio la notte dell’omicidio, ma la difficoltà più grande è che tutti i sospettati sembrano avere alibi di ferro, il tutto fino alla sorpresa finale.