Amiche e amici del Thriller Café, oggi stiamo per servirvi un cocktail un po’ diverso dal solito. Sedetevi al bancone e preparatevi a farvi sorprendere. Il libro che recensiamo è “Vita in vendita” dello scrittore giapponese Yukio Mishima. Il libro risale al 1968 e divenne un vero e proprio bestseller postumo, in seguito alla tragica morte del suo autore, ma soltanto adesso è stato tradotto in Italia per i tipi di Feltrinelli.

Yukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka (1925-1970), è uno dei più famosi scrittori giapponesi di tutti i tempi, e le sue opere, tra cui ricordiamo “Confessioni di una maschera” e “Sole e acciaio”, sono considerate classici che travalicano i confini tra i generi. Eppure, come vedremo, lo strano libro di cui parliamo oggi è a tutti gli effetti una spy story hard boiled, avventurosa e avvincente anche se con un taglio decisamente postmoderno e simbolico.

Iniziamo, come sempre, con la trama. Hanio è un giovane copywriter di successo. Un bel giorno, però, nello sfogliare un giornale, gli sembra che le parole e le lettere che lo compongono non siano altro che una brulicante teoria scarafaggi. Se per qualche motivo vi è venuto in mente Kafka, siete sulla strada giusta: Hanio intuisce che la società e il mondo intero non hanno senso, e decide di suicidarsi.  Il romanzo inizia con il suo risveglio in un’ambulanza, dopo aver ingerito una grande quantità di sonniferi. A questo punto, “davanti a Hanio che non era riuscito a uccidersi si apriva un mondo inaspettatamente vuoto, stupendo e libero”: decide così di mettere in vendita la propria vita, di cui non ha più bisogno, nella speranza di riuscire a farsi uccidere. Inizia così una girandola di avventure, in ognuna delle quali il protagonista cerca di morire senza mai riuscirci. Nella prima di esse, un uomo anziano gli chiede di sedurre sua moglie, che lo tradisce con un malavitoso, e di farsi cogliere in flagrante dall’amante per avere la sua vendetta. Compiendo questa missione, Hanio entrerà in contatto con una misteriosa società segreta, l’ACS, Asia Confidential Service, che continuerà a gettare un’ombra sinistra e inquietante sul resto delle sue avventure. In seguito, verrà assunto dal figlio di una “vampira”, che lo utilizzerà per nutrirsi innamorandosi al tempo stesso di lui, e ancora gli verrà chiesto di ingerire un veleno al posto di qualcun altro.

In breve, “Vita in vendita” è un libro sul suicidio, un fantasma estremamente radicato nella vita dell’autore, che seguirà il medesimo destino nel 1970, due anni dopo averlo scritto. La cosa sorprendente è che, malgrado il tema tetro, questo testo è al tempo stesso una lettura divertente: nei vari racconti che lo compongono, come in un romanzo a cornice, troviamo tutti gli elementi tipici della spy story, ma anche un forte erotismo e una simbologia grottesca e seducente, che forse potrà apparire “strana” al lettore occidentale, risultando però, al tempo stesso, carica di fascino. Una volta iniziata la lettura, faticherete a separarvene, un po’ perché trascinati dalla trama del thriller, un po’ perché è evidente che, al di sotto della superficie narrativa, c’è molto di più. Il messaggio filosofico che appare in filigrana è che “sia la vita che la politica sono più semplici e superficiali di quanto si immagina. Tuttavia è difficile raggiungere questa consapevolezza se non si è pronti a morire in qualsiasi momento. L’attaccamento alla vita rende tutte le cose complicate e strane”.

Non sono un profondo conoscitore dell’opera di Mishima, né ho frequentato molto la letteratura giapponese, con l’eccezione di Haruki Murakami. Mi risulta quindi più facile tracciare dei paralleli con opere occidentali, “gialli” metafisici e grotteschi come “Pulp” di Charles Bukowski oppure “La gang del pensiero” di Tibor Fischer, storie esilaranti e strane posizionate agli estremi confini del genere.

Bene, se siete alla ricerca di una lettura “diversa” in questa rovente estate, “Vita in vendita” di Yukio Mishima è decisamente quello che fa per voi!

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Vita in vendita
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Vita in vendita
  • Mishima, Yukio (Author)