Utente sconosciuto – Michael Connelly
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Un “Utente sconosciuto” è entrato oggi nel Thriller Cafè: si torna a parlare di Michael Connelly, ma stavolta, purtroppo, un po’ meno entusiasticamente del solito…
Henry Pierce è un giovane scienziato, partner di una società all’avanguardia che si occupa di biotecnologie. Ha alle spalle una storia d’amore fallimentare e si è appena trasferito in una nuova casa. Casa nuova, telefono nuovo. Ma la prima volta che ascolta la segreteria telefonica si accorge della presenza di messaggi che non sono diretti a lui. Tutte le chiamate sono per una certa Lilly che, è evidente, è nei guai fino al collo. Henry si lascia catturare dal mondo di Lilly, un mondo notturno a luci rosse, fatto di sesso via Internet e di identità segrete. Travolto da una sorta di attrazione fatale Henry si getta in una sua indagine personale sulle tracce della donna misteriosa, precipitando in una rete inestricabile e pericolosa.
Come ogni tanto gli capita di fare, Connelly esce dalla serie di Harry Bosch e sforna questo romanzo “one shot” immerso in un mondo particolarmente affascinante: quello della ricerca molecolare lanciata alla conquista del computer biologico, che in un futuro (forse non tanto lontano) potrebbe soppiantare l’antenato al silicio, con buona (?) pace dei guru della Silicon Valley. Ambientazione di sicuro di attualità e sufficientemente nuova, quindi, quella scelta dallo scrittore californiano, ma una trama soffocata a volte da tecnicismi scientifici, e meno soddisfacente di quanto ci saremmo aspettati da lui, fa sì che alla fine il romanzo non risulti il gran libro che avrebbe potuto essere.
La storia si dipana, inizialmente con non molto ritmo, attorno alla misteriosa scomparsa di Lilly, un’accompagnatrice della quale Henry Pierce eredita senza volerlo il vecchio numero di telefono: è proprio quest’ultimo a innescare il meccanismo a spirale che porta il giovane scienziato sempre più vicino al baratro. Forse già qui c’è qualche piccolo scricchiolio: il punto di partenza proprio solidissimo non è, tutto basato sulla psicologia del protagonista e sulle aspettative riguardo alle sue reazioni da parte dei suoi antagonisti, ma ciò che rende questo romanzo inferiore a quelli imperniati sul monumentale detective del LAPD è probabilmente il minor spessore di Pierce rispetto all’inarrivabile Bosch. Pierce è un personaggio poco riuscito, un po’ stereotipato in certi aspetti ed estremizzato in altri, e innestato oltretutto in un intreccio senza infamia e senza lode.
Nell’insieme, “Utente sconosciuto” è un libro sotto media per Connelly. Per carità, non che sia da buttare: fosse stato partorito da un autore meno noto, il giudizio sarebbe stato di certo positivo. Da un maestro del genere, però, ci si aspetta un po’ di più…
Ora, prima di lasciarvi (con la raccomandazione di non farvi coinvolgere troppo da sconosciuti al telefono), come detto in apertura segnalo brevemente un regalino che Michael Connelly vuole fare ai propri fans. In occasione della prossima uscita del suo ultimo romanzo, “The Overlook“, atteso in libreria negli States e in Canada il 22 maggio, nella stessa data lo scrittore omaggerà tutti gli iscritti alla sua mailing list di un capitolo bonus scritto apposta per loro: se qualcuno è interessato, ha un mesetto per iscriversi… l’indirizzo lo trovate sul suo sito.
Detto questo, l’appuntamento qui al Thriller Café è a fra qualche giorno, quando parleremo di quel consumatore maniacale di Coca-Cola che risponde al nome di Paco Ignacio Taibo II.
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