Uccidete il Camaleonte – Carlo F. De Filippis
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Il passaggio di scuderia a Mondadori, avvenuto l’anno scorso con Il paradosso di Napoleone, sembra aver portato fortuna a Carlo F. De Filippis, che con Uccidete il Camaleonte prosegue la serie dedicata al commissario Vivacqua.
E nel continuare questo ciclo di romanzi Carlo F. De Filippis alza continuamente l’asticella, titolo dopo titolo, creando degli antagonisti sempre più formidabili per questo commissario siciliano che opera a Torino.
E con criminali sempre più terribili, anche atmosfera e stile mutano di volume in volume, creando un affresco progressivamente più cupo del capoluogo piemontese e dell’Italia tutta.
In Uccidete il Camaleonte Vivacqua dovrà confrontarsi con un serial killer che del sauro titolare non ha preso in prestito soltanto il nome, ma anche alcune tattiche di caccia che lo rendono un avversario particolarmente ostico per la polizia.
“In greco il suo nome significa Leone di terra, noi moderni lo chiamiamo camaleonte. È un rettile, un sauro più precisamente, piuttosto lento, capace di attendere la preda in totale immobilità per delle ore. Non è un animale sociale, vive per i fatti suoi, anzi disdegna i propri simili con i quali spesso ingaggia lotte mortali. Sa mimetizzarsi, si adatta perfettamente all’ambiente; alcune tribù ritengono che porti in sé lo spirito maligno dei morti. Noi invece parliamo di un essere umano che uccide, per follia, per rabbia, per comunicare la propria malattia.”
Queste le parole impiegate in Uccidete il Camaleonte per provare a spiegare e descrivere l’inspiegabile e l’indescrivibile, un assassino seriale che ha già ucciso nove donne e che non sembra intenzionato a fermarsi, nella classica corsa che porta molti serial killer ad aumentare il ritmo degli omicidi fino a quando gli sforzi della polizia non metteranno fine alle loro imprese.
Modus operandi, manie e particolarità giocano un ruolo fondamentale nella “riuscita” di un serial killer letterario e nel suo potersi distinguere ed emergere in un settore dove la concorrenza è sempre molto tosta. Andiamo quindi a studiare più da vicino la trama di Uccidete il Camaleonte.
Salvatore “Totò” Vivacqua è pronto per godersi le vacanze in Salento con moglie, cane e figli, ma il Camaleonte lo obbliga a rimanere in città per cercare di fermare la scia di sangue. Nell’afa della stagione questo serial killer ha già ucciso nove donne e non ha alcuna intenzione di fermarsi.
Ha totale controllo sull’ambiente e sugli eventuali inseguitori, è in grado di camuffarsi alla perfezione e rendersi invisibile in mezzo alla folla e il suo modus operandi prevede l’atto di lasciare un anello nunziale in dono alle vittime.
Toccherà quindi a Vivacqua, che ha già affrontato in precedenza un serial killer, cercare di fermare il Camaleonte, avvalendosi della collaborazione dei suoi agenti più fidati, Migliorino e Santandrea. Inizialmente l’indagine sembra procedere con successo e tutto punta a un salone di bellezza ma… C’è ancora molta strada da percorrere per Vivacqua, una strada che potrebbe portarlo alla peggiore verità possibile…
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