Prisoners

Prisoners

Erika Giliberto
Protocollato il 23 Novembre 2025 da Erika Giliberto
Erika Giliberto ha scritto 22 articoli
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È il giorno del Ringraziamento e due famiglie che vivono in una cittadina della Pennsylvania si incontrano per festeggiarlo con il classico pranzo in casa. La situazione è tranquilla, gli adulti mangiano, bevono e si divertono, le bambine giocano tra loro. Va tutto bene fino a quando le piccole Anna e Joy escono di casa per giocare all’aperto, senza la supervisione di un adulto. Spariscono nel nulla e Keller Dover, il padre di Anna, inizia a cercarle insieme al resto della famiglia, coinvolgendo sin da subito il detective Loki. L’uomo si prende la responsabilità del caso e farà di tutto per risolverlo, scontrandosi più volte con un padre che, intralciando le indagini col suo comportamento, ha fretta di ritrovare sua figlia.

Stiamo parlando di “Prisoners”, un film del 2013 diretto da Denis Villeneuve, disponibile per il noleggio o l’acquisto su Amazon Prime Video. Il film dura due ore e mezza, minuto più minuto meno, ma possiamo dire senz’altro che vale davvero la pena investire pochi euro per guardare questa opera cinematografica che è un mix tra un thriller, un giallo, un film drammatico e uno poliziesco.

Innanzitutto la trama è strutturata in maniera davvero magistrale e infonde nello spettatore un forte senso di inquietudine sin dalle prime scene. Difatti la storia entra immediatamente nel vivo, incentrata per tutto il tempo sulla ricerca disperata delle due bambine scomparse. Quanto oltre si può spingere un genitore per ritrovare il proprio figlio scomparso? Dove iniziano e dove finiscono la giustizia e l’etica? Lo spettatore è obbligato a porsi delle domande: “io cosa avrei fatto al posto di Keller”?

I luoghi in cui si svolgono le scene sono cupi, grigi, freddi, carichi di pioggia scrosciante e questa caratteristica carica sempre più di oppressione una storia che è già piuttosto angosciante di suo. La storia è un crescendo di azione, momenti introspettivi dei protagonisti, ansia e colpi di scena, perciò non vi è da intimorirsi per quei 153 minuti di proiezione, voleranno.

Qualche parola va obbligatoriamente spesa soprattutto per le straordinarie esecuzioni dei due attori principali, Hugh Jackman (Keller Dover) e Jake Gyllenhaal (detective Loki). La performance di Jackman è lacerante, con una recitazione da maestro interpreta un padre disperato che perde completamente di vista la moralità, trasformandosi in un animale feroce. Altrettanto fantastico è Gyllenhaal che impersona un affascinante (nonostante i suoi tic) e solitario detective, molto enigmatico, perspicace e deciso a scovare la verità.

Insomma, “Prisoners” non è soltanto un semplice thriller, è un viaggio nell’oscurità dell’animo umano, un film ricco di emotività con una trama intrigante e un finale ingegnoso, interpretato da un cast d’eccezione. Da non perdere.

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