La presidente – Bill Clinton e James Patterson
Etichettato con: James Patterson
Hanno iniziato la loro collaborazione scrivendo “Il presidente è scomparso” , al quale ha fatto seguito “La figlia del presidente”. Ora tornano in libreria con il thriller “La presidente” questo è il titolo della traduzione italiana pubblicato da Longanesi, sebbene in lingua originale fosse il più azzeccato “The First Gentleman”. Stiamo parlando dell’autore da milioni di copie James Patterson, e dell’ex presidente USA Bill Clinton.
Insieme sono una coppia di autori formidabile. Patterson, famosissimo per i suoi numerosi thriller, da quelli che vedono protagonista Alex Cross a quelli delle Donne del club omicidi, più tantissimi altri seriali e non, è il maestro della tensione e del ritmo; Clinton, è entrato nella storia americana e mondiale per la sua personalità, per quello che di buono e meno buono ha fatto durante la sua amministrazione, per gli scandali e per la sua famiglia. La sua esperienza di politica ai massimi livelli, gli ha dato una conoscenza del sistema, degli intrighi e dei giochi nelle stanze del potere, che rappresentano già da soli un ingrediente perfetto per un thriller di adrenalina e contenuto. Uniti, i due, regalano opere intense, moderne, esatte, che portano suspense su più livelli, mescolando casi criminali a intrighi e sotterfugi pericolosi e mortali come una guerra aperta.
“La presidente” comincia con una scena già avviata, un uomo che si sta recando al suo processo accompagnato dalla moglie. L’attenzione è catturata nel momento in cui si comprende che lui è il First Gentleman e lei, la Presidente degli Stati Uniti. Quando poi, nel secondo capitolo si incappa nella frase: “Cole Wright, il first gentleman, è un assassino” , il lettore è perduto e già avvinto, si vuole solo sapere come, quando, dove, perché e chi è la vittima. Il tempo della storia si riavvolge e la vicenda parte a essere raccontata dall’inizio, con uno scrittore, Garrett, e la sua assistente alle ricerche nonché avvocata, Brea, che propongono un libro inchiesta alla loro casa editrice. L’opera tratterà della scomparsa di Suzanne Bonanno, avvenuta diciassette anni prima, della sua probabile morte e di colui che loro considerano l’assassino, Cole Wright. Il fatto che vogliano accusare il first gentleman è una vera bomba. Persona in vista, potente e protetta, una storia vecchia, un caso freddo. Le complicazioni sono tante, ma la testardaggine di Garrett e Brea è forte. I due sono motivati e gli ostacoli che incontrano nelle indagini per il libro non fanno che spingerli a scavare ulteriormente. Sembra tutto chiaro, possibile, assassino trovato, va solo processato e sperare che la giustizia sia davvero uguale per tutti, ma sarà davvero così? In politica l’informazione è potere e le fazioni si schierano sebbene chi giochi dalla parte di chi non sia chiaro. E se tutto fosse una montatura per colpire la Presidente, evitare che abbia un secondo mandato e soprattutto far sì che il suo grande progetto per la nazione vada in fumo? C’è tanto da scoprire, tanto da indagare, molto per cui restare avvinti, basta solo leggere.
La trama si dipana in capitoli brevi, tesi, dinamici, come da sempre ci ha abituato Patterson. Le conoscenze privilegiate di Clinton poi, fanno sì che dietro ogni discorso, mossa, telefonata, si possano vedere le abilità strategiche dei politici, mostrando un gioco duro, sporco, spietato, di cui i cittadini non hanno normale sentore.
I personaggi si svelano con il procedere della storia, entrando in sintonia con il lettore. Facile provare empatia con Garrett e Brea, trovare la loro indagine nobile, altrettanto semplice è diffidare di Cole, bello, ex atleta professionista e privilegiato. E sua moglie? Divisa tra la ragion di stato e il sostegno a Cole, sa cosa è successo tanti anni fa? Crede davvero nell’innocenza dell’uomo che ama e cha ha sposato o il suo sostegno è solo una recita?
Durante la lettura il pensiero si modifica, le prove vanno in una direzione, ma sono solo circostanziali e quando altre morti, decisamente recenti, si uniscono alla scomparsa di Suzanne, viene spontaneo chiedersi chi ci sia dietro, chi muova i pezzi della scacchiera, distribuendo morte, problemi e inciampi in ogni dove. I romani dicevano cui prodest? A chi giova? Mai come in questo caso è la domanda alla quale rispondere per capire.
Non ci sono tempi morti nel romanzo, ogni capitolo porta indizi, motivi per continuare e uno spaccato sulla politica che non solo è formativo, ma reso in modo da essere affascinante. Il potere è raccontato con tutti i privilegi che dona e le mille limitazioni, un gabbia coperta da uno strato sottile d’oro, che mostra fin troppo spesso il grigio dell’acciaio e denti affilati pronti a strappare e divorare chi non ha il nerbo e gli appoggi giusti. In un mondo in bilico, sull’orlo di crisi internazionali e default economici, ci si chiede se tutto sia importante, se ogni vicenda abbia lo stesso peso. Suzanne non c’è più. Lei e la sua famiglia meritano giustizia, ma dov’è ciò che è giusto e cosa verrà sacrificato sull’altare della verità?
“La presidente” è un thriller profondo, dove attualità e adrenalina si mescolano in una tensione accattivante.
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