Stavros contro Golia – Sophia Mavroudis
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Nata a Casablanca da madre francese e padre greco, vissuta in Grecia ma trasferitasi in Francia, Sophia Mavroudis scrive in francese ma pensa in greco. La laurea in scienze politiche e relazioni internazionali completano il suo ritratto di autrice dalle molte sfaccettature, molto sensibile ai luoghi della sua vita ma aperta al mondo e profonda conoscitrice degli schemi geopolitici attuali. Ed il suo secondo romanzo, “Stavros contro Golia“, pubblicato in Francia nel 2022 e di recente tradotto da Giovanni Zucca per E/O, ne è la chiara dimostrazione. Grecia, Turchia ed Unione Europea convivono a fatica in queste pagine dal ritmo incalzante e dai colpi di scena continui, dando vita ad un poliziesco con incursioni nella spy story e nel thriller politico.
Protagonista è il commissario ateniese – ma di origini greco-turche – Stavros Nikopolidis, che abbiamo già conosciuto nel primo romanzo della serie, intitolato appunto “Stavros“. A proposito, se volete rinfrescarvi le idee o se ancora non conoscete questo personaggio, vi consiglio di leggere l’ottima recensione di Giuliano Muzio su queste pagine.
Tutto comincia così:
“2 gennaio 2019, mar Egeo, Grecia. Ore 2 di notte
In questa notte senza luna, nera e opaca, il pattugliatore greco, coadiuvato da due unità della Guardia costiera, solca i flutti dell’Egeo a velocità di crociera. Il mare turbina e ruggisce sovrastando ogni altro rumore, dal sibilo del vento allo stridio dei gabbiani, fino ai suoni degli uomini, costretti a fronteggiare le onde minacciose.
In plancia, il commissario Stavros Nikopolidis, saldo sulle gambe muscolose che sorreggono i suoi ottantacinque chili per un metro e ottantasette, scruta l’Egeo in tempesta. Gli occhi ridotti a due fessure nell’ombra, il naso arcuato e le folte sopracciglia gli danno l’aspetto di un feroce, incallito pirata.
L’ora si avvicina. Stavros si sfrega la faccia per restare vigile e sveglio e si passa la mano tra i folti capelli sale e pepe. Un gesto automatico quando riflette, o quando è teso“.
E di motivi per essere teso, Stavros ne ha parecchi: la sua squadra è stata precettata per scovare, in mare aperto, di notte, un terrorista diretto in Europa, che si nasconde su un’imbarcazione carica di migranti. Operazione che sarebbe complessa già di per sé, ma che potrebbe diventare fatale se agenti esterni intervenissero per deciderne le sorti, fatto tutt’altro che improbabile, viste le continue ed annose tensioni sullo scacchiere internazionale. Ed infatti le cose non vanno come auspicabile… la caccia si sposta sulla terra ferma, là dove è più facile nascondersi, confondersi fra i disperati, approcciare i propri complici. Ancora una volta, Stavros dovrà barcamenarsi tra comandi folli, valutazioni completamente staccate dalla realtà, il proprio desiderio di indipendenza e quello, di cui sono vittime alcuni membri della squadra, di menare le mani un po’ troppo duramente. Situazione non facile, accresciuta dall’incertezza, dalle molte incognite e dal non sapere di chi potersi fidare. Il finale, inatteso e spettacolare, sarà in pieno stile Stavros… e leggendo capirete perché.
Amante del rebetiko, della buona cucina greca e dell’ouzo, il commissario Stavros è davvero un bel personaggio, che ricorda – con le dovute differenze – il suo collega Caritos che ben conoscono i lettori di Petros Markaris. Quanto all’ambientazione, siamo sempre ad Atene, in particolare nel piccolo ma vivace quartiere di Pangrati; la Grecia è proiettata al futuro, sente la pressione dell’Europa, è storicamente e geograficamente vicina all’Asia Minore, è territorio di confine e come tale naturalmente permeabile nonché crocevia di varie rotte migratorie. Avverte con forza il riverbero delle tensioni e dei passati conflitti contro i turchi, nonché lo strascico della crisi economica del 2008, ancora molto presente, che l’ha vista fanalino di coda dell’Europa, martoriata dalla crisi sociale interna, bistrattata da tutti, considerata un peso e nonostante tutto resiliente e coraggiosa. Tutto questo lo desumiamo chiaramente non solo dalle considerazioni esplicite dell’autrice, ma anche dal carattere che la stessa dà ai personaggi, decisamente più a fuoco rispetto al primo volume. Tutti hanno, in qualche modo, qualcosa da rivendicare, tutti hanno uno slancio di rivalsa che si ritrova solo in chi ha combattuto e subito molto, ed ha dovuto trovare un motivo per rialzarsi molte volte.
Davvero un’evoluzione notevole per questa serie che, per quanto mi riguarda, si è rivelata più avvincente ed interessante del previsto. Speriamo, ora, di non dover attendere altri quattro anni per vedere pubblicato anche in Italia il terzo volume, “Stavros sur la route de la soie“, già uscito in Francia nel 2021.
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Stavros contro Golia – Sophia Mavroudis
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Sophia Mavroudis è un’autrice di origine greca, ma nata a Casablanca e vissuta a Parigi, che ha già pubblicato in Francia una serie di romanzi che hanno per protagonista il Commissario Stavros Nikopolidis. Esce ora per l’editore e/o, a quattro anni dall’uscita in Francia, il primo di questi, intitolato semplicemente “Stavros” (traduzione di Giovanni Zucca). […]
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