“Il dettaglio“, di William Bayer: il vostro barman vi parla oggi di un libro di non facile reperibilità e forse vi chiederete: a che serve recensirlo se poi non si può leggere? Mah, direi che non si sa mai: vi capitasse di trovarlo in qualche mercatino o qualche stock potrebbe essere un acquisto azzeccato.
New York. Nella macchina fotografica di Geoffrey lei era naturale, magica, perfetta. Ma la sua vita era nera. Lui adesso sapeva la falsità di quelle pose così a lungo studiate. Se vuoi capire chi sei, se vuoi impedire che il male e la violenza ti brucino fino in fondo, il tuo obiettivo non deve esitare. Bisogna scattare, voltarsi e andare via… Un conturbante thriller di misteri e passioni, da leggere tutto d’un fiato.
Non è un romanzo che parte veloce negli accadimenti, anzi all’inizio tutto ruota attorno alla psicologia del protagonista, alla sua fobia di fotografare volti umani, proprio lui che è un fotografo, uno dei migliori qualche anno prima. Per lunghe pagine sembra di trovarci di fronte a una storia che non appartiene ai generi soliti del Thriller Café: neanche un morto, un detective, un criminale. Niente.
Eppure c’è un’atmosfera conturbante che pare promettere la sterzata da un momento all’altro.
E la sterzata infatti arriva, con lo strano comportamento di una modella bellissima e pericolosa, e l’ossessione di Geoffrey di inseguirla lungo un strada che non promette niente di buono. Saltano fuori allora vecchi assassini pervertiti, spettacoli sadomaso, ricatti e omicidi.
Ma a dominare la storia è ancora il personaggio principale, che solo all’inizio subisce gli eventi e che poco alla volta ne diventa motore. O almeno, è quanto appare a prima vista, perché di certezze non ce ne sono mai. Lui stesso (narratore in prima persona) ne dubita, comprende di non avere in pugno la situazione, nemmeno nel momento in cui pensava di essersi riscattato dal suo ruolo di marionetta nelle mani della femme fatale.
In un continuo ribaltamento di rapporti di forza si arriva così alle ultime pagine spiazzanti e lanciatissime, che chiudono nel modo migliore una storia bene orchestrata e altrettanto ben scritta.
Non conoscevo William Bayer, ma in definitiva questo primo incontro mi ha lasciato un’ottima impressione. Lettura consigliata.
[book_rating=”3.8″ publisher=”Mondadori”]
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